Kulusevski: "Guardo davvero tanto calcio, ma cerco di restare me stesso"

04.12.2019 18:10 di Giuseppe Emanuele Frisone   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Kulusevski: "Guardo davvero tanto calcio, ma cerco di restare me stesso"

Dejan Kulusevski, talento in prestito al Parma, è stato intervistato ai microfoni di DAZN per la rubrica "Piedi per terra". Nato a Stoccolma il 25 aprile del 2000, il giocatore di origini macedoni ha rilasciato la seguente intervista: "Il chewing gum? Sì ce l'ho sempre, poi quando sbaglio un passaggio lo butto. A volte, se sento che le cose stanno andando bene, non lo tolgo". 

Ti dicono spesso di tenere i piedi per terra?
"Sì, me lo dicono tutti. Dà un po' fastidio, ma devo accettarlo. Me lo dicono soprattutto il mister, poi Hernani, Kucka, Grassi e Gagliolo che ci scherzano su. Io rido e dico di non sapere di cosa stiano parlando".

Sei molto forte fisicamente:
"Facciamo tanta palestra al Parma. Non so gli altri cosa mangino, io mangio tutto quello che mangi tu (all'intervistatore, ndr)".

Che rapporto hai con la pressione?
"Quando inizio a pensare tanto, inizio a giocare male. Per cui cerco di stare tranquillo, penso solo a divertirmi, come quando giocavo a scuola da piccolo in Svezia. Quando penso solo a divertirmi, sono consapevole della mia forza. Cerco di non pensare troppo, poi il calcio è bello, non è giusto pensare alle pressioni o a chi ti guarda: cerco solo di fare quello che facciamo in settimana. Il calcio per me è più bello di qualsiasi cosa".

Infatti il tuo profilo instagram è pieno di tuoi video che fai numeri...
"Eh, mia sorella me lo dice sempre che metto troppi video, troppe cose relative al calcio. Forse devo migliorare sotto questo aspetto".

E la fidanzata?
"No, non ce l'ho. Non è che non ne abbia voglia, ma quello che arriva arriverà. Per adesso sono da solo".

Cassano, che ha giocato nel Parma, diceva che quando ha segnato il suo primo gol in Serie A è diventato ricco, famoso e più bello. Tu ti senti più bello?
"No. Mi sento come l'anno scorso".

Ti scrivono più ragazze o fantallenatori?
"Devo dire la verità, più fantallenatori. Sono tantissimi, ogni giorno... purtroppo".

Guardi tanto calcio?
"Sì, guardo davvero tutto. Poi nell'ultimo periodo ho iniziato a guardare anche NBA perché altrimenti era davvero troppo calcio".

Ti fa i complimenti Dejan Stankovic:
"E' incredibile. L'ho visto una volta quando abbiamo giocato contro l'Inter in Under 17, c'era anche suo figlio. Dopo la partita sono corso da lui, nonostante la stanchezza, per chiedergli una foto. E' stato uno dei giocatori che più di tutti ho guardato, ricordo un suo gol pazzesco da metà campo contro lo Schalke". 

Cosa ti dice tuo papà?
"Lui è la persona più umile del mondo per cui non dice niente. Lui crede in me, credeva in me sin da quando ero piccolo. Mi chiede se guardo tutte le partite, che ne penso della partita in particolare, e ne parliamo. Però è tranquillissimo, non mi ha mai messo pressioni".

Stankovic dice che devi costruire il tuo stile di gioco anche se dicono che somigli a De Bruyne. Tu ti senti De Bruyne o qualche altro giocatore?
"Io mi sento come me stesso, ma come ho detto prima guardo molto calcio. Guardo giocatori come De Bruyne o Hazard, se vedo una finta che mi piace vado in campo e la provo. E cerco di migliorarmi. Per cui cerco di prendere tanto da altri giocatori, però alla fine sono sempre Dejan".

Come quell'aurelio che hai fatto contro il Milan...
"Quello non penso di averlo visto da qualche parte, lo faccio spesso in allenamento perché mi riesce quasi sempre. Penso che lo vedremo ancora. La mia finta preferita? Mi piace la finta di andare a destra e poi rientrare, come con il Bologna quando ho preso il palo. Quella è una cosa che provo sempre. Contro il Bologna, quando mi è arrivato quel pallone, ho pensato che fosse la cosa più bella che io abbia visto, perché da quella posizione sono subito andato ad esultare perché ho capito che avrei fatto gol. In quella situazione non devi neanche guardare, lo avverti che è gol".

Secondo le analisi OPTA, tu tocchi la palla praticamente in tutte le zone del campo:
"Sì, mi piace muovermi. I difensori non sono tanto abituati a vedere l'esterno destro che viene a sinistra per prendersi la palla. Io posso andare nel mezzo, ma a volte magari esagero".

Fai tanti dribbling e crei tante occasioni, ma perdi anche tanti palloni:
"Sì, devo migliorare. Cerco sempre di fare cose, forse a volte anche difficili. Sono un 2000 e devo imparare tante cose, questa è una di quelle".

Vuoi diventare il più forte di tutti?
"Non lo so. Voglio provare a vedere dove posso arrivare, voglio misurarmi con me stesso. Vorrei giocare con una grande squadra, ma non ho mai pensato che voglio diventare il più forte. La testa è quello che mi ha fatto arrivare qui, non è solo l'allenamento o il talento. Penso che quello che ho fatto nella mia vita mi abbia fatto arrivare sin qui. Ho avuto mister che non credevano in me, gente che dicevano che dribblo troppo e tutte queste cose qua... ma ho sempre pensato di aver ragione io".

E la dedica a tua mamma dopo la nomina del miglior giocatore Primavera?
"Cosa devo dire... Ero la persona più contenta del mondo. Ci tenevo talmente tanto a vincere il campionato l'anno scorso. Io sono contento perché faccio contenta mia mamma. Tutte queste cose che sto vivendo adesso, come il mio primo gol in Serie A... la prima persona che chiamo è mia mamma, nessun altro. Quando faccio bene è per lei".

Quanto è difficile andare via di casa a 15 anni?
"Quella è la cosa più brutta. C'era anche un punto in cui volevo tornarmene a casa, dopo cinque o sei mesi. Ero pronto a tornare, però alla fine ho voluto superare le mie difficoltà. Se ho superato quello, penso che non ci sono tante cose che possano fermarmi. Piangevo tutti i giorni, da solo".

Che premio sogni di portare a tua mamma?
"Non lo so, lei vuole solo che io sia contento. Non penso al Pallone d'Oro o a una Coppa in particolare. Voglio solo essere contento, e adesso sto alla grande".