Lauria: "Il gol cambia la mia stagione. 9 punti di vantaggio sono tanti, ma dobbiamo restare sul pezzo"

13.03.2016 19:11 di Vito Aulenti Twitter:    Vedi letture
Lauria: "Il gol cambia la mia stagione. 9 punti di vantaggio sono tanti, ma dobbiamo restare sul pezzo"
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© foto di Giovanni Padovani

Intervenuto nella sala stampa del Dino Manuzzi al termine della gara col Romagna Centro, il match winner dell'incontro, Fabio Lauria, ha espresso tutta la propria gioia per l'ennesimo successo ottenuto dalla propria squadra, grazie anche ad un suo grandissimo gol in acrobazia al minuto 90: "Sulla palla di Melandri, ho attaccato il secondo palo: dopo mi sono girato, ho visto la palla in area e ci ho provato. Ci ho messo tanta cattiveria in quel tiro: se avessi preso la testa dell'avversario, sarebbe finita male (ride, ndr)".

Questo è un gol che cambia la stagione?
"La mia senz'altro".

Come ti senti?
"Ancora devo realizzare, era da tempo che non subivo un infortunio del genere. E' stata dura vedere i compagni senza poter dar loro una mano. Oggi ad un certo punto non pensavo nemmeno più di entrare, più che scaldarmi mi stavo allenando. Quando il mister mi ha chiamato, ero carico. Sono contentissimo, questo gol me lo voglio dedicare, me lo voglio proprio godere. Oltre alla bellezza del gol, c’è l’importanza di questa rete, sia perchè è arrivato all’ultimo respiro sia perchè può segnare una stagione che si può incanalare anche per me in un modo diverso".

Si può dire che ormai è fatta per voi?
"Nove punti di vantaggio sono tanti, ma nel calcio non si sa mai. Bisogna stare sempre sul pezzo. Abbiamo messo un altro mattone grandissimo sul nostro percorso, però ci sono ancora altre sette partite da giocare, alcune anche abbastanza insidiose. Nove punti sono tanti, però con un atteggiamento sbagliato possono essere pochi".

Avete giocato meglio in dieci?
"Avevamo più spazi e abbiamo giocato forse meglio, però nel complesso la gara è stata molto difficile. Gli avversari giocano sempre la partita della vita contro di noi, sino ad ora ce la siamo cavati bene".

E' il gol più bello della tua carriera?
"Sì, sicuramente".

Per il modo in cui è arrivato, potrebbe entrare nella storia del Parma:
"Scherzando, ho detto al segretario: 'Sei dovuto scendere in D dopo ventuno anni in A per dover vedere un gol così'. Scherzi a parte, sono contento per la bellezza del gol, ma soprattutto per la sua importanza, sia per me che per la squadra".

Che cosa hai pensato dopo il gol?
"Sono uscite delle lacrime di rabbia ed emozione. Era da tanto che aspettavo la corsa sotto la curva, i tifosi mi hanno sempre sostenuto. Mi sembrava giusto esultare con loro. Un ringraziamento particolare va a Paolo Giordani, che mi è stato sempre accanto, anche nei momenti di sconforto".

La tua corsa verso la curva è un po' l'immagine che racchiude quanto accaduto in questa stagione:
"Per me era facile esultare, per gli altri sì, ma non è scontato, né per chi è stanco né per quelli della panchina. Il segreto è questo: c'è un rapporto quasi famigliare tra tutti noi, e lo si percepisce in maniera evidente".

Questo gol valeva molto più di una semplice rete, sei d'accordo?
"Sì, perché questa partita andava vinta a tutti i costi, lo sapevamo. L'Altovicentino può ancora sperare e fa bene a farlo, però questa vittoria, arrivata all'ultimo minuto, è davvero fondamentale per noi. Abbiamo dato un segnale importante al campionato".

Voi attaccanti segnate tanto:
"Non è un caso, in rosa abbiamo attaccanti che hanno sempre segnato tanto. Ci stanno dei momenti di calo, però mi piace sottolineare il fatto che ne abbiamo subiti solo 12. E se i numeri sono così importanti è anche perché Longobardi rincorre l'avversario, Baraye entra in scivolata, Melandri fa l'interno di centrocampo. Lo spirito di squadra è anche questo, a volte siamo meno lucidi sotto porta anche per la nostra generosità".