La rinascita di Charpentier e la crisi di Colak. I due attaccanti a confronto

04.12.2023 16:24 di Tommaso Rocca   vedi letture
La rinascita di Charpentier e la crisi di Colak. I due attaccanti a confronto

Nella gara di La Spezia, mister Pecchia ha deciso di affidarsi al centravanti di ruolo, rinunciando a Bonny nel ruolo di prima punta, a differenza di quanto visto per buona parte delle gare giocate in questa stagione. E così, i due giocatori a disposizione di Pecchia si sono alternati: un tempo per Colak, schierato titolare, e uno per Charpentier, che ha preso il posto del croato all'intervallo. Con risultati ben diversi: se Colak è stato uno dei peggiori in campo nel primo tempo, al contrario il congolese ha suonato la carica e, assieme agli altri subentrati, ha invertito il trend di una partita molto complicata. Ovviamente non si può non tener conto della prestazione complessiva di squadra. Nel primo tempo i crociati hanno faticato tantissimo a costruire azioni offensive, a causa di un palleggio basso e sterile. Nella ripresa al contrario, soprattutto nel finale di gara, Charpentier ha potuto beneficiare di un Parma a trazione anteriore, all'attacco in cerca della vittoria. Preso atto di questo, è giusto fare un'analisi della prestazione dei due attaccanti.

Partendo dalla crisi di Antonio Colak. Quando mister Pecchia lo ha schierato dal primo minuto, di certo si aspettava di poter concedere una chance all'attaccante ex Rangers per riscattarsi e ritrovare fiducia e consapevolezza. Tuttavia, possiamo dire che la scelta ha sortito l'effetto contrario. Il croato è apparso ancora in evidente difficoltà. L'impressione è che per caratteristiche al momento sia un giocatore troppo statico per guidare l'attacco dei crociati. Il Parma ha bisogno di un attaccante capace di legare il gioco, in grado di muoversi sul fronte offensivo e creare scompiglio nella retroguardia avversaria. Colak invece si trova spesso bloccato tra i difensori avversari, fatica a dialogare con i compagni e a risentirne è l'intera manovra. Senza dubbio la sua qualità migliore è quella di trasformare in gol ogni occasione a propria disposizione. Sa sentire la porta come pochi in Serie B, e lo ha anche dimostrato. Ma al momento non sembra fare al caso del Parma. Il fatto che funga da puro riferimento offensivo, nella manovra costruita dalla squadra di Pecchia è quasi un aiuto per la difesa avversaria, perché toglie imprevedibilità. Se arrivassero palloni in area, Colak sarebbe il più indicato per quel ruolo, ma al momento con Colak in quella posizione, di palloni non ne arrivano. 

Doveva essere il colpo del mercato estivo, ma ora l'ex Rangers rischia di essere superato nelle gerarchie anche da Charpentier. Il congolese sembrava un giocatore irrecuperabile, ma Pecchia e tutto lo staff medico e tecnico hanno favorito il suo reintegro. Ora Charpentier è pronto e sta ricambiando il lavoro svolto a suon di prestazioni convincenti. Anche contro lo Spezia lo abbiamo visto abbassarsi, cercando di smarcarsi per venire a prendere palla e dialogare con i compagni. Una serie di movimenti che tatticamente aiutano tantissimo i propri compagni. Come dimostrato nella bellissima azione che lo ha portato a liberarsi per il ritiro (poi neutralizzato da Zoet), al termine di uno scambio spettacolare con Bernabé. Anche se come contro il Modena è mancato il gol, Charpentier c'è andato vicino più volte. Se l'unica conclusione di Colak è stata un tiro strozzato dal limite, Charpentier è stato di certo l'uomo più pericoloso. Lo dicono i numeri: nonostante sia subentrato ad inizio secondo tempo, è stato il calciatore che ha tentato più volte la conclusione (cinque) e l’unico ad aver centrato più di una volta la porta (due) in questo match. Inoltre, nessuno ha giocato più palloni in area di rigore avversaria rispetto all’attaccante gialloblù (sette al pari di Dennis Man). Il congolese si sta ritagliando sul campo un ruolo da protagonista e ora scalpita. Pecchia (e Colak) sono avvertiti.