PL - Grella: "La mentalità di Krause porterà successo al Parma. Salvezza, bisogna crederci"

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24.03.2021 12:54 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL - Grella: "La mentalità di Krause porterà successo al Parma. Salvezza, bisogna crederci"
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© foto di Federico De Luca

Vincenzo Grella ha giocato a lungo nel nostro Paese: l'ex centrocampista australiano classe 1979 ha vestito le maglie di Empoli, Ternana e Torino, mentre con la maglia del Parma ha collezionato 84 presenze e 2 reti dal 2004 al 2007, indossando in alcune occasioni anche la fascia di capitano. A lui abbiamo chiesto un parere sul momento attuale della squadra allenata da D’Aversa.

Mancano 10 giornate alla fine del campionato di A. Per il Parma sono finali:
“Dieci partite, significa che ci sono ancora trenta punti a disposizione. Il Parma deve fare il massimo possibile per prendere tutti i punti possibili a disposizione”.

La salvezza è possibile? Che percentuali ci sono?
“Non saprei indicare una percentuale, ma il Parma si può salvare e i numeri lo confermano. Finché la matematica darà la possibilità, bisogna credere in questa piccola impresa. Il Parma deve partire dal presupposto che si può vincere dovunque e contro chiunque".

Nel frattempo è tornato Graziano Pellè, che contro il Genoa ha segnato un gran gol:
“Pellè è un ragazzo che ha un’esperienza internazionale, ha militato in diversi campionati importanti in Europa. Ha fatto bene anche con la Nazionale italiana, penso che possa essere visto nello spogliatoio come una sorta di "fratello maggiore" e questo può aiutare la squadra".

Mihaila e Man sono le rivelazioni di questo Parma?
“Penso che il Parma abbia preso diversi giovani di grande prospettiva e in grado di essere importanti sin da subito. C'è da dire che, quando vieni da fuori, il calcio italiano può sembrare difficile, inoltre non c'è una tabella precisa per stabilirne i tempi di adattamento. La cosa importante è che questi ragazzi continuino a lavorare: quando vengono chiamati in causa, danno sempre il meglio di loro stessi".

In caso di retrocessione da chi bisognerebbe ripartire?
“Bella domanda. Sai, bisognerebbe essere dentro il club tutti i giorni per conoscere meglio i piccoli dettagli. Io, da tifoso esterno, questo non posso saperlo. Spetta alla dirigenza fare determinate analisi, ma di sicuro non penserei ancora alla Serie B anche perché la possibilità di salvarsi ancora esiste. Mi ricordo quando tutti ci davano per spacciati in occasione dello spareggio contro il Bologna nel 2005, ma alla fine fummo proprio noi a spuntarla. Se il gruppo ci crede, può ancora farcela nonostante tutto”.

Secondo te qual è la delusione di quest'anno? Inglese e Cornelius non si stanno ripetendo come in passato:
“Onestamente non parlerei tanto di delusioni, la vedo in un altro modo: quando si vince non è mai merito di un attaccante, così come quando si perde non è colpa di un allenatore, del portiere o del difensore. Si vince e si perde tutti insieme. Le eccezioni capitano raramente, è il collettivo che viene sempre prima di tutto. Non punto perciò il dito contro due nomi in particolare, diciamo che tutto va diviso in parti uguali”.

Da Liverani a D'Aversa: il cambio in panchina è stato giusto, secondo te?
“In fondo è lo stesso discorso di prima. Non vivo il club tutti i giorni, ma ci sono un direttore sportivo ed un presidente che vivono il club tutti i giorni e che, quindi, conoscono meglio le dinamiche. C'è da dire che, quando un allenatore viene sostituito, spesso e volentieri la colpa è del collettivo che non è stato all’altezza. In fondo non è l'allenatore ad andare in campo. Ma purtroppo sarà sempre così, è sempre l'allenatore il primo a pagare per tutti. Mi fido comunque del direttore Carli, che conosco dai miei tempi e so che è una persona seria”.

Krause sta mostrando entusiasmo, nonostante tutto. Prime impressioni a caldo sul nuovo corso societario?
“Ho avuto modo di conoscerlo perché faccio parte del gruppo di dirigenti che hanno in procura Dierckx. Il presidente ha una visione di sport bella, nuova, e che secondo me porterà grandi risultati al Parma. Sicuramente la situazione attuale è complicata, ma il carattere della gente si vede soprattutto quando si è in difficoltà. Ha una mentalità molto positiva, credo che porterà grande successo al Parma in futuro. E poi è sempre presente al centro sportivo, è anche una bella persona con cui è piacevole scambiare chiacchiere. Si può fare calcio di un certo livello”.

Che ricordi hai della piazza di Parma? 
“Ho solo bei ricordi di Parma, sotto il profilo professionale ma anche familiare. E’ stato uno dei piccoli rimpianti in una carriera dove non ne ho mai avuti, perché non avrei voluto lasciare la città, stavo bene come calciatore. Tornare poi a Collecchio mi ha fatto sentire bene, rimane una parte di me. E’ un club importante in tutto il mondo, blasonato e da dove sono passati tanti campioni”.

Sogna un ritorno a Parma in altre vesti?
“No, questo no. Ma magari come consigliere, chissà. Mi piacerebbe poter scoprire qualche calciatore interessante per i gialloblu. Poi chissà, in futuro vedremo”.

Qual è la partita o il gol più bello che ricordi?
“Il secondo gol contro il Bologna, che però ha segnato Gilardino e non io. Perché aveva un significato simbolico, ossia quello di aver avuto la meglio in uno spareggio che allo stesso tempo era anche un derby. Fu un'enorme soddisfazione. Quanto a me, non credo di aver mai fatto gol importanti, ma in compenso qualcuno l'ho fatto fare".

Quanto potranno incidere gli impegni delle nazionali sui crociati?
“Nella mia lunga esperienza di calcio internazionale, credo che dopo una sosta si ritrovano nuovi stimoli in vista del campionato. C’è sempre una piccola spinta di entusiasmo e carica”.

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