PL - Bergonzini (GdS) racconta Zirkzee: "Può fare bene, ma deve stare calmo"

"Lui ha bisogno di una squadra che crei gioco. Lui si fa trovare al posto giusto nel momento giusto, ma non è Gervinho"
02.02.2021 15:25 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL - Bergonzini (GdS) racconta Zirkzee: "Può fare bene, ma deve stare calmo"
© foto di ParmaCalcio1913

E’ senza dubbio la novità più interessante di questo mercato invernale del Parma, mettendo da parte Pellé. Ci riferiamo a Joshua Zirkzee, calciatore olandese classe 2001 in forza al Bayern Monaco. Un colpo sensazionale, quasi inaspettato, per un calciatore che dovrà risultare funzionale per raggiungere l’obiettivo della salvezza. Sconosciuto ai più, ha iniziato ad affermarsi in Germania con la seconda squadra del Bayern in terza serie, prima di approdare in prima squadra e contribuire – tra le varie imprese bavaresi che sono valse il Triplete – al successo dei suoi compagni in finale di Champions League contro il PSG. Che calciatore è? Potrà fare le fortune del Parma e in che modo? Lo abbiamo chiesto ad Elmar Bergonzini, nota firma de La Gazzetta dello Sport e grande esperto del calcio teutonico.

Che tipo di calciatore è Zirkzee e quali caratteristiche ha?
“Lui è un giocatore molto vivace, gli piace puntare e saltare l’uomo; inoltre ha anche un buon fiuto per il gol. Lui non è un giocatore che inventa i gol ma ha bisogno di una squadra che funzioni e che gli giri intorno e che gli serva il pallone nel modo giusto, al momento giusto e al posto giusto, poi lui sa concretizzare molto bene. Come colpitore di testa non è un granché a causa della sua corporatura gracile. L’unico suo limite può essere il suo comportamento troppo pimpante. Nello scorso derby, in terza divisione, contro il Monaco 1860, a causa del poco spazio in prima squadra del Bayern, Zirkzee ha dato un calcione in testa al portiere avversario che prontamente è stato soccorso in campo dal personale medico che ha dovuto ricucirgli la ferita. Inoltre ha avuto 4 o 5 espulsioni in carriera: per un attaccante sono tante già a fine carriera, figuriamoci a 19 anni. Lui ha voglia e fretta di emergere e se non dovesse incidere da subito potrebbe innervosirsi perché soffre da ansia di prestazione. È comunque un prospetto molto interessante”.

Lo ritiene un giocatore idoneo al gioco di D’Aversa?
“Io credo di sì. D’Aversa già prima di questa esperienza a Parma aveva dimostrato di dare importanza al gioco offensivo. Il Parma non ha preso solo lui in attacco e ha investito parecchio nel reparto avanzato: c’è la volontà, il desiderio di rinforzare l’attacco. È una squadra che viene costruita per caratteristiche tecniche e volontà dell’allenatore per fare la partita, per giocare, per creare. Se ci si aspetta da Zirkzee i gol e poi si fa catenaccio, lui non è l’acquisto giusto. Lui ha bisogno di una squadra che crei gioco. Lui si fa trovare al posto giusto nel momento giusto, non è uno che crea gioco. Lui è diverso da Gervinho che sfrutta i contropiedi ma è uno che ha bisogno che la palla circoli in area di rigore avversaria”

Cosa cambia dal calcio tedesco a quello italiano? Quali le difficoltà che possono esserci?
“Il calcio tedesco ha una qualità mediamente superiore a quello italiano. Non è un caso, questi sono dati e numeri oggettivi. Da quando la Premier è diventato il campionato più ricco del mondo qualche anno fa, ogni anno il campionato da dove gli inglesi acquistano di più è proprio la Bundesliga. Indicativo sul fatto dove si preferisce andare a scovare i talenti. Pensiamo al Liverpool, prima squadra inglese che va a comprare calciatori anche da squadre ultime in classifica, come nel caso dello Schalke 04. Dal punto di vista filosofico, Italia e Germania sono proprio agli antipodi. Ma nonostante ciò, in Italia si dà più importanza alla fase difensiva rispetto agli altri campionati. Personalmente, quello tedesco lo ritengo quello ideale: c’è più spazio per i giovani, è più facile che possano crearsi azioni frenetiche ed improvvise, esattamente come piace al calciatore olandese. Rispetto a quelle estere, le difese italiane sono più attente. Lui ha bisogno di poter sorprendere, ma può adattarsi e sviluppare le qualità giuste per ogni circostanza”.

Il Bayern ha concesso uno dei suoi migliori giovani in prestito con diritto: ci sono problemi nascosti dietro questo giovane calciatore?
 “Io non so in realtà se alla fine il Bayern riuscirà a strappare il diritto di recompra. Anche l’Eintracht ha provato a prendere Zirkzee, ma non era disposto a concedere al Bayern il contro-riscatto. Secondo me il Bayern, in qualche modo e se vuole, se lo riprende. Credo che qualcosa nei prossimi giorni salterà fuori, ci sarà un accordo o qualcosa del genere. Lo hanno portato in prima squadra in un momento di grande difficoltà. E non penso voglia cederlo facilmente, a meno che non migliori sul piano caratteriale”.

Crede in una sua esplosione sul piano calcistico nel Parma?
“Credo che per lui saranno molto importanti le prime partite. Credo che lui sia uno che ha abbastanza fretta, non vorrei che se tra un mese si dovesse trovare con 50 minuti giocati e zero gol fatti, per lui questo potrebbe essere un freno. Io penso che possa far bene a Parma, ma i ducali dovranno essere bravi a tenerlo calmo. E soprattutto, lui stesso, dovrà essere fortunato. Bisognerà lavorare sulla sua emotività. Se dopo due o tre partite non segna, potrebbe inibirsi”.

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