Osio: "La vittoria della Coppa Italia e della Coppa delle Coppe i miei momenti più belli con il Parma"

28.07.2021 15:38 di Giuseppe Emanuele Frisone   vedi letture
Osio: "La vittoria della Coppa Italia e della Coppa delle Coppe i miei momenti più belli con il Parma"
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© foto di Federico De Luca

Intervistato ai microfoni di TMW, Marco Osio, "il sindaco" come lo chiamano a Parma, ha ripercorso la sua carriera, dedicando ovviamente ampio spazio alla sua lunga parentesi da calciatore in maglia gialloblucrociata: "È un paradosso che al Parma non mi abbiano mai chiamato, viste le varie vicissitudini come i fallimenti di Tanzi e Ghirardi. Ci sono stati dei cambiamenti dove secondo me le figure che potevano essere viste bene, potevano essere presenti dovevano essere prese in considerazione. Eppure fermano per strada, mi fanno domande sul Parma. Se fosse per i tifosi io e Melli saremmo all'interno della società. Un po' di eventi favorevoli mi hanno permesso di entrare nella storia di varie società. A Empoli segnai contro l'Inter il gol della prima vittoria e fu mio anche il gol a Como che valse la salvezza. La rete del definitivo 2-0 alla Juve che ha permesso al Parma di vincere la Coppa Italia è stata la consacrazione per entrare nell'élite del calcio italiano. Il momento più bello? La vittoria in Coppa Italia contro la Juve regina d'Europa e d'Italia. Lì abbiamo capito di essere diventati grandi. E da lì è partita la storia. Tra i momenti più belli aggiungo la vittoria della Coppa delle Coppe a Wembley. Dopo il Parma sono andato a Torino: per me era finito un ciclo. Avevo ancora un anno di contratto, non mi piacevano più tante cose e a quel punto ho chiesto di essere ceduto. Avevo delle richieste e ho preferito lasciare quel Parma. Col senno di poi magari era meglio non farlo. Se sono deluso dal fatto che il Parma non mi abbia richiamato? Della squadra dei miei tempi tutti in qualche modo sono entrati. Io non sono mai stato chiamato, mai consultato. In molti sono stati contattati per allenare il settore giovanile, io no. Eppure ho allenato per anni. Magari perché mi sono sempre fatto gli affari miei, sicuramente le cose te le devi cercare e io magari sono stato un po' orso. Quel che ho fatto nella mia carriera me lo sono guadagnato, ma potevo restare sul pezzo e invece mi sono accontentato di ciò che la fortuna mi ha dato. Ho fatto un po' il solitario. Anche quando giocavo ho avuto qualche problema con i procuratori, certe cose non mi andavano bene e non sono stato diplomatico. Adesso è pure peggio: gente come Raiola fa il bello e il brutto di qualsiasi società e questo non va bene. Secondo me se un giocatore è bravo deve andare avanti nella sua strada, poi ci sono consulenti e avvocati che ti possono dare una mano".