PL - Amauri: "Il Parma gioca bene, Inglese mi somiglia. Ricordo migliore? La partita col Livorno"

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04.11.2019 16:15 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
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PL - Amauri: "Il Parma gioca bene, Inglese mi somiglia. Ricordo migliore? La partita col Livorno"

Intervistato in esclusiva dalla redazione di ParmaLive.com, l'ex crociato Amauri si è concesso a una lunga intervista in cui ha parlato della gara di ieri contro la Fiorentina, ricordando anche qualche episodio del passato:

Anche se è lontano è riuscito a seguire la partita di ieri?
“L’ho vista, da qui è difficile vederla tutta ma ho visto gli highlights e qualche spezzone. Seguo sempre il Parma, anche da lontano. Ho visto una bella partita da entrambe le parti, è finita 1-1 ma credo che tutte e due meritavano la vittoria. Il Parma in questi ultimi tempi sta giocando molto bene, mi fa solo che piacere”.

Nonostante gli infortuni il Parma se la sta giocando con tutti e ieri si è visto un grande Gervinho:
“Lo conosciamo, non è arrivato ieri. Ha molta qualità, molta velocità, in questo momento è l’uomo copertina, l’uomo squadra del Parma. In molti si affidano alle sue capacità e anche ieri ha fatto una grandissima partita, purtroppo non ha trovato il raddoppio per chiudere la partita ma sai, è l’uomo su cui puntare per raggiungere gli obiettivi”.

Ha detto che il Parma sta giocando meglio, a cosa è dovuto? Più qualità o un upgrade di D’Aversa?
“Un po’ tutte e due. Sappiamo benissimo da dove arriva il Parma, l’anno scorso è tornato in Serie A facendo una grande stagione e non è mai facile al primo anno in A riconfermarsi. Quest’anno c’è più consapevolezza, l’allenatore conosce bene i giocatori che ha e anche i calciatori vogliono migliorarsi. Si stanno facendo belle cose, ad esempio Cornelius sta crescendo tantissimo, abbiamo un grandissimo difensore come Bruno Alves, un ottimo portiere. C’è una mescola importante e un allenatore molto bravo che ottiene il meglio dai giocatori”.

Ieri quanto è mancato un attaccante fisico?
“Io sono stato un attaccante d’area e quindi vedere un bell’attaccante fisico mi fa sempre piacere. Le assenze hanno influito, Cornelius veniva da un buon periodo con una tripletta, voleva continuare a dare seguito a quello che stava facendo. Dall’altra parte però vedere un allenatore che modula una squadra con tutte queste assenze e riesce ad ottenere buone risposte è una forza importante”.

In carriera ha giocato con grandi campioni, Kulusevski può far parte di questa categoria?
“E’ un giocatore talentuosissimo, ha tutte le carte in regola per diventare un giocatore importante. Dipenderà da lui, dovrà continuare a migliorarsi e non accontentarsi. Ha qualità, l’importante è che continui a lavorare”.

C’è un giocatore di questo Parma in cui si rivede?
“Inglese. E’ un attaccante che ha alcune caratteristiche simili alle mie come il colpo di testa, in area si fa valere, mi piace molto. Peccato per l’infortunio anche dell’anno scorso, non era ancora l’Inglese che abbiamo ammirato al Chievo o l’anno scorso. Quando rientrerà al massimo dall’infortunio farà parlare di sé”.

A proposito di attaccanti, Cornelius le ha rubato il record di ultimo crociato a segnare una tripletta in Serie A:
“E’ vero, l'avevo fatta contro il Torino. Mi hanno taggato in tanti su Instagram ma prima di me ce ne sono stati tanti altri (ride, ndr). I vari Crespo, Adriano, Di Vaio, Gilardino, è bello vedere questo, che il Parma per tutto quello che ha vissuto in questi anni, dagli anni di gloria a quelli più bui, ha giocatori che riescono a battere i record. Spero che quest’anno ci riesca qualcun altro per dare un seguito, il Parma ha un nome molto forte e sono felice se fa bene”.

Qual è il ricordo più bello che si porta dentro?
“A Parma ho vissuto molte cose. Sono arrivato nel 2011 in un momento di difficoltà e ci siamo salvati alla grande quando ci davano per spacciati. Dopo sono rientrato nel 2012 e anche lì ho fatto una bella stagione, dieci gol con uno in rovesciata ma il momento più bello è stato la partita con il Livorno, l’ultima partita del campionato 13-14 dove con una doppietta abbiamo conquistato l’Europa League. Purtroppo per incompetenza e altre cose, mi mancano proprio le parole per queste situazioni, non siamo riusciti ad andarci. Quella notte è indelebile per me e anche per i tifosi che a volte mi mandano messaggi ricordandolo. Sul campo ci hanno tolto un sogno ma quella serata lì nessuno può portarcela via”.

La società ha fatto tantissimo in questi anni, quando si potrà tornare a lottare per l’Europa?
“Bisogna avere pazienza, non è facile. Abbiamo visto quanto è difficile affermarsi, dopo i quattro anni di sofferenza siamo già al secondo anno di Serie A. Spero succeda molto presto, manca poco per vedere il Parma in campo europeo. Ha tutto per farlo, ha una società sana, l’allenatore bravo che conosce l’ambiente e ha buone idee. E’ questione di poco, con pazienza si può arrivare ovunque”.

Per la salvezza c’è da stare tranquilli?
“Tranquilli fino a un certo punto, sai benissimo che la Serie A è un campionato molto difficile. Non si può mai abbassare la guardia ma il Parma ha tutte le carte in regola per fare una grande stagione”.

Quando la rivedremo al Tardini?
“Molto presto, non vedo l’ora di tornare. Sicuramente quando tornerò in Italia verrò con molto piacere al Tardini. Parma è nel mio cuore”.

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