D'Aversa: "Non ci poniamo limiti, abbiamo ambizione. Il mio futuro? Sono legato a questa società"

24.06.2020 01:02 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport
D'Aversa: "Non ci poniamo limiti, abbiamo ambizione. Il mio futuro? Sono legato a questa società"

Al termine di Genoa-Parma, il tecnico crociato Roberto D'Aversa è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le sue parole: “Per quanto riguarda il gioco, credo che questi ragazzi stiano dimostrando qualcosa di diverso rispetto all’anno scorso dove la maggior parte dei giocatori venivano da un campionato di Serie B e qualcuno dalla Lega Pro; detto questo sono molto soddisfatto della prestazione, abbiamo concesso qualcosina per riaprire una partita dove non c’è stata storia, questo non ce lo possiamo permettere perché credo se analizziamo le occasioni create e il gioco creato su questa partita non ci doveva neanche essere il dubbio sul risultato. Detto questo, i ragazzi sono stati bravi a portare a casa un risultato pieno, sotto tutti i punti di vista questo è gratificante considerato che venivamo da un’altra trasferta. Fare quattro punti tra la gara con il Torino – che oggi ha vinto e magari qualcuno ha storto il muso sul risultato di pareggio – e poi venire qui e vincere in questa maniera contro una squadra che nelle ultime 9 partite ha fatto 14 punti vuol dire che questi ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario. A volte lo si dà per scontato ma ci tengo a precisare che stiamo andando oltre le nostre possibilità, se pensiamo che ci manca anche un giocatore come Roberto Inglese quindi non abbiamo la possibilità di cambiare il centravanti di ruolo, non ci siamo mai creati alibi pensando solo a lavorare, ma ci terrei non tanto per il lavoro mio e del mio staff ma per i ragazzi che si evidenziasse quello che stanno facendo”.

C'è margine per sognare? A +14 dalla terzultima, i tifosi possono credere all'Europa?
"Io penso che gli obiettivi li pone la società, da quel punto di vista ci sono altre società più strutturate a livello di organico e societario per certi obiettivi; poi non ci poniamo limiti, andiamo in campo per cercare di fare il massimo, abbiamo ambizione, chiaro che finché non abbiamo raggiunto l’obiettivo matematicamente si ragiona su quello ma non cambia nulla nella preparazione della partita o nell’affrontare una singola partita. A volte l’aspettativa o il cambio dell’obiettivo ti porta a non essere contento di un pareggio a Torino, il Parma che quattro anni fa era in Serie D pareggia a Torino viene visto storcendo il naso e questo non va bene”.

A Torino avevate già dimostrato di essere pronti: oggi è una prova di maturità?
“Per quanto riguarda la condizione fisica va dato merito soprattutto ai ragazzi, nel momento in cui eravamo rinchiusi hanno lavorato in base alle proprie possibilità, c’è stato qualcuno che si è presentato davvero in forma, sinceramente mi aspettavo molto peggio come situazione dei miei ragazzi quando siamo rientrati. Quello che dico sempre è che la mia soddisfazione non è tanto nel vederli in partita ma quotidianamente in allenamento dal primo giorno di ritiro, si allenano con un’intensità tale che non ho mai avuto occasione di rimproverarli nel quotidiano e la maggior parte delle volte la partita rispecchia quel che si fa in allenamento. Sotto questo punto di vista mi sento molto fortunato, nonostante dei cambiamenti: quelli che arrivano dopo hanno un senso di appartenenza uguale a quelli che magari sono con me dall’anno della Lega Pro e questo è molto importante, vuol dire che oltre ad avere un gruppo di ragazzi con delle qualità tecniche importanti ci sono delle qualità di spessore umano che alla fine sono quelle che ti portano a fare la differenza nel raggiungere gli obiettivi”.

Hai valorizzato Kulusevski e Cornelius, ma l'uomo mercato del Parma può essere D'Aversa?
"Io quest’anno devo pensare a concludere nel migliore dei modi insieme ai miei ragazzi, stasera era una partita molto importante dove avevamo la possibilità di avvicinarci di gran lunga al nostro obiettivo ma questo non perché debba portarci ad allenarci in maniera più tranquilla, siamo un gruppo di persone che deve sempre restare sul pezzo, se lavoriamo con la stessa determinazione, intensità e concentrazione di una squadra che va in campo per un obiettivo come la salvezza e che deve dare un qualcosa in più allora qualche soddisfazione ce la possiamo togliere, poi per il futuro sono legato a questa società, questa squadra, ora penso solo a ottimizzare la posizione di classifica”.

Ce lo descrive Cornelius? Può fare ancora di più?
“Cornelius è un giocatore completo, nonostante la mole fisica è un giocatore strutturato ma non compassato, è molto veloce, oltre ad essere bravo a far giocare la squadra venendo incontro è bravo ad allungarti la squadra. Veniva da una annata dove era rimasto quattro o cinque mesi fuori per un grave infortunio, bisogna centellinarlo, stasera avrei voluto farlo riposare ma non ci sono riuscito, perché può essere soggetto a degli infortuni e bisogna essere bravi ad evitare in questo momento ad evitare certi tipi di problematiche. La scelta di non far partire dall’inizio Kucka che per me è un giocatore importantissimo è dovuta proprio al fatto che ora non posso permettermi di perderlo perché se ci dovesse essere bisogno davanti al posto di Andreas, Kucka è uno che può ricoprire anche quel ruolo. Parlando di lui devo dire che sta facendo molto bene ma da quel punto di vista eravamo certi perché prima giocava nell’Atalanta che è una squadra forte, ha fatto sempre bene, per caratteristiche è un giocatore più utile al Parma che all’Atalanta, quindi hanno fatto bene a darcelo a noi. Quel che piace vedere a me negli attaccanti è soprattutto il lavoro in entrambe le fasi, oggi si è sacrificato come Kulusevski e poi realizza anche gol: quando gli attaccanti non segnano si dà la colpa all’allenatore perché gli fa fare la fase difensiva, lui sta dimostrando che questo non c’entra niente, è un giocatore completo, siamo contenti di averlo noi e ce lo godiamo”.