Focus - Dalla B alla A: cambia radicalmente il gioco, non l'efficacia. La metamorfosi del Parma in massima serie

31.12.2018 10:39 di Giuseppe Emanuele Frisone  articolo letto 405 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Focus - Dalla B alla A: cambia radicalmente il gioco, non l'efficacia. La metamorfosi del Parma in massima serie

Fine anno significa tempo di bilanci e di riflessioni, sul 2018 che si sta per concludere e sul nuovo approccio alla Serie A da parte del Parma. Quello che stupisce, tuttavia, è il radicale cambiamento a livello di gioco da parte della squadra di D'Aversa che, non cambiando poi troppo i suoi uomini, ma completamente mutato le sue caratteristiche. Una vera e propria metamorfosi, dunque, e a suo modo una scommessa, visto che il mercato estivo è stato costruito proprio seguendo questa idea di un gioco diverso rispetto a quello che i crociati praticavano in B. In cadetteria forse il calcio del Parma non era comunque eccessivamente spettacolare, ma sicuramente quella emiliana era una squadra propensa a fare la partita, a palleggiare, con un centrocampo dalle buone qualità tecniche. In Serie A è mutato tutto, con il Parma che è arrivato ad essere una squadra con pochissimo possesso palla (costantemente sotto il 40%), basato su difesa rocciosa e velenose ripartenze.

COME SONO CAMBIATI GLI UOMINI

In difesa, sostanzialmente, è cambiato poco: è vero, non c'è più Lucarelli, ma è stato sostituito da un suo "omologo" come Bruno Alves. A livello di esperienza, in particolare: era infatti fondamentale trovare un nuovo leader difensivo scafato, per conferire sicurezza a un reparto tutto sommato non così familiare con la Serie A. A centrocampo, sono cambiati gli uomini ma non le caratteristiche: la nuova coppia di registi (Stulac-Scozzarella) sa abbinare quantità e qualità, c'è una mezzala di fatica (ancora Barillà) e poi è stato preso un giocatore di corsa ma anche abile negli inserimenti come Alberto Grassi. I tanti infortuni occorsi al centrocampista di proprietà del Napoli hanno però fatto sì che Rigoni giocasse di più. L'ex Genoa conserva caratteristiche simili a quelle di Grassi, ma come Barillà si fa sentire molto in fase di non possesso: ciò ha accentuato la natura "di sacrificio", per così dire, del Parma.

E in attacco? Beh, è arrivata la "star" Gervinho, che ha fatto sì che si costruisse la squadra intorno a lui, sulle ripartenze appunto. In tutto ciò, Roberto Inglese è il riferimento centrale perfetto: fa a sportellate e apre spazi importanti, difende palla e fa salire la squadra, oltre ad avere l'istinto del goleador. Caratteristiche profondamente diverse da quelle di Ceravolo, che infatti in Serie A è stato poco più che un comprimario, visto che l'ex Benevento è bravo ad attaccare gli spazi e la profondità: forse non le caratteristiche ideali per giocare con Gervinho.

COM'E' CAMBIATA LA MENTALITA'

Torniamo al discorso di prima, il cambio di mentalità. Non a livello di atteggiamento, attenzione: l'idea di base delle squadre di D'Aversa è sempre incentrata sul carattere, sulla voglia di portarla a casa e su una certa intensità. Lo scorso anno, però, era il Parma spesso e volentieri a dover avere pazienza per scardinare le difese avversarie, mentre ora è proprio il Parma a giocare sulla pazienza altrui per poi colpire in contropiede. Per mentalità intendo la disposizione in campo: più difensiva, certo, ma comunque mai "catenacciara", nonostante sia un'etichetta che spesso si voglia affibbiare a questo Parma. Infatti, i crociati sono comunque una squadra che prova a giocare. Non lo sarebbero se non ci fosse un piano offensivo per segnare, un piano che invece c'è. Certo, non è un Parma che segna come l'Atalanta ad esempio (i nerazzurri hanno tre punti in più, ma hanno segnato venti gol in più dei crociati, ndr), ma la tattica è tutto tranne che improvvisata, ed è finalizzata a massimizzare l'efficacia in zona gol. Non a caso, spesso e volentieri il Parma è saputo essere cinico, cosa che a volte è mancata l'anno scorso - ma anche due anni fa, in Serie C.

Insomma: con le dovute proporzioni, rispetto alla Serie B possiamo dire che sia cambiata l'impostazione di gioco del Parma, che però sa essere efficace allo stesso modo. Ovviamente, stando all'obiettivo che si richiede quest'anno ai crociati: la salvezza, magari più tranquilla possibile.