Dal blitz di Lecce al ko di Bergamo: D'Aversa ritrova un Parma ridisegnato ma da scuotere

08.01.2021 18:33 di Donatella Todisco   vedi letture
Dal blitz di Lecce al ko di Bergamo: D'Aversa ritrova un Parma ridisegnato ma da scuotere
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L'obiettivo primario sarà quello di ritrovare la squadra. E poi quello di saper soffrire, lottare e soprattutto far punti e vincere. Tutti insieme, appassionatamente. La responsabilità per D'Aversa, in questo suo richiestissimo (dalla piazza) mandato bis, è enorme. Vietato far sbiadire i bei ricordi appartenenti alla sua prima esperienza di tre anni e mezzo coi gialloblù, anche se da agosto ad oggi la squadra è cambiata sotto tanti punti di vista. Classifica alla mano in peggio, anche se non tutto è perduto.  

TROVA LE DIFFERENZE - Fondamentale, prima di tutto, sarà la sintonia con Carli. Non c'è più Faggiano, che come lui aveva lasciato i gialloblù per abbracciare una scommessa (deludente) qual'era quella del Genoa. E poi non si può non dare uno sguardo a quella che era stata la sua ultima formazione schierata. Contro il Lecce, alla trentottesima giornata dello scorso campionato, poteva contare su cinque elementi che adesso non ci sono più: Kulusevski, Darmian, Barillà, Caprari e Laurini. I primi tre costituivano un patrimonio importante sul piano economico e soprattutto qualitativo (lo svedese è finito alla Juventus, il secondo aveva alle spalle persino l'esperienza in Premier League con il Manchester United, il terzo sta invece contribuendo alla causa del Monza di Berlusconi e Galliani), gli altri erano prestiti ma di grande qualità. Caprari sta aiutando non poco anche il neo-promosso Benevento. Ma le differenze sono anche tattiche: oggi c'è il 4-3-1-2, ieri c'era il 4-3-3. Cambia il ruolo di Hernani, oggi un po' più incisivo sotto porta (3 reti), ma senza consentire al gruppo di incamerare punti preziosi per la classifica: cui prodest? E quindi Gagliolo: l'italo-svedese a Bergamo era stato schierato (o adattato, punti di vista) sulla sinistra, al 'Via del Mare' era invece uno dei due centrali, assieme al solito Bruno Alves. Che nel gioco di Liverani risulta penalizzato dalla maggiore velocità ed intensità richieste, inevitabile pensarlo al netto dei tanti palloni persi e che tanto sono costati a livello di copertura in fase difensiva. Tra gli altri superstiti, considerando anche la panchina ed i cambi effettuati, rimangono Cornelius, Inglese, Gervinho (i cui mal di pancia, periodici, mai sono mancati), Sepe e Kurtic. A non riuscire a fare la differenza, adesso, sono i  nuovi arrivati. Se non in minima parte, considerando i pur sempre volenterosi Brunetta e Sohm, che tuttavia non possono permettersi il lusso di predicare nel deserto. 

ALLA PROVA DEI FATTI - Contro la Lazio attendersi immediati miglioramenti sarà arduo, ma quantomeno non dovrà mancare la risposta necessaria sotto l'aspetto caratteriale. Il Parma non ha, almeno sulla carta, l'organico più debole del campionato, tuttavia deve ritrovare una pur minima parvenza di idee. La missione è possibile perché buona parte dello zoccolo duro è fortunatamente lo stesso della scorsa stagione e la classifica, in fondo, rimane cortissima. Il resto dovrà farlo anche il mercato di gennaio: serviranno pochi acquisti e mirati. Quindi la palla passerà solo ed esclusivamente al buon Roberto.