PL - Cardone: "Bologna-Parma, quel gol è un ricordo indelebile. D'Aversa da elogiare"

09.05.2019 16:45 di Sebastian Donzella   Vedi letture
PL - Cardone: "Bologna-Parma, quel gol è un ricordo indelebile. D'Aversa da elogiare"

L'avevamo lasciato a Coverciano, l'abbiamo ritrovato a Nyon. ParmaLive.com ha intervistato Giuseppe Cardone, ex di Bologna e Parma, che quasi 15 anni fa risolse anche il derby salvezza a favore dei gialloblù.

Difficile pensare che per lei sia una sfida come tutte le altre...
"Bologna-Parma per me significa sempre tanto. Quello spareggio del 2005 è indimenticabile: andammo a vincere al "Dall'Ara" dopo aver perso al "Tardini". Eravamo in amministrazione controllata, retrocedendo probabilmente saremmo scomparsi. Quell'anno fu una battaglia per la sopravvivenza, ci sono tifosi che ricordano maggiormente quella salvezza che la vittoria di qualche Coppa. E sono fiero di aver siglato il gol che, di fatto, permise al Parma di restare in A. Eppure per me non fu un match facile, visto che con i felsinei avevo giocato la mia prima partita in Serie A. Anche quello un ricordo indelebile".

E domenica? 
"Sarà una partita tirata, tra due club che vogliono rimanere fortemente in A e tra due piazze che hanno fame di calcio. Felsinei e crociati arrivano da due percorsi opposti: i primi hanno disputato un brutto girone d'andata e hanno sprintato con Mihajlovic in panchina, i secondi dopo una gran partenza hanno rallentato dopo il giro di boa. Facendo gli scongiuri del caso, non sarebbe male se entrambe riuscissero a festeggiare la permanenza in A insieme, già questa domenica".

Gialloblù sei punti sopra l'Empoli. E nel mezzo Bologna, Genoa e Udinese.
"La salvezza è a un passo ma bisogna sempre ragionare sulla peggiore delle ipotesi. Quindi sull'Empoli che le vince tutte da qui alla fine e le altre fanno altrettanto. Quindi i crociati devono schiacciare l'acceleratore finché c'è benzina e finché non arriva la salvezza aritmetica. Poi è ovvio, guardando la classifica, che ci sono squadre che rischiano la B più dei ducali. Però avere una posizione privilegiata non significa poter abbassare la guardia: giocatori e staff lo sanno bene e saranno sicuramente molto concentrati sull'obiettivo".

Un giudizio su D'Aversa, tra chi lo elogia per la salvezza vicina e chi pensa al suo gioco poco spumeggiante. 
"Un allenatore deve sempre confrontarsi con gli obiettivi della società. Al di là del nome Parma e del blasone, parliamo sempre di una neopromossa che qualche anno fa giocava tra i dilettanti. Non era semplice far bene, l'obiettivo era mantenere la Serie A e direi che è quasi fatta. In Italia poi c'è la cultura del criticare, siamo bravissimi a trovare sempre mille problemi anche in chi fa bene. Per questo mi sento di elogiare il lavoro di D'Aversa: sta allenando bene una squadra allestita per un certo tipo di calcio. Non si può criticare il fatto che giochi in maniera difensiva: perché snaturare un team per far piacere agli esteti del calcio, finendo poi per retrocedere? D'Aversa sta sfruttando al massimo le caratteristiche dei suoi uomini e sta arrivando alla salvezza. Il tutto con tanti uomini chiave infortunati, altrimenti il Parma sarebbe ancora più su da tempo. Giocare a lungo senza Gervinho e Inglese non è semplice, anche se chi è rimasto dopo l'annata in B è stato bravo a soffrire e a dimostrare di valere la Serie A".

E Cardone che fa?
"Sono a Nyon alla UEFA, per il corso da allenatore. Qui abbiam lavorato e ci siamo confrontati con allenatori spagnoli, svedesi e inglesi. A giugno proseguiremo a Coverciano e poi a settembre gli esami e si vedrà. Vorrei vedere il Parma almeno una volta in stagione: vediamo se ce la farò contro la Fiorentina".

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