Covid, a un anno dal primo rinvio: si sarebbe dovuta giocare Torino-Parma

23.02.2021 21:15 di Redazione ParmaLive.com   Vedi letture
Covid, a un anno dal primo rinvio: si sarebbe dovuta giocare Torino-Parma
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Uno di quegli anniversari che di certo non festeggeremo, ma che senz'altro ci rievoca quello che era l'inizio dell'incubo che ancora ad oggi non possiamo dire di esserci messi alle spalle. Panico, stupore, angoscia, confusione, disorganizzazione, l'essere impreparati a gestire la situazione, alcune delle sensazioni che iniziavamo a provare, quando i primi provvedimenti precauzionali e restrittivi venivano resi ufficiali, ed i quali ancora, a un anno di distanza, siamo tenuti a rispettare. Il 23 febbraio 2020 alle 15:00 si sarebbe dovuta disputare all'Olimpico Grande Torino il match che avrebbe visto i granata dell'allora tecnico Moreno Longo ospitare il Parma di Roberto D'Aversa, valida per la venticiquesima giornata del campionato di Serie A 2019/20, rinviata poi a data da destinarsi pochi minuti prima del fischio d'inizio.

Sarebbe stata l'unica gara della domenica pomeriggio, visto che per Atalanta-Sassuolo ed Hellas Verona-Cagliari la FIGC si era già pronunciata in settimana con la decisione di non far scendere in campo le formazioni delle squadre in questione, al fine di evitare spostamenti da una regione all'altra. La notizia che anche Torino-Parma non si sarebbe giocata arrivò quando i tifosi crociati erano già arrivati nel capoluogo piemontese, con mezzi propri e pullman organizzati, spinti dalla voglia di accompagnare i propri beniamini, ormai ad un passo dal raggiungimento dell'obiettivo salvezza, avendo totalizzato un bottino di 35 punti a 14 giornate dal termine. Fu una scelta che scatenò l'ira e l'indignazione dei sostenitori accorsi, sorpresi da un rinvio dell'ultimo minuto.

Era il caos, era iniziata la pandemia. La Lega, Gravina e gli addetti ai lavori sapevano che era un momento più che delicato, anche perché sospendere le gare significava posticipare impegni che si sarebbero accavallati ad altri, tra coppe europee e nazionali, che già rendevano di per loro il calendario al limite della sostenibilità in vista dell'Europeo estivo. La ventiseiesima di Serie A si disputò, non subì infatti variazioni nella programmazione (le 10 gare, su due weekend differenti, si giocarono tutte), ma sancì un ulteriore cambiamento che ad oggi caratterizza tutte le partite del nostro campionato, e non solo: si gioca a porte chiuse. Si vietano trasferte ed assembramenti di tifosi, per evitare il rischio dei contagi di massa, ma questo non bastò a consentire il normale svolgimento della competizione.

La giornata numero 27 non andò in scena e la si recupererò a giugno, dopo il lungo stop che sospese il girone di ritorno e mozzò di fatto l'annata calcistica. Un lunghissimo anno che ci lascia in eredità un'esperienza non pronosticabile fino a poco tempo prima, e che difficilmente dimenticheremo.