PL - Marino: “Il Parma è da Europa. Esposito perfetto per la piazza”

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24.01.2020 12:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
PL - Marino: “Il Parma è da Europa. Esposito perfetto per la piazza”

A pochi giorni da Parma-Udinese, la redazione di ParmaLive.com ha intervistato un ex tecnico di entrambe le squadre, Pasquale Marino, che ha commentato la gara in arrivo e ha fatto un punto sulla stagione dei crociati:

Che gara si aspetta?
“Una partita molto difficile per entrambe. L’Udinese sta vivendo un buon momento nonostante la sconfitta contro il Milan, e precedentemente avevano vinto tre partite. Il Parma sta facendo un grande campionato quindi ci sarà molto equilibrio. Dal punto di vista tattico sarà una gara impegnativa: il Parma sa giocare e ripartire bene, ha messo in difficoltà tantissime squadre anche più forti e meglio piazzate. E’ una partita da tripla”.

Il Parma ha 28 punti, l’Udinese 24: per la salvezza gran parte del lavoro è fatto?
“Credo proprio di sì, anche perché hanno la struttura per competere per la prima metà della classifica. Il Parma già c’è, l’Udinese è in crescita e secondo me stanno facendo molto bene. In particolare il Parma è stato molto sfortunato nel perdere per infortunio giocatori importanti, ha rinunciato a Karamoh, Gervinho, ora Inglese si è rifatto male, sono perdite pesanti che hanno penalizzato il girone d’andata. Se hanno fatto molto bene nonostante queste defezioni, evidentemente la squadra ha un’identità e gran merito è di mister D’Aversa che sta facendo un gran lavoro in questi anni”.

D’Aversa sta stupendo anche quest’anno, le piace come tecnico?
“Cresce di anno in anno, è in miglioramento. Quest’anno la squadra è più completa nelle varie situazioni di gioco, sia in fase di possesso che in fase difensiva, dove si chiudono bene negli ultimi metri e ripartono in maniera micidiale. Il Parma sa sia giocare e palleggiare che ripartire e sfruttare la profondità, sta arrivando a una completezza di gioco e va dato merito al mister. D’Aversa si migliora di anno in anno, ha una società e un direttore come Faggiano con cui si completa e lavorano alla grande”.

Crede possa essere il suo ultimo anno a Parma? Magari per una squadra con obiettivi europei…
“Il Parma è una piazza destinata a lottare per l’Europa e se ha in casa un allenatore che cresce e con cui è ripartito dalla Serie C fino ad arrivare nelle zone alte in Serie A, per me il binomio potrà continuare nel tempo. Parma è una grande piazza, escludendo le big, i crociati sono a ridosso di Roma, Lazio, squadre di questo calibro”.

Ha parlato dei tanti infortuni: questa rosa com’è migliorabile? E Inglese come si sostituisce?
“Dipende da quanto tempo starà fuori, si parla di qualche mese e dipende da cosa offre il mercato. Le dinamiche di gennaio sono diverse dal mercato estivo, trovare giocatori non è facile. Chi ha gli attaccanti buoni è difficile se ne privi, ci sarà da lottare fino alla fine e trovare un giocatore pronto non è facile. Leggo dei nomi, si parla di Esposito, se l’Inter lo desse via sarebbe una soluzione buona. Anche se è giovane è fortissimo, sta giocando poco perché ha giocatori straordinari davanti e questo potrebbe far sì che l’Inter possa mandarlo a giocare da qualche parte. Sono dinamiche difficili”.

Qualche giocatore l’ha sorpresa particolarmente?
“Ce ne sono tanti ma più di tutti Kulusevski”.

Lei ha allenato Da Cruz lo scorso anno: sappiamo cos’è successo lo scorso week-end, qual è il problema di questo ragazzo? Perché i numeri sembra averli…
“Deve maturare. Con me si è sempre comportato bene, è un ragazzo molto istintivo ma è un buono. Se lo prendi per il verso giusto ti dà l’anima in campo e anche fuori dal rettangolo di gioco si comporta bene. Ogni tanto è un po’ fumantino e commette qualche errore, ha questo carattere ma preferisco avere un giocatore che ogni tanto va in escandescenza rispetto a uno bravo di carattere ma che non incide”.

La sua avventura a Parma fu sfortunata, ha mai avuto il sentore di quello che stava accadendo con il duo Ghirardi-Leonardi?
“No. In quel periodo la società sembrava buona, nessuno poteva immaginare una cosa del genere”.

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