Krause: "Tra cinque anni vedo il Parma in A stabilmente, e non in zona retrocessione"

15.07.2022 12:27 di Alessandro Tedeschi Twitter:    vedi letture
Fonte: Dal nostro inviato a Pejo, Niccolò Pasta
Krause: "Tra cinque anni vedo il Parma in A stabilmente, e non in zona retrocessione"
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© foto di ParmaLive.com

Lunga conferenza stampa per il presidente crociato Kyle Krause, arrivato in ritiro con la squadra ed oggi in sala stampa per rispondere alle domande dei presenti. Prende la parola il presidente Krause: “Sono molto contento di avervi tutti qui”. 

Ieri ha raccomandato ai ragazzi di studiare per imparare. L’ultima stagione cosa le ha insegnato?
“Io penso che nella scorsa stagione, e mi collego alla stagione prima, abbiamo finito in una situazione negativa con i giocatori abbastanza affaticati, appesantiti, e ciò ci ha obbligato a fare cambiamenti durante l’estate. Come avevo già accennato in precedenza, il nostro intento era avere giocatori che volessero esserci e volessero essere del Parma. Abbiamo avuto turnover, alcuni sono andati e ne sono entrati quattordici nuovi. Avevamo una squadra costruita da giovani e da più esperti, italiani e stranieri, che non si conoscevano al punto di dire che erano una squadra. Questa stagione abbiamo molti dei giocatori dell’anno scorso, con cinque nuovi acquisti, e abbiamo già notato una interazione maggiore tra di loro. Sembrano già più squadra di quanto non lo fossero l’anno scorso e lo dico avendoli visti in albergo e in campo. L’anno scorso ha insegnato due lezioni: evitare la retrocessione e mettere insieme nei tempi più brevi possibili una squadra che possa funzionare come squadra”.

Ha parlato con Pecchia e che vi siete detti?
“Potrebbe sembrare una risposta di occorrenza ma incontrerò Fabio questo pomeriggio, ma ho avuto occasione di parlargli da quando è arrivato e con lui abbiamo detto che avrebbe voluto vedere i giocatori sul campo per capire su chi possa puntare in vista della prossima stagione. Penso di poter parlare anche a nome suo, dicendo che probabilmente non ha avuto grandi sorprese, ma sicuramente ha notato la presenza di diversi talenti e penso possa essere contento. Ovviamente sono a completa disposizione di Fabio, per sentire dove ritiene ci possano essere esigenze per ingressi di nuovi giocatori. Una volta espressi i desideri, poi la parte scouting procurerà ciò che serve. Per come gioca Fabio, per come gioca il Parma, sappiamo già che abbiamo bisogno di più esterni, di giocatori di profondità. Non abbiamo una mancanza di talenti, ma abbiamo bisogno di ruoli più specifici. Abbiamo da incorporare i cinque nuovi, che non erano con noi l’anno scorso”. 

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Ieri avete annunciato il Managing Director-Corporate. Come vanno avanti i discorsi per il Managing Director-Sport?
“È stato un piacere annunciare l’incarico di Martines, un uomo di grande esperienza e con una carriera molto significativa. Lo conosco, ho parlato con lui diverse volte e sono contento. Sono molto felice e sorpreso di quali siano le persone di grande talento che si sono proposte per il ruolo di Managing Director-Sport. Il ruolo di Managing Director-Sport, come ho detto più volte in questi due anni, non è un’idea di una figura tipica di come si pensa in Italia e che faccia scouting o supervisione della prima squadra. Cerchiamo qualcuno che possa sovrintendere a tutte le aree della modalità Parma, nel settore sportivo  360°. Qualche conferenza fa ho detto che saremmo stati vicini all’arrivo del nuovo direttore, però sapete che le tempistiche possono allungarsi, specie se ci sono contratti in essere. La ricerca continua, è importante trovare la persona giusta che una persona. Il nostro team sta lavorando molto molto bene e sono felice di dire che è in grado di far fronte a questa sfida. Tornerò negli States questa settimana, non ho in previsione nessuna conferenza di emergenza per annunciare questa figura, almeno non prima della Coppa Italia, che sarà il mio prossimo viaggio in Italia”. 

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Come sogna il Parma tra cinque-sei anni?
“L’ho detto di recente, sono una persona molto competitiva, per cui mi piace vincere. Penso che la nostra strada per il successo per la prima squadra deriveranno tanto da ciò che facciamo anche per il settore giovanile. Come succede nel mondo del calcio, sviluppare il settore giovanile richiede tempo e quindi dobbiamo individuare la metodologia e l’approccio giusto affinché i giovani possano raggiungere uno sviluppo tale da essere impiegati in prima squadra. Per poter contribuire a questo sviluppo, andremo a potenziare il nostro settore di analytics, inserendo nuove risorse a livello di software e persone. L’obiettivo è ritornare in Serie A, la promozione quanto prima possibile. Il tempo della pazienza è finito, per questo sono anche disposto a prendere decisioni a breve termine per riportare il Parma e il suo tifo dove merita. Tra cinque anni rivedo il Parma in Serie A, stabilmente, ciò non per lottare per la retrocessione ma che può muoversi come meglio ritiene. E sempre in un’ottica quinquennale, l’intenzione è di produrre tre giocatori che dalla Primavera possano passare in prima squadra. Ovviamente tre giocatori l’anno. Per quanto riguarda l’analisi dei dati, tra cinque anni spero di aver implementato questo settore e aver beneficiato a livello di metodologica, fisico, scouting, analisi. Vedo una squadra più giovane ma non formata solo da giovani, ma formata da talenti di tutta Europa, senza trascurare l’Italia. Sapete che sono un appassionato del calcio italiano, da sempre sono un sostenitore della nazionale, per cui tanti saranno gli italiani in squadra, sempre con l’ottica di individuare i migliori talenti. Spero di avere un nuovo stadio, un nuovo centro sportivo, che possano darci benefici per il calcio maschile e femminile. Sono fermamente convinto che tra cinque anni potremo godere di questi vantaggi competitivi, per le nostre squadre”. 

La Serie B si è rinforzata. Dove posiziona il suo Parma?
“Io voglio una Serie B forte, mi fa piacere che si sia rinforzata con squadre forti dalla A e dalla C. Così alzeremo il livello di cosa stiamo facendo. Ovviamente per me sarebbe meglio poter giocare contro diciannove squadra amatoriali ma non è quello che succederà. Dal punto di vista del Parma, parlando per il Parma, il nostro scopo è fare investimenti per riportare la squadra in Serie A, che è quello che desidero io e la tifoseria. Ma ovviamente ho un occhio sulla B, è evidente che tanti ragionino come noi per salire in Serie A. L’intento è creare la squadra più competitiva possibile, il nostro è un percorso a lungo termine e ogni passo che facciamo serve per il nostro domani. Per il mio progetto a lungo termine bene che la B si sia rinforzata, anche se sarebbe stato meglio se ci fossero state squadre più deboli”. 

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Qual è la sua promessa per la prossima stagione?
“Se la promessa a cui si riferiva è la promozione, beh non posso prometterlo. Ma posso promettere ogni sforzo, qualsiasi cosa nelle mie capacità, per rendere la promozione il nostro obiettivo. Nelle ultime due stagioni, come succede a chiunque, abbiamo fatto errori. Credo non abbia grande senso cercare i colpevoli, chiederci ‘Perché non abbiamo fatto così?’”. 

Quella di quest’anno è la sua squadra più forte?
“Sicuramente è la squadra più forte delle ultime due stagioni. Due stagioni fa abbiamo inserito un nuovo allenatore e un nuovo ds, abbiamo preso tantissime decisioni a fine mercato e non avevamo una squadra necessaria per competere in quella stagione e restare in Serie A. Lo scorso anno abbiamo avuto tanti giocatori che sono andati via in estate, perché non volevano stare qui e come ho detto, se non volevano restare, noi non li volevamo. Non lo dico con un tono accusatorio, alcuni sono andati in squadre che hanno giocato a livelli alti e hanno ottenuto successi. Adesso abbiamo un nocciolo duro di giocatori che giocano insieme da tempo e si nota subito. Quindi la risposta è sì, penso sia la squadra più competitiva e dico ai tifosi che faremo tutto quello che potremo per rendere il Parma di successo a lungo termine. Ciò comporterà investimenti oggi per il futuro, con decisioni a breve e lungo termine. L’obiettivo è ottenere una squadra sostenibile e di successo”. 

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Ci sono stati momenti in cui ha pensato che il mondo del calcio sia refrattario al suo modo di vedere il calcio?
“Sono ormai nel mondo degli affari da tanti anni, mi sono occupato di diversi settori e so che ci sono momenti in cui vanno prese decisioni difficili a livello personale ma che vanno prese. Mi occupo di calcio da 25 anni, negli Stati Uniti, anche se so che è diverso da quello italiano, e ovviamente non abbiamo vinto il campionato subito negli States, ci vuole tempo perché serve un processo di costruzione. Non stiamo parlando semplicemente di come deve essere gestito il Parma oggi, e le decisioni, anche se difficili, saranno mirate al bene del Parma e saranno decisioni a lungo termine. Credo sia importante per la tifoseria, come per tutti noi, guardare al benessere e il successo del Parma, vedere lo stadio pieno, un calcio divertente, di restare a lungo senza avere problemi di bancarotta e fallimenti. Lei mi chiede dei calciatori, se ho pressione nel dover ‘tagliare’ qualcuno, e mi chiedo se li abbiamo trattati bene, se gli abbiamo dato quello che si aspettavano. Se penso ad alcuni che sono andati o a chi può andare, mi piacerebbe guardarli negli occhi e capire se si sono sentiti trattati in modo equo, se hanno ricevuto ciò che si aspettavano, e ciò mi renderebbe tranquillo se fosse necessaria la partenza. Gli direi in bocca al lupo, darei loro un bacio e gli direi di giocare al meglio, ma non contro il Parma”. 

A che punto siete per quanto riguarda il progetto stadio?
“Ho incontrato il sindaco questa settimana, abbiamo avuto un pranzo e abbiamo parlato dello stadio e devo dire che siamo stati fortunati, con i candidati che definirei ‘pro stadio’, e il nuovo sindaco è favorevole. Il piano ad oggi è di realizzare le modifiche suggerite dalla città, per migliorare il progetto e per migliorare le comunicazioni con la cittadinanza, e il lavoro è continuato anche durante il periodo elettorale. L’intenzione è di presentare le revisioni richieste il prima possibile, per raggiungere la fase del progetto definitivo e iniziare le attività di costruzione prima della fine della stagione. Ho raccomandato a Pecchia di non fare i playoff, così possiamo cominciare prima i lavori (ride, ndr). Resto positivo, il progetto continua e il sindaco ha parlato in termini positivi. Tutto procede”. 

Che avversario vorrebbe incontrare per primo?
“Oggi annunceranno il calendario, non credo troveremo Palermo. Sapete che la mia famiglia viene da Palermo, è un po’ la mia seconda squadra, ma non penso li incontreremo. Sarò ad entrambe le partite con il Palermo, non vedo l’ora, e magari vedremo un bel 5-0. Va bene anche 1-0? A volte quando il risultato è risicato si fa fatica, meglio un risultato più ampio. Ne va della mia salute”.

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