Fabrizio Maiello: "Ebbi l'idea di rapire Gianfranco Zola"

01.07.2019 16:53 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Fabrizio Maiello: "Ebbi l'idea di rapire Gianfranco Zola"

Fabrizio Maiello ha 56 anni. Ha passato la maggior parte della sua vita rinchiuso dietro alle sbarre dopo che ad appena 18 anni il suo sogno di diventare un calciatore venne spezzato da un brutto infortunio al ginocchio. Fabrizio viene arrestato poco dopo la notizia della fine della sua giovane carriera, quando inizia a sparare all’impazzata contro una vetrina di un bar nel milanese. In galera, anche in virtù delle origini napoletane, si conquista il soprannome di Maradona, impressionando gli altri detenuti con il pallone fra i piedi. La passione per il calcio non lo abbonderà mai. Al sito gianlucadimarzio.com Fabrizio racconta di quella volta in cui provò a rapire Gianfranco Zola, nel ’94, quando il talento sardo giocava a Parma: “In quel periodo ero latitante, ero con altre persone che amavano il calcio. Giravamo l’Italia e ci fermammo a Parma a vedere gli allenamenti: Zola in quel periodo era il giocatore più rappresentativo. Ci venne l’idea di rapirlo e chiedere il riscatto a Callisto Tanzi dopo 24/48 ore, sembrava una buona opportunità. Incontrammo Gianfranco ad un distributore di benzina e subito si mostrò disponibile: ci chiese se volessimo un autografo, ci accolse con un sorriso. In quel momento pensai “ma cosa sto facendo?”. Scambiammo due chiacchiere, gli dissi che ero tifoso del Napoli e chiesi un autografo. Gli diedi la carta d’identità per farmela firmare e in quel momento Gianfranco cambiò espressione, si irrigidì. Notò i miei tatuaggi, quei tatuaggi che si fanno solo in carcere, quelli che identificano i criminali. Zola salì in macchina e partì, i miei compagni volevano speronarlo ma alla fine lasciammo perdere: suonammo il clacson e lo salutammo”.