Maresca: "Vogliamo rifarci dopo Terni, bisogna fare di più. Vivo le critiche con serenità"

25.09.2021 16:00 di Giuseppe Emanuele Frisone   vedi letture
Maresca: "Vogliamo rifarci dopo Terni, bisogna fare di più. Vivo le critiche con serenità"

Intervenuto alla vigilia di Parma-Pisa, l'allenatore dei crociati Enzo Maresca ha fatto il punto della situazione sullo stato della squadra: "La squadra ha tantissima voglia di far bene, sappiamo che nelle ultime due gare non siamo stati all’altezza per diversi motivi, quindi c’è una grande voglia di rifarsi dal punto di vista sia del risultato sia della prestazione. Schiattarella sta meglio ed è tra i convocati, vediamo come sta da qui a domani, ma se non giocherà lui toccherà ad un altro. Abbiamo qualche assenza forzata e che fa parte del momento, ci sono cose che succedono e che non possiamo controllare".

Come si affronta il Pisa?
"Il Pisa è una squadra molto aggressiva e fallosa, che gioca molto bene, si vede che lavorano con un’idea ben precisa da diverso tempo. Questo dall'esterno si avverte".

Cosa hai detto ai ragazzi dopo la Ternana?
"Sicuramente la nostra squadra ha voglia di rifarsi. Chi è dentro deve dedicarsi ad analisi reali, senza inventare cose che non esistono. Al di là di qualche problema, a Terni avevamo una difesa arrivata negli ultimi giorni di mercato e quindi con giocatori che non hanno lavorato con noi per due mesi. Di conseguenza c’è bisogno di tempo e di lavorare. Non abbiamo nessun dubbio nei confronti dei ragazzi, crediamo fortemente in loro perché se sono qua sappiamo che possono darci tanto. Dopo Terni ci siamo detti che sappiamo che bisogna fare di più, ma non bisogna assolutamente farsi prendere da ansie e dai dubbi che possono esserci esternamente".

Ci sarà qualche gabbia particolare per limitare Lucca?
"Lucca è un giovanissimo che sta facendo bene, fisicamente è ben dotato ma è anche molto bravo tecnicamente".

Spesso avete giocato con il lancio lungo nelle ultime gare:
"Il lancio lungo nelle ultime gare non è una scelta strategica, sia nel secondo tempo contro la Cremonese che nell’ultima parte a Terni abbiamo cambiato qualcosa visto il risultato, con la Ternana abbiamo messo due attaccanti e con la Cremonese con Vazquez dietro Inglese. Quando hai più uomini davanti puoi ricorrere al gioco diretto, ma assolutamente non è una scelta a priori perché non rientra nel mio pensiero, preferisco un calcio più ragionato: sono convintissimo che quando metteremo a posto tutte le situazioni ci riusciremo".

Ci sarà possibilità di vedere Tutino e Inglese dal 1'?
"Certo, ma fino ad oggi non abbiamo mai avuto entrambi nella migliore condizione, quando Gennaro è arrivato ha giocato le prime due gare e poi è mancato. Poi abbiamo intanto incominciato ad avere Roberto, che sta recuperando, ha fatto un pezzo col Benevento poi due partite dall’inizio, ma ancora non è in condizione. L’idea di vederli assieme in futuro c’è, però bisogna essere realisti e sapere che non li abbiamo ancora avuti in condizione".

Vazquez e Brunetta insieme, con quest'ultimo più indietro perché sembra avere più gamba, può essere un'opzione?
"La squadra inizierà a difendere meglio quando inizierà a costruire meglio, in costruzione per un processo naturale non riusciamo ad essere a posto, senza alcun allarmismo. Migliorata questa cosa, miglioreremo anche in fase difensiva, per un motivo: la costruzione vuol dire che commetti meno errori e hai più palla, quindi diminuisce il tempo in cui ha il pallone l’avversario e ti difendi meglio. Non credo che sia dunque una posizione di Vazquez o di Brunetta, è più un discorso generale".

Come vivi le prime critiche dopo le sconfitte?
"Le critiche fanno parte del mio lavoro, le vivo con serenità perché è il mio lavoro, so di che si tratta e analizzo tutte le situazioni. Mi sento un privilegiato ad allenare il Parma, sento la giusta pressione. La cosa più importante è continuare a lavorare, so che arriveremo dove vogliamo arrivare, non ci si arriva in breve tempo; lavoro tutti i giorni per arrivare dove non ho dubbi arriveremo. Vivo le critiche con serenità, fanno parte del lavoro ed anche perché non tutte sono reali e vanno analizzate bene".