PL - Calaiò: “Giusto puntare su Liverani. Faggiano-Genoa? Rischio prevedibile”

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02.12.2020 21:20 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL - Calaiò: “Giusto puntare su Liverani. Faggiano-Genoa? Rischio prevedibile”
© foto di Alberto Porti/ParmaLive.com

Due stagioni intense (2016-2017 e 2017-2018), impossibili da dimenticare. Emanuele Calaiò, bomber palermitano classe 1982, ha scritto pagine importanti della storia recente del Parma, portandolo fino in Serie A, dalla Lega Pro. Ma è stato anche un calciatore del Genoa, per un solo anno, nel 2013-2014. Impossibile non confrontarsi con lui anche sull’attualità, sul lavoro di Liverani e sulle prospettive future del nuovo corso gialloblù. Ecco quanto l'arciere ha raccontato alla redazione di ParmaLive.com.

Genoa-Parma si è giocata lunedì. Che impressione ti hanno fatto i gialloblù?
"Sicuramente vincere ci voleva, in trasferta soprattutto. La zona bassa sarebbe stata scomoda e va detto che avendo gente veloce, come Gervinho, mi aspettavo che il Genoa avrebbe avuto delle difficoltà. E credo anche che la mano di Liverani, finalmente, si stia iniziando a vedere". 

Gervinho si conferma indispensabile per questa squadra, non trovi? 
"Ha avuto qualche infortunio muscolare, quando manca la sua assenza si fa sentire. Ma sa essere un contropiedista puro. Per il gioco dei crociati non se ne può fare a meno, lui assieme a Bruno Alves ha un carisma importantissimo per la squadra". 

Al Genoa cosa non funziona? E che ne pensi dell'addio di Faggiano? 
"Sicuramente c’è un'aria pesante e questo non aiuta. I problemi con Faggiano penso abbiano peggiorato il tutto. Queste cose possono pagare. Il Genoa però aveva vinto anche il derby, sembrava ci fosse un pizzico di fiducia in più. Ora, per risalire, serve serenità anche se bisogna capire cosa effettivamente sia successo. Preziosi, si sa, ha un carattere forte, e Faggiano ha provato a sposare un progetto, ma sapeva perfettamente a cosa andava incontro".

Liverani può imporre il suo calcio a lungo andare? La squadra sembra in parte ancora legata alle idee di D'Aversa. Avresti optato per questo cambio? 
"Conosco bene entrambi. Nelle prime partite di campionato il Parma era ancora un po’ d'aversiano, ma serve tempo per collaudare gli schemi. A Liverani bisogna dare tempo, è un tecnico giovane ma di prospettiva. E secondo me non c’è stato tempo anche per assecondare qualche sua idea di mercato. A Lecce, per esempio, l’anno scorso giocava col trequartista ed ora no. Penso che a gennaio possano essere rifatti altri tentativi. Il cambio di allenatore, in definitiva, credo sia azzeccato. Certo, è molto importante anche la sintonia col direttore sportivo. E poi penso che un terzino ed un centrale in più possano servire. Ma a gennaio non bisognerà secondo me intervenire tantissimo. Spero, inoltre, che inglese possa riprendersi presto". 

Il tuo ricordo più bello in gialloblù? 
"I ricordi gialloblù sono tutti positivi, tranne il periodo legato alla mia squalifica. Ho passato mesi brutti, non solo personalmente. C’era anche la paura di vanificare tutto quello che di bello era stato creato nel campionato di Serie B. Non mi potrò mai perdonare quello che è successo, ma dentro di me la coscienza è pulita e per fortuna tutto è andato bene. Per il resto posso dire che Parma per me è stata una seconda casa. Abbiamo vinto due campionati, facendo qualcosa di straordinario. Nessuno è riuscito ad andare dalla D alla A consecutivamente ed in soli tre anni. Ho fatto molte amicizie, avrei voluto tornarci qualche tempo fa per salutare qualcuno, ma dobbiamo aspettare tempi migliori. Il Coronavirus ha creato situazioni brutte per tutti, anche per il calcio". 

Dove può arrivare questo Parma?
"Penso possa ambire ad una salvezza tranquilla, da raggiungere il prima possibile. Il campionato di A è equilibrato, non possiamo sapere bene cosa accadrà. E poi c’è anche il mercato, assieme alle conseguenze di questo anno particolare. La priorità dunque va alla salvezza, poi si vedrà l’anno prossimo".

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