Balotelli mette in mora il Brescia, Raiola: "Non gli hanno fatto il tampone"

12.06.2020 21:59 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Balotelli mette in mora il Brescia, Raiola: "Non gli hanno fatto il tampone"

Nuovo capitolo della saga Mario Balotelli-Brescia. Super Mario, che qualche giorno fa era stato allontanato dal centro sportivo bresciano senza potersi allenare, ha inviato tre diffide alla società di Cellino, chiedendo il reintegro in rosa e la messa in mora per i mancati pagamenti degli ultimi tre mesi di stipendio. Il Brescia si dice indignato, e tramite il suo avvocato Grassani non le ha mandate a dire all'ex centravanti della Nazionale: "Credo che sia l'unico calciatore in Europa ad avere l'ardire di mettere in mora il proprio club per ottenere il pagamento integrale del mese di marzo, in pieno periodo di Covid-19. Inoltre il club ha perso il conto delle diffide inviate dal calciatore sempre in orario notturno che lamentano la presunta impossibilità di allenarsi. L'ultima mercoledì sera quando gli uffici erano ovviamente già chiusi. Con l'esperienza maturata negli ultimi giorni in ambito regolamentare e di applicazione dell'accordo collettivo potrebbe ricevere una laurea honoris causa in Legge".

E sempre in mattinata, non si è fatta attendere la risposta dell'agente di Super Mario, Mino Raiola, che ha pesantemente attaccato il club bresciano: "Mi sembra che Grassani voglia fare i processi sui giornali invece che in tribunale. La verità emergerà e dirò a Mario di scrivere le mail al signor Grassani direttamente la mattina e non dopo le 20 quando torna a casa e si rende conto che lo stanno discriminando. Non sapevo che il Brescia non avesse ancora pagato il mese di marzo e mi sembra normale che uno possa chiedere il pagamento dopo tre mesi che non lo pagano. Piuttosto a me risulta che il Brescia sia l'unica società di Serie A a non aver ancora fatto il tampone a un proprio calciatore. Dopo tutte le discussioni si permette a un club di ignorare le regole solo per poter lasciare a casa un calciatore. Per colpire uno si mette a rischio tutta la rosa".