Di Chiara: "Parma, la nuova proprietà ha sbagliato tante scelte. In gialloblu tanti ricordi indimenticabili"

24.11.2021 22:09 di Giuseppe Emanuele Frisone   vedi letture
Di Chiara: "Parma, la nuova proprietà ha sbagliato tante scelte. In gialloblu tanti ricordi indimenticabili"
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© foto di Federico De Luca

Intervistato ai microfoni di FootballNews24.it, l'ex bandiera del Parma Alberto Di Chiara ha parlato tra le altre cose proprio della squadra crociata, tra ricordi da calciatore e il momento attuale. Queste le sue parole: "Da quando è arrivata la nuova proprietà sono state sbagliate numerose scelte a livello di strategia. Hanno voluto fare dei cambiamenti radicali in un momento in cui il Parma aveva trovato la sua dimensione in Serie A. Anche sulle scelte degli allenatori mi è sembrata esserci parecchia confusione. Sono stati fatti poi numerosi errori di mercato in questi due anni, i quali hanno portato alla situazione attuale; ad annaspare nel campionato di Serie B, nel quale la squadra sarebbe dovuta essere per lo meno una delle protagoniste principali".

Sul cambio di ruolo e l'esperienza al Parma:
"Sì, Lazaroni nel mio ultimo anno alla Fiorentina decise di dirottarmi dalla posizione di ala offensiva a quella di terzino a tutta fascia, un po’ sul modello di quelli che erano i laterali brasiliani del tempo. Decise così di arretrare il mio raggio d’azione, con questo passaggio da numero 11 a numero 3 che fece le mie fortune come calciatore. L’anno seguente infatti fui poi individuato dal Parma di Scala come il terzino del futuro della squadra emiliana, in cui poi rimasi per cinque anni vincendo numerosi trofei, arrivando anche in Nazionale".

Sui ricordi migliori in gialloblu:
"Ce ne sono sicuramente tanti, il primo anno fu qualcosa di indimenticabile: mi guadagnai la Nazionale con Sacchi in panchina, vinsi la Coppa Italia in finale contro la Juventus. Questa, insieme alla vittoria della Coppa delle Coppe a Wembley, furono il segno dell’ascesa del Parma di quegli anni. La vittoria della Coppa UEFA del 1995 la ricordo particolarmente con piacere, perché fu una sorta di rivincita contro la Juventus, che nel 1990 ci sconfisse in finale quando vestivo la maglia della Fiorentina. Il Parma in quegli anni era il massimo, per l’ambiente, per una proprietà che non ti faceva mancare nulla e per un grande allenatore e maestro come Scala".

Su quel Parma:
"In quel Parma c’erano grandi individualità ma ognuno era messo al posto giusto e al servizio della squadra. Siamo partiti con un attaccante forte come Melli fino ad arrivare al duo atipico composto da Zola e Asprilla.  Non abbiamo mai avuto un centravanti classico, ma abbiamo sempre giocato con attaccanti di grande movimento e questo è sempre stato uno dei nostri punti di forza. Asprilla soprattutto aveva un'imprevedibilità incredibile, che oggi, nel calcio attuale, gli avrebbe consentito di segnare caterve di gol".

Sui rimpianti da calciatore:
"Ammetto che quando si parla di Nazionale ho un piccolo rimpianto. Avrei voluto giocare qualche partita in più. In quegli anni c’era una concorrenza spietata, che oggi non esiste. Perfino giocatori come Zola e Mancini non erano in pianta stabile in azzurro. Per quanto mi riguarda, quando sono stato convocato in Nazionale, Sacchi mi ha sempre fatto partire da titolare. Durante quelle partite il mister ha sempre preferito spostare Maldini al centro della difesa o sul versante destro pur di consegnarmi le chiavi della fascia sinistra e questa, devo ammettere, è stata una grande soddisfazione per me".