Keita: "Con Cuesta va molto bene. Ringrazio Chivu per la fiducia, ma devo migliorare ancora in tante cose"
Mandela Keita, centrocampista del Parma, ha rilasciato una lunga intervista a TuttoMercatoWeb.com, nella quale ha spaziato tra i temi, partendo dal suo rapporto con la sua famiglia e passando invece a quello con Chivu prima e con Cuesta poi, fino alle sue sensazioni sulla lotta salvezza e sui prossimi obiettivi in casa gialloblu. Ecco di seguito le sue dichiarazioni:
Qual è la storia del suo nome, Mandela?
"La scelta è stata di mia mamma. Non devo dire molte cose su Nelson Mandela, provo a essere come lui nella vita. Ha fatto grandi cose per il mondo. Voglio essere umile come lui e lavorare sempre a testa bassa. È il mio idolo nella vita e dico grazie a mia mamma".
Come ha iniziato a giocare a calcio?
"Un dottore disse a mia mamma che avevo troppa energia e avrei dovuto fare qualcosa per sfogarla un po'. Mi piaceva il calcio e allora ho iniziato a giocare, da quando avevo 5 anni. Poi qualcuno ha notato la mia qualità ed è partita la mia carriera, con alcuni momenti difficili, ma adesso sono qua".
Com'è stato arrivare in Italia?
"Bello. La società mi ha comprato per tanti soldi e ha avuto sempre fiducia in me. Grazie al Parma che ha creduto in me sono qui. La prima partita che ho fatto non è stata facile, con due cartellini gialli e il rosso ricevuto all'esordio, ma lavorando giorno dopo giorno, grazie anche all'aiuto della società e dei compagni, le cose sono migliorate, anche grazie a Chivu, con il quale ho fatto tanti passi in avanti".
Quanto è stato importante Chivu?
"Mi ha dato tanto. Anche Pecchia credeva in me ma non era lo stesso che con Chivu, anche per colpa mia, visto che dovevo imparare tante cose. Poi quando è arrivato Cristian Chivu mi ha dato tanta fiducia e tanti consigli. Mi diceva sempre di credere in me stesso e di lavorare sulle piccole cose. Grazie a lui ho fatto passi in avanti e l'annata è andata bene".
Come vanno le cose con Cuesta?
"Molto bene. È un allenatore molto giovane e per la prima volta allena una squadra di un massimo campionato. Le cose tra noi due vanno molto bene, vuole che cerchi di migliorarmi per far sì che possa avere un futuro importante. Crede in me e io credo in lui, così come tutto il gruppo. Vogliamo fare tutti molto bene per ottenere i risultati che ci siamo prefissati".
Il fatto che sia così giovane vi aiuta?
"Sì, è più facile perché pensa in modo più simile al nostro. Capisce alcune cose che un allenatore più anziano farebbe più fatica a capire".
Come valuta la sua stagione fino a ora?
"Non male. Devo migliorare in tante cose ma sto crescendo passo dopo passo. Devo continuare a lavorare e restare concentrato perché voglio aiutare la squadra e l'allenatore a fare sempre meglio".
Il Parma lotta per la salvezza. In futuro ci sarà la possibilità, per questo club, di lottare anche per traguardi più importanti?
"Deve sempre esserci l'ambizione ma adesso dobbiamo vedere la realtà e pensare solo a vincere le varie partite. Dobbiamo pensare a una gara alla volta senza pensare troppo al futuro".
In merito alla sua posizione in campo. Preferisce giocare in un centrocampo a due o a tre?
"Mi metto sempre a disposizione dell'allenatore. Posso giocare mezzala o play e a volte posso anche cercare di attaccare con la palla al piede. Cambia poco a due o a tre".
Ha un grande rapporto con sua mamma.
"Si, la mia famiglia è molto importante per me. Mia mamma, i miei fratelli, mia sorella e i miei cugini: sono molto concentrato sulla mia carriera e sulla mia famiglia. Gioco a calcio anche per loro e sono molto importanti".
I suoi fratelli giocano a calcio?
"Sì, sono gemelli e sono più forti di me. Hanno 13 anni e se continueranno così potranno fare molto bene in futuro. Sono molto intelligenti e giocano in Belgio, vicino a dove abito. Sono molto concentrati, capiscono il calcio".
Quindi li consigli al Parma?
"Sì, certo. Sono due centrocampisti. Uno gioca sempre al centro e l'altro sia da mezzala che da esterno".
È scaramantico?
"Sì. Prima di entrare in campo faccio sempre le stesse cose, sia in partita che in allenamento. Faccio un esempio: metto sempre prima la scarpa sinistra e poi la destra".
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