La lavagna tattica: il Parma tra D'Aversa e Liverani

26.12.2020 21:31 di Alessandro Tedeschi Twitter:    Vedi letture
La lavagna tattica: il Parma tra D'Aversa e Liverani
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il Parma ha cambiato tanto negli ultimi mesi, sia in società che in campo, a partire dal cambio di guida tecnica, con Fabio Liverani chiamato sulla panchina crociata per sostituire Roberto D'Aversa, non convintissimo di rimanere alla guida dei crociati come rivelato dal direttore sportivo Marcello Carli nell'intevista concessa in esclusiva ai nostri microfoni. Ma il Parma a che punto è nel metabolizzare gli schemi del nuovo tecnico?

Negli anni di Roberto D'Aversa a Parma abbiamo visto una squadra che giocava spesso a difendersi in maniera organizzata per poi ripartire rapidamente e dimostrarsi cinica sottoporta, con partite in cui i crociati hanno messo a tabellino un solo tiro in porta, ma chiuse in vantaggio di 1 a 0 ed i tre punti in tasca. Con Fabio Liverani si sta invece cercando un gioco più propositivo, con le azioni crociate impostate sin dalla difesa ed un maggiore possesso palla. 

Nelle prime quattordici giornate di campionato il Parma ha faticato tanto sia a livello di gioco che di risultati, mostrando segnali di crescita fino alla gara con il Cagliari, salvo poi restare a bocca asciutta contro Juventus e Crotone. Nelle prime giornate, senza preparazione e con un tecnico che ha potuto lavorare con la rosa al completa solo da campionato iniziato, i crociati si sono spesso affidati ad un gioco simile a quello visto nella passata stagione con  D'Aversa, con il baricentro basso  e tante azioni di ripartenza, anche se lo schema tattico era differente, visto che dopo il pareggio di San Siro con l'Inter mister Liverani si è affidato per alcune giornate alla difesa a 3. Gli scarsi risultati e la ricerca di un atteggiamento più offensivo hanno fatto optare per il più classico 4-3-3 nelle ultime uscite, con il Parma che ha portato in campo un modo di impostare diverso, più simile al credo tattico di Liverani, anche se ancora troppo poco.

Partiamo dalla difesa per analizzare le differenze tra D'Aversa e Liverani: con il tecnico abruzzese la coppia di centrali, spesso Bruno Alves e Iacoponi, era chiamata ad una strenua difesa della porta, giocando spesso a pochi metri dalla propria area. Questo non dava modo agli avversari di attaccare gli spazi alle spalle della linea difensiva, permettendo ad una coppia di centrali che non fa della velocità la propria arma migliore, di svettare su tutti i palloni alti e di difendere di posizione. Con Liverani invece il Parma sta provando ad alzare il baricentro, per impostare l'azione e prendere possesso della metà campo avversaria, il che impone una linea difensiva più alta e tanti spazi alle spalle della difesa. Yordan Osorio non disprezza il rincorrere l'avversario lanciato nello spazio, ma lo stesso non si può dire per capitan Bruno Alves, che fatica e non poco in campo aperto. Sugli esterni Gagliolo e Pezzella non stanno facendo male sull'out mancino, mentre a destra un po' di stabilità la dà Simone Iacoponi, mentre Maxime Busi appare ancora troppo indisciplinato tatticamente in fase difensiva per il calcio italiano.

A centrocampo invece è cambiato tutto il modo di interpretare la partita da un tecnico all'altro. Prima era un centrocampo che spesso e volentieri giocava a pochi metri dalla linea difensiva e che appena riconquistato il pallone dava il là alla ripartenza delle punte. Ora se i crociati vogliono prendere possesso della metà campo avversaria tanto dovrà passare dall'aggressività della linea mediana, come visto in alcuni frangenti delle ultime gare: il pressing alto però presuppone una pressione alta anche della linea difensiva, e torniamo al punto di partenza, ossia tanto, troppo spazio alle spalle. In fase di possesso sono tanti i palloni giocati a terra dal centrocampo crociato, spesso anche con alcune uscite palla al piede ben eseguite, ma questo comporta anche tanti rischi, con diversi palloni pericolosi persi in fase di impostazione, rivelatisi poi letali. Ultima annotazione sulla mediana: Kurtic, Kucka e anche lo stesso Sohm, sono buoni giocatori in fase di non possesso, aggressivi e bravi a recuperare palloni, ma poi peccano di qualità negli ultimi metri, non riuscendo a servire al meglio le punte. Al contrario Hernani ha buone qualità offensive, ma in fase difensiva ha diverse carenze.

Veniamo all'attacco, nota dolente di queste prime giornate. Troppe poche reti messe a segno dal reparto offensivo gialloblu. Una squadra più offensiva dovrebbe portare maggiori azioni e di conseguenza maggiori reti all'attacco, che invece resta spesso all'asciutto. Sia Inglese che Cornelius stanno faticando tanto, nonostante venga chiesto loro di fare meno reparto da soli e spesso possano contare su un compagno vicino, ma le azioni realmente pericolose capitate ai due attaccanti gialloblu si possono contare sulle dita di una mano. Anche quando riesce a prendere possesso della partita, il Parma fatica e non poco a creare occasioni nitide. Qui dovrà lavorare mister Liverani per fare un ulteriore step in avanti e dare fiducia ad una squadra che sta provando a cambiare il suo modo di interpretare la partita, anche se il lavoro da fare è ancora tanto.