PL - Bojinov: “Salvezza? Bisogna lottare fino all’aritmetica. Fattore mentale decisivo”

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21.04.2021 13:28 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL -  Bojinov: “Salvezza? Bisogna lottare fino all’aritmetica. Fattore mentale decisivo”
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© foto di Federico De Luca

Non ha dimenticato la sua esperienza a Parma, Valeri Bojinov. L’attaccante bulgaro classe 1986 non ha ancora appeso le scarpe al chiodo (gioca nel Levski Sofia), ma segue ancora con interesse le vicende calcistiche della nostra Serie A, in particolar modo delle squadre dove ha militato. Ed ai nostri microfoni ha avuto modo di dire la sua sul momento che attualmente sta vivendo la formazione gialloblù. 

La partita di Cagliari è stata lo specchio di tutta la stagione del Parma. Un mix di sfortuna, insicurezza e disattenzioni. È stata veramente l'ultima chiamata per i gialloblù per la salvezza?
“Secondo me no. Mancano ancora 6-7 partite, ci sono dei punti in palio e tutti possono perderli o guadagnarli. Se il Parma dovesse avere un po’ di fortuna, può ancora farcela. La squadra, finché non arriva l’aritmetica, deve crederci. Per lo staff, ma anche per i giocatori che ha. A volte il problema non è stato neppure l’approccio riguardante la gara. Peccato per la squadra che ha, ma anche per la partita di Cagliari. Eppure negli ultimi anni si era comportata bene, con le salvezze ottenute e la qualità in organico non manca. Anche la fortuna devi rincorrerla, però. Devi restare sempre affamato e avere voglia di vincere”. 

Juve-Parma due squadre sotto le aspettative in questa stagione, contrariamente dagli anni passati:
“La Juve ha cambiato tantissimo e sta continuando a farlo, prendendo giocatori giovani e con prospettive future. Mancano determinazione, esperienza, fiducia. Cristiano Ronaldo da solo può vincere le singole partite, ma non un campionato. Ha bisogno di essere sostenuto, piuttosto. La Juve è sempre la Juve, anche se la posizione che occupa è quella che è, ci vuole tempo. Del Parma abbiamo detto, qualcosa rispetto alle annate precedente non va. Elementi come Gervinho e Cornelius credo siano consapevoli di non esprimersi al meglio delle loro possibilità. Deve scattare la molla prima di tutto dentro di loro e dentro tutti i giocatori. Io, personalmente, ho avuto la fortuna di giocare con Lucarelli. Con Alessandro mi sento spesso, secondo me deve intervenire perché lui nel Parma ha fatto grandissime cose. Deve stare sul pezzo, ai miei tempi lui è stato la nostra guida, sapeva sempre come darci la carica. Non deve mollare proprio ora, dopo la lunga risalita. Una rinascita che è stata frutto di grande determinazione, difficilmente altri club si sarebbero rialzati così in fretta”. 

Lei crede in una possibile salvezza?
“Non saprei dire bene cosa manchi: se ci sono problemi di spogliatoio, se semplicemente occorre svegliarsi. Ma di sicuro serve qualcosa per scuotere la squadra, l’ambiente. Seguo sempre il Parma, in ogni weekend e ad ogni partita. Ci devono credere, lo ribadisco ancora. E la squadra non gioca neppure male, D’Aversa è un buon allenatore”. 

Cosa non ha funzionato nella squadra emiliana?
“Se proprio dovessi individuarne uno, parlerei di problema psicologico, mentale. Sono tante le cose che possono dare problemi, amarezze. Non bisogna comunque dare colpe a Liverani, credo che lui abbia fatto il possibile e soprattutto il massimo per fare il bene della squadra. Ora ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, bisogna restare uniti”. 

Che ricordi ha di Parma?
“Sono stato bene in Emilia, sono stato bene con città e tifosi. Parma è una città ottima, il club ha grande storia ed una bella tradizione. Ricordo questo periodo con affetto e non sarei mai voluto andare via, per andare poi a Lisbona. Buono anche il legame coi tifosi, è il posto ideale per lavorare per un calciatore”. 

Agnelli è stato uno dei primi a sostenere la Superlega, poi scemata. Cosa ne pensa a tal proposito?
“Non entro nel merito di dire cosa sia giusto e cosa no, ma la Champions è sempre la Champions. Se si deve fare qualcosa, non si deve fare solo per il bene o per gli interessi di poche squadre. Tutti vogliono vedere in Europa la propria squadra vincente o nelle coppe importanti. Il bene del calcio deve essere di tutti, lo sport deve essere inclusione”. 

Il suo pronostico di Juve-Parma? 
“Ho giocato nella Juve e nel Parma. I bianconeri sono certo che rientreranno nel discorso Champions, ma il Parma avrebbe più bisogno di punti pesanti. Non sputo nel piatto dove ho mangiato, sono orgoglioso di aver giocato con entrambe le squadre. Spero i gialloblù possano vincere e dispiace andare contro i bianconeri. Ma tifo per la salvezza del Parma, ancora e nonostante tutto”.

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