PL - Cuoghi: “Superlega? Non so se sia un bene. Krause non si demoralizzi"

20.04.2021 12:37 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL - Cuoghi: “Superlega? Non so se sia un bene. Krause non si demoralizzi"
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Ottantadue presenze e tre reti, un finale di carriera da urlo ed una gloria europea mai assaporata in precedenza. Stefano Cuoghi ha avuto la fortuna di vincere trofei con il Parma, i primi della storia gialloblù: la Coppa Italia nel 1992 e soprattutto la Coppa delle Coppe nel 1993, segnando anche nella ormai famosa finale disputata contro l’Anversa. Ora, però, il Parma potrebbe non rivivere più questi momenti. La causa? La Superlega che, presto, potrebbe irrompere nella scena del calcio internazionale ed europeo. Come andrà a finire? Sull’argomento, ma anche sul momento attuale dei ducali, l’ex attaccante ha detto la sua ai microfoni di Parmalive.com. 

Super Lega: svolta o débâcle del calcio moderno. Cosa ne pensa?
“È difficle dare un giudizio: sotto l’aspetto economico ne dai uno, sotto l’aspetto dei meriti ne dai un altro. Io dico che tutti vogliono paragonare la Superlega all’ NBA americana, ma c’è un piccolo particolare: la cultura dello sport americana è diversa da quella europea. In Europa siamo abituati alle promozioni e alle retrocessioni, a conquistare un posto in Europa League, in Champions League e così via. Se vogliamo vederla sotto l’aspetto economico è strano notare come le 12 società fondatrici abbiano debiti non indifferenti. Tutte le società virtuose anche piccole, come Atalanta e Udinese, e altre come quelle europee del Bayern Monaco sono arrivate a questo punto senza fare debiti. È una questione abbastanza complicata. È chiaro che il business  ormai è talmente grande attorno al calcio che viene da pensare che questa cosa si farà. Io non sono né contrario né favorevole. Bisognerebbe trovare un giusto equilibrio nelle cose. Mi sembra non bello che i campionati nazionali perdano di valore perché chiaramente quando ci sono tante partite da disputare a livello europeo, poi i campionati nazionali diventano di secondo livello perché Inter, Milan e Juve hanno la sicurezza di partecipare alla Superlega. Non è una questione semplice ma alla fine, purtroppo, tutto ruota intorno a una questione economica. Se si riuscirà a trovare un compromesso per tutto, sarà meglio per tutti”.

Come definirebbe il calcio attuale in tre parole? Sta andando nella direzione giusta? 
“Non saprei. È complicato dire che si stia andando nella giusta direzione, perché vedere le valutazioni di certi giocatori di mercato coi tempi che corrono. I tempi sono cambiati, è vero. Ma bastano poche partite decenti per raggiungere certi valori economici e questo non va bene. La speranza è che non degeneri tutto. La gente dopo un po’ si stanca, e se lo fa lo fa sul serio. Ma poi c’è poco gusto nel giocare partite senza tifosi, è noioso sentire soltanto i commentatori ma senza tifosi”. 

Uno dei massimi esponenti parmigiani, Marco Ferrari, ha sottolineato l'importanza delle competizioni europee di un tempo e del calcio vero che parte dai tifosi. Quali pro e contro potrebbero esserci con l'instaurazione della Super Lega? Lui stesso, citandola, ha ricordato la finale contro l'Anversa. 
“Da quello che si sente, il 90% dei tifosi sono contrari a questa cosa. Bisogna prenderne atto e valutare la cosa. I miei sono ricordi lontani, ma certamente impressi nella mia mente e nata per merito della famiglia Tanzi. Fa piacere essere ricordati come la squadra, pur non essendo stati gli unici a vincere qualcosa in quegli anni. Non siamo mai stati atleti di secondo piano”. 

Miracoli calcistici che potrebbero non ripetersi più. Eppure se questa idea fosse nata 20 anni fa, magari il Parma sarebbe rientrato...
“Ammiro molto il presidente del Parma. Ci sono società che pagano gli stipendi, che hanno i conti a posto e che rischiano di retrocedere, altre che vincono ma che fanno troppi debiti. Krause non deve demoralizzarsi, la società è sana e bisogna avere pazienza. Rialzarsi sarà sicuramente possibile e anche in fretta, basta crederci”. 

Parma ad un passo dalla B. Cosa non ha funzionato? 
“Non saprei dirlo con certezza. Il cambio di allenatore non è stato coerente, ci sono due strade e modi di fare il calcio diversamente. L’errore, forse, è stato questo. La mancanza di tempo: non si è ragionato su questo in merito alla guida tecnica”.

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