Primavera, Rinaldi: "Mondiale bellissima esperienza, quando ho visto il mio nome fra i titolari..."

13.11.2019 19:58 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
Primavera, Rinaldi: "Mondiale bellissima esperienza, quando ho visto il mio nome fra i titolari..."

Intervistato da Gabriele Majo, responsabile della comunicazione del settore giovanile del Parma, il portiere della Primavera Filippo Rinaldi, tornato in Italia dopo la brillante esperienza al mondiale Under 17, ha commentato così la sua avventura nella manifestazione: “E’ stata sicuramente una bellissima esperienza che tutti i ragazzi sognano di fare, perché il Mondiale è il massimo che si può raggiungere. Sono contento del risultato che abbiamo ottenuto, sia come squadra che come singolo. Individualmente sono riuscito a ritagliarmi un po’ di spazio nella partita col Paraguay, l’ultima del Girone, facendo anche una discreta prestazione. Come squadra, invece, siamo riusciti ad arrivare fino ai Quarti di Finale, perdendo poi con i padroni di casa del Brasile che si sono dimostrati superiori dal punto di vista tecnico e probabilmente anche fisico. Siamo riusciti comunque a fare delle buone prestazioni, sia nel Girone che contro l’Ecuador agli Ottavi, quindi sono contento…”

C’è rammarico per essere arrivati secondi nel girone eliminatorio, visto che poi ai Quarti vi è toccato proprio il Brasile, cioè l’ostacolo maggiore?
“Gli abbinamenti erano già fatti: poteva andarti bene agli Ottavi e poi male ai Quarti. Se fossimo passati come primi avremmo trovato l’Olanda, un’altra squadra molto forte. Noi avevamo provato a vincere anche col Paraguay dando sempre il massimo, ma non ci siamo riusciti ed è andata così…”

Ci si aspettava che in Brasile tu fossi il terzo portiere, poi, invece la grande soddisfazione dell’esordio…
“Bisogna sempre esser pronti, ovviamente: il preparatore dei portieri dell’Italia mi aveva detto di rimanere sempre concentrato che non si sa mai. Avendo fatto abbastanza bene nei raduni e negli allenamenti mi aveva detto di farmi trovare pronto nel caso fosse successo qualcosa, e poi qualcosa, in effetti, è successo, perché ho avuto la fortuna che la nostra squadra si qualificasse con un turno di anticipo e così il Mister ha dato la possibilità a tutti coloro che di solito giocano un po’ meno di fare una presenza al Mondiale e così quando ho visto il mio nome sulla formazione sono rimasto veramente colpito e contento”.

Che tipo di esperienza è stata dal punto di vista umano, anche nel conoscere giocatori di altra nazionalità?
“E’ senz’altro una bellissima esperienza anche dal punto di vista umano, perché anche solo confrontarsi con realtà diverse da quelle europee, come quella del Brasile, essendo stata per me la prima volta che uscivo dall’Europa, è stata importante proprio come crescita. Dal punto di vista calcistico, capire le nuove realtà come giocano, i punti di forza e i punti deboli delle altre squadre, magari sudamericane, con giocatori con cui non avevo mai avuto a che fare, è stato sicuramente molto interessante…”

Vedendoti in tv abbiamo apprezzato la tua capacità di fare gruppo, sia nella gioa, che nel dolore. Molto bello, ad esempio vederti mentre consolavi il portiere Marco Molla dopo l’eliminazione…
“In tutta la squadra, ma soprattutto noi tre portieri Manuel, Marco ed io, siamo molto uniti: quindi anche se giocava Marco era come se giocassimo tutti assieme: quindi le emozioni che ha provato Marco, nello stesso tempo le ha provate tuta la squadra, ma soprattutto Manuel ed io. Quindi non abbiamo potuto fare altro che gioire assieme a lui nelle vittorie e purtroppo andarlo a consolare nei momenti più difficili come quello dell’eliminazione…”

Che emozione è sentire l’Inno Nazionale?
“Un’emozione fortissima: poi davanti a così tante persone, soprattutto ai Quarti è ancora più forte… Quando ho esordito col Paraguay, non me lo sarei mai aspettato, ma ero molto tranquillo, però credo sia un aspetto fondamentale riuscire a rimanere calmi e mantenere il sangue freddo anche in queste partite molto importanti. Oltre all’aspetto tecnico-tattico, quello mentale credo sia fondamentale soprattutto in partite importanti come queste. Poi anche nelle altre partite l’emozione è stata forte, però bisogna saperla gestire.”

Che dice il CT Nunziata?
“Il CT Nunziata è rimasto contento: ci ha detto che secondo lui abbiamo dato il massimo. Purtroppo non ci siamo solo noi, ma ci sono anche gli altri e se qualcun altro si è dimostrato superiore c’è solo che da dar loro a mano e riconoscere che sono stati bravi…”

E ora che succede in Azzurro?
“I prossimi impegni dovrebbero essere a Gennaio: con le convocazioni non si sa ancora bene come sarà per i portieri, perché probabilmente ne porteranno due per volta, quindi cercheranno un po’ di ruotare, ma io spero di rivedere di nuovo il mio nome tra quello dei convocati…”

Ma perché ciò avvenga devi lavorare bene con Mister De Bernardin che ti sta aspettando…
“Come aveva detto lui nella intervista precedente, la parte importante arriva adesso, cioè tornare nel Centro di Collecchio con ancora più voglia di prima di migliorare e di dare sempre il massimo…”

Cos’hai alla mano destra che vedo fasciata?
“Non dovrebbe essere nulla di grave, mi si è insaccata nell’allenamento prima della partita col Brasile, Nei prossimi giorni farò i raggi, ma non dovrebbe essere nulla di grave…”

Come va il fuso orario? Vedo che ti esprimi con disinvoltura…
“Sono un po’ stanco, mi sono dovuto impegnare…”