PL - Milanese: "I centrocampisti diventano grandi allenatori. Liverani..."

13.11.2020 20:10 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL - Milanese: "I centrocampisti diventano grandi allenatori. Liverani..."
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© foto di Alessio Alaimo

Lui Fabio Liverani lo conosce bene. Inevitabile dopo aver condiviso esperienze da compagno di squadra (a Perugia, ai bei tempi dell'era Gaucci) e col rapporto allenatore-ds (ai tempi del Leyton Orient, stagione 2014/15). Parliamo di Mauro Milanese, classe 1971 ed ex crociato nella stagione 1997/98 (fu prelevato dal Napoli, per lui 6 presenze con Ancelotti in panchina prima di passare all'Inter) ed ora impegnato a riportare nel calcio che conta la Triestina, attualmente militante in Serie C. Ecco quanto ha raccontato ai microfoni di Parmalive.com.

Che ricordi ha del Liverani calciatore?
"Avevo un buon rapporto, era un giocatore molto tecnico ed aveva bei tempi. All'epoca giocavamo a tre, avevamo Cosmi che praticava un 3-5-2 che per noi era ottimale. Aveva un'ottima lettura di gioco da playmaker tecnico, faceva e non poco la differenza. E fuori dal campo era una persona simpatica, si sentiva il suo accento romano. Aveva sempre la battuta pronta (ride, ndr) ma sapeva anche fare spogliatoio. Quella squadra poi sarebbe stata impreziosita da altri elementi di valore, arrivammo fino all'Intertoto". 

Lo avrebbe mai immaginato come allenatore?
"Dico di sì, perché è già capitato ad altri centrocampisti centrali, poi, di andare lontano. Penso ad Ancelotti, ma anche ad Allegri. O Simeone, guardando all'estero. Ha doti di visione globale che avvantaggiano chi vuole fare questo tipo di mestiere, oltre che grandi capacità di lettura della partita. Lui ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, ha avuto possibilità di farlo ed anche bravura". 

Può fare bene a Parma? Dove può arrivare la squadra?
"Il Parma, così come negli altri anni, può fare un campionato tranquillo. Facendo anche un buon gioco, se poi venisse anche altro dopo la salvezza ben venga. Bisogna tenere alto l'umore dei tifosi e una buona ambizione". 

È la piazza giusta per Liverani?
"Ci sono stato sei mesi personalmente, è una piazza storica, vivibile e di brava gente. Non si pretende l'impossibile e la gente ti lascia lavorare. Può emergere. Se arriva qualcosina in più dal campo ben venga".

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