Napoli, Forgione: “Con le squadre basse gli azzurri in difficoltà. È successo con Verona e Parma”

16.01.2026 11:11 di  Francesco Servino   vedi letture
Napoli, Forgione: “Con le squadre basse gli azzurri in difficoltà. È successo con Verona e Parma”
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Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" su RadioTuttoNapoli per parlare della sfida pareggiata tra i partenopei e il Parma: "Purtroppo il Napoli è incappato di nuovo nello stesso errore col Verona, col Parma ha fatto il bis e non va bene, non va assolutamente bene. Potevi pure vincerla con l’episodio, per pochi millimetri, ma è un Napoli che di nuovo ha fatto troppo poco per vincere la partita. E una squadra che vuole stare lì non può aggrapparsi e attaccarsi a un gol annullato: oggi funziona così, questo è il regolamento. Il fuorigioco semi-automatico è inappellabile, quello è il fotogramma, quelle sono le regole. Può dar fastidio, perché il gol non ti va per mezzo millimetro, ma è così. E se ti succede al decimo minuto e hai 80 minuti per rimettere le cose a posto, lo devi fare. Se l’Inter la porta a casa e tu no, allora è giusto che l’Inter prenda vantaggio in classifica. Sei punti sono recuperabilissimi, ma devi cambiare completamente marcia. In questo momento io sono più focalizzato su un Napoli che possa trovare continuità, più che chiedermi se l’Inter può perdere punti".

Se dovessi indicare un fattore specifico per la mancata vittoria, quale sarebbe?
"Il problema del Napoli è cronico e lo sappiamo: quando vede queste squadre con il blocco basso serrato in area va in difficoltà, non riesce a trovare la soluzione. È una squadra che non ha soluzioni dirette se non quella del gioco: difficilmente arriva al gol su palla inattiva, non tira da fuori. Sono problemi che c’erano anche l’anno scorso e che tornano sempre. Il Napoli deve lavorare sulle palle inattive e sui tiri da fuori, perché sono elementi imprescindibili nel calcio moderno. E nel Napoli questa cosa manca".

Conte non si fida di alcuni giocatori: il caso Lucca, entrato al 90’. In una partita così non serviva un altro centravanti prima?
"Sì, sono d’accordo: metterlo al novantesimo è un segnale di disperazione, non di serenità e visione chiara. Hai bisogno di un attaccante, lo metti almeno un quarto d’ora, cerchi il forcing, alzi palloni, metti Hojlund e metti anche Lucca, fai arrivare pericolo su palla aerea. Invece lo metti al novantesimo: che cosa pretendiamo da questo ragazzo? Ha difficoltà ambientali, non entra tranquillo e se lo butti dentro così non puoi pensare che tiri fuori il colpo dal cilindro. Si può contestare a Lucca l’atteggiamento, ma non è giusto farlo diventare il capro espiatorio delle amnesie del Napoli".

Si parla tanto di Lucca, ma anche Hojlund è sembrato “spento”, neutralizzato da Troilo: è solo un tema fisico?
"La riflessione è corretta: i ragazzi sono spremuti. Ci sta che Hojlund vada in difficoltà in una partita in cui ti marcano stretto e ti raddoppiano, con due linee che non ti fanno respirare. Se giochi con una sola punta centrale, lui diventa il terminale di tutto ed è normale che gli facciano una marcatura feroce. Poi l’accanimento a Napoli c’è sempre stato: ricordo Osimhen, i primi mesi erano difficili anche per lui, poi con la pausa estiva si è rimesso in forma ed è diventato quello che conosciamo. Ma i calciatori devono anche metterci del loro: evidentemente Lucca, per atteggiamento, sta irritando l’allenatore e questo lo mette ancora più in difficoltà".

Come si riparte col Sassuolo, considerando la stanchezza e il calendario ogni tre giorni?
"L’unico fattore che può aiutare il Napoli è che il Sassuolo è una squadra che gioca di più rispetto a Parma e Verona. Il Parma è venuto a Napoli e ha fatto il peggior catenaccio, e questo ha complicato tutto. Il Sassuolo può anche provare a ricalcare quel copione, ma se lo fa allora dovremmo pensare che il Napoli da qui a fine stagione, contro il blocco basso, non ne verrà mai a capo. Invece deve trovare soluzioni: tiri da fuori e qualità sulle palle inattive, perché non è possibile che un gol su punizione diventi un evento. È un lavoro che deve fruttare di più".

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