VIDEO - ParmaLive.com intervista Javier Ribalta: "Da Buffon a Maresca, ecco il nostro Parma"

25.06.2021 10:02 di Niccolò Pasta Twitter:    vedi letture
VIDEO - ParmaLive.com intervista Javier Ribalta: "Da Buffon a Maresca, ecco il nostro Parma"
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ParmaLive.com intervista il Managing Director-Sport del Parma, Javier Ribalta. Tanti i temi affrontati nella nostra chiacchierata con il Direttore crociato, dal ritorno di Gigi Buffon ai possibili addii di qualche crociato. Ecco di seguito, l'intervista integrale, con la possibilità di ascoltare direttamente le parole del direttore spagnolo, grazie allo speciale video realizzato in occasione della nostra chiacchierata. 

Quando nasce, precisamente, la pazza idea Buffon-Parma?
“Non so se nasca prima dell’incontro all’Allianz, io prima non c’ero. All’Allianz hanno parlato il presidente Krause e Gigi, scambiando un paio di battute. Un po’ più avanti è diventata un’idea reale e da lì siamo andati avanti”.

Quando si è capito che sarebbe diventata reale?
“Un paio di settimane prima che lo annunciassimo. È iniziata a diventare una trattativa vera e siamo andati avanti”.

Buffon è stato accolto alla grande dalla maggior parte del tifo, ma c'è stato qualche malcontento: vi ha sorpreso?
“Non conoscevo i dettagli, io rispetto tutti e penso che il ritorno di Buffon sia una grande cosa per il Parma e per la città. Voglio prendere la parte positiva, ovvero aver preso Gigi Buffon”.

Un protagonista del Parma è sempre stato Juraj Kucka: se ne parla tanto, quale futuro si prospetta per lui?
“L’ho detto un paio di volte, con lui ci siamo lasciati a fine stagione promettendoci di riaggiornarci dopo l'Europeo, con calma. Kucka ha il contratto con noi, non penso ad un Parma senza di lui. Poi, se lui mi chiederà di andare via, sarà una sua mossa, ma lui ha il contratto con noi”.

Qualche giocatore ha chiesto di andare via?
“No, nessuna richiesta da parte di nessuno. Ora il mercato si inizia a muovere, arrivano interessi, chiamate, ma proposte concrete non ce ne sono e nessun giocatore ha chiesto di andare via. Chi lo ha detto, lo ha fatto (Gervinho, ndr), ed è già in Turchia serenamente”.

Serenamente?
“Sì, lui voleva andare e per noi andava bene andasse. Era il momento giusto, e per noi va bene così”.

Non solo Gigi Buffon, è arrivato anche Stanko Juric, un nome che ci ha colti di sorpresa.
“E capiterà spesso (ride, ndr)! Stanko è un giocatore che sarà importante per noi, ha un’ottima età perché non è né troppo giovane né troppo esperto, è un giocatore di un’importante fisicità e che ha fatto un grande campionato all’Hajduk. Ha grande sostanze e grandi qualità tecniche e fisiche. Questo è il modo in cui vogliamo lavorare noi, sotto traccia e senza parlare tanto, prendendo però giocatori, che è quello che fa la differenza”.

Franco Vazquez può essere l’acquisto che il presidente Krause ha twittato con il “tra qualche giorno avremo novità”?
“Sinceramente non posso nascondere che è un giocatore che ci farebbe piacere se venisse. È un giocatore con cui stiamo parlando, ma l'importante, e l’ho detto anche a lui, è non superare i limiti economici. Non spenderemo qualsiasi cifra per nessun giocatore. Se fatto con le condizioni in cui siamo contenti si farà, altrimenti ci saranno altri giocatori. Il mondo non finisce né con Vazquez né con altri, ci sono altri giocatori. Ci farebbe piacere, è un grande giocatore, che farebbe la differenza da noi, ma non a qualsiasi prezzo”.

Cosa vi sta chiedendo Maresca?
”Con Enzo ci sentiamo più volte al giorno, entrambi ci stiamo conoscendo calcisticamente parlando, e lui non ha esigenze particolari. Lui capisce che qui abbiamo una struttura sportiva e scouting che arriva ad una grande conoscenza del mercato. Lui vuole giocare in un certo modo e noi dobbiamo accontentarlo. Non fa nomi, non è un allenatore così: si condividono i nomi, i ruoli, e in questo senso è molto aperto e easy per come lavora”.

Stila identikit, più che fare nomi?
“Parliamo e condividiamo identikit, dobbiamo condividere e sapere che giocatori vuole lui”.

Il mercato negli ultimi anni è cambiato tanto: come vi approcciate voi all’utilizzo degli algoritmi?
“Da quando sono qua non ho mai visto algoritmi. Noi per prendere un giocatore usiamo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, dallo scouting ai dati analytics, video, scout tradizionali, tutto quello che si può usare oggi per provare a sbagliare il meno possibile prendendo un giocatore. Questo, almeno, da quando ci sono io. Di quello che succedeva prima io non so nulla, e non mi compete parlarne”.

In questo la figura di Oliver Krause quanto incide?
“Oliver è importante prima di tutto perché è un ragazzo di grande educazione che sa stare al suo posto, che ha una grande passione per il calcio, che ha studiato analytics. La sua opinione è molto importante, però questo non vuol dire che Oliver voglia decidere, perché non è così. Lui è un ragazzo che sa stare al suo posto e mi fa molto piacere lavorare con lui”.

Uno dei problemi dell’anno scorso è stato l’attacco, in cui si è segnato poco. Come si sta lavorando per il ruolo di prima punta? Cornelius e Inglese possono essere ceduti?
“Ad oggi ti dico di no, perché non sono arrivate proposte concrete per nessuno dei due. Se arriveranno le valuteremo, come le valutiamo tutte. Cornelius e Inglese sono nostri attaccanti, non è detto che se una stagione sia andata male, scendendo di una categoria e cambiando il modo di giocare, ripetano la stagione scorsa, anche perché negli scorsi anni hanno avuto buoni numeri. Roberto è stato sfortunato nell’ultimo periodo con gli infortuni, Andreas ha vissuto una stagione particolare ma i gol, prima, li ha sempre fatti. Per me non è detto che si ripeta la stagione scorsa, anzi, penso sia un buon momento per cambiare le dinamiche”.

Una prima punta quindi non è una priorità sul mercato.
“Non è una priorità perché abbiamo due punte forti, abbiamo anche degli esterni forti, come Man, Mihaila. Penso che abbiamo una quota di gol importante con questi giocatori, non penso sia urgente trovare una punta. Poi se andando avanti il mercato ci porterà a qualche uscita, rinforzeremo la rosa”.

Qual è la priorità del mercato del Parma in questo momento?
“In questo momento siamo abbastanza completi. Penso che l’annata scorsa sia stata una annata sfortunata per tanti motivi, non so come giudicarla, ma non vedo perché debba ripetersi. Vedo la qualità della rosa, che è buona per fare risultato. Chiaramente arriveranno giocatori nuovi, qualcuno uscirà perché è normale sia così, ma adesso non vedo alcuna urgenza”.

Ne abbiamo parlato più volte, Man e Mihaila restano a Parma?
“Loro rimangono, e rimarranno tutti i giocatori che vorremo trattenere. Poi è chiaro che se un giocatore si mette di traverso e non vuole rimanere poi studiamo noi cosa fare. Sinceramente al momento non ce n’è stato bisogno, e non credo succederà. Io dico sempre che saremo noi a decidere chi resta e chi no”.

Parma è una piazza importante, sentite la pressione di dover vincere?
“La pressione c’è, ce l’ho io dentro, una pressione mia ma nel senso positivo della cosa. Siamo un grande club, una grande città, un gran tifo e quindi c'è una pressione positiva, bella, me la prendo tutta e volentieri. Magari averla sempre una pressione così, ben venga. Preferisco questo a non aver tifo, storia, pressione. Preferisco questa situazione: dobbiamo vincere, non è facile, lo sappiamo, ma nessun problema. È tutto positivo”.

Alcuni giocatori pare difficile possano restare a Parma, per tanti motivi. Mi vengono in mente Kurtic e Sepe, possono essere i primi partenti?
“Ancora non abbiamo parlato, non so quando succederà ma ad oggi non li ho sentiti e non so niente. Ora sono in vacanza, Kurtic è andato anche in Nazionale e ancora non abbiamo discusso. Se tra due settimane mi dicessero che vogliono andare via, ci metteremo al lavoro così come per tutti gli altri. Non vale solo per loro, ma per tutti”.

Tra i giovani in cui credete tanto c'è Rinaldi, che ha firmato il contratto da pro. Per lui meglio un anno alle spalle di Buffon o uscire per giocare?
“La nostra idea è che esca a giocare, però per giocare veramente. Se esce per stare in panchina, tanto vale che stia qua. L’idea è trovargli una squadra, e abbiamo già qualche situazione interessante in cui possa andare a giocare. È un portiere con un grande futuro, ma i portieri devono giocare perché altrimenti è difficile migliorare. Anche se ti alleni con Buffon, se non giochi la partita ti manca, e l’idea è che possa uscire in prestito”.

Per Balogh e Dierckx può valere lo stesso concetto?
“Balogh e Dierckx vengono in ritiro con noi, poi li valuteremo. Sono giovani e devono giocare e sarebbe meglio giocassero in un calcio che non sia Primavera. O restano con noi per essere una parte importante della rosa, oppure magari uno dei due può uscire in prestito come Rinaldi, vediamo”.

Chaka Traorè piace a molte squadre in Europa. Che piani avete per lui?
“Con lui non vogliamo avere fretta, non ha nemmeno 18 anni. È un ragazzo del nostro settore giovanile e vogliamo andarci cauti, non vogliamo bruciare le tappe. Per ora siamo tranquilli, ha qualità importanti e vedremo in futuro che succederà”.

Brunetta è stato riconfermato: è il giocatore che potrà essere una chiave importante per il gioco di Maresca?
“Tutti noi, Maresca compreso, siamo convinti sia un giocatore che abbia davvero tanto da dare. Ha avuto una stagione un po’ sfortunata, è arrivato in ritardo, ha avuto il Covid e non ha potuto mostrare le sue vere qualità. Nelle ultime partite, invece, si è visto il livello del giocatore. Abbiamo pensato che scendendo di una categoria e con un anno di adattamento potesse essere l’anno buono per lui. Ha qualità importanti”.

Questo discorso può valere anche per Cyprien?
“Con lui bisogna andarci piano, prima deve recuperare e spero che tra poco sia a posto. Cyprien deve dimostrare, se non succede niente - perché siamo sempre in una sessione di mercato, e quello che succede oggi domani può cambiare - è un esempio simile a quello di Brunetta, anche se Brunetta ha fatto vedere un po’ di più”.

Il Parma è una squadra di Serie A come rosa, con costi da Serie A. Da questo punto di vista ci sarà una riduzione dei costi?
“Penso che una riduzione naturale ci possa essere, però guardiamo più che altro al campo e al tornare al più presto, non tanto alla riduzione degli stipendi o meno”.

Avete iniziato da pochissimo, ma il progetto è a medio-lungo termine. Come vede il Parma tra tre anni?
“Vedo il Parma come un club strutturato, come una società moderna e che pensa al futuro. Lo vedo così. Non posso dirti oggi a che livello, sportivamente parlando, ma sicuramente lavoreremo per fare un club moderno, che guarda in avanti e al futuro”.

Karamoh ha cambiato agente, con lui avete parlato?
“Con Karamoh non abbiamo ancora affrontato nulla. Verrà qui quando ci raduneremo, sempre non succeda qualcosa prima. Ribadisco, però, che, nel caso, troveremo la soluzione che accontenterà il Parma in primis, poi il giocatore. Sempre se arrivi qualcosa. In caso contrario, Karamoh può dare tanto in Serie B”.

State seguendo qualcuno in particolare dall’Europeo?
“No, sinceramente nessuno. Se c'è qualcuno tanto non te lo dico (ride, ndr)”.

Chi lo vince l’Europeo?
“Per me l’Italia. Hanno uno spirito, un modo di giocare, una consapevolezza, che mi ricorda molto la Spagna del 2008-2010. Sono un gruppo di giocatori con un’età giusta, consapevolezza, un gruppo unito: vedo una squadra che può vincere. Poi certo, te la giochi con la Francia e con queste, ma per me l’Italia è la favorita”.

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