ESCLUSIVA PL - Under 17 capolista, Bernardi: "I playoff sono il nostro obiettivo, qualcosa in più sarebbe magico"

22.02.2023 16:45 di  Tommaso Rocca   vedi letture
ESCLUSIVA PL - Under 17 capolista, Bernardi: "I playoff sono il nostro obiettivo, qualcosa in più sarebbe magico"

Entrati nel vivo del girone di ritorno dei campionati giovanili, è giunto il momento di parlare della formazione Under 17, prima in classifica e reduce da sei successi consecutivi. Risultati di questo calibro non possono di certo passare in sordina, e attorno alla squadra c’è tanto entusiasmo e tanto interesse e non potrebbe essere altrimenti: il gruppo è molto compatto e al suo interno tanti elementi si stanno mettendo in luce, trovando le giuste condizioni per esprimersi al meglio e lasciando intravedere enormi potenzialità. Tanti meriti vanno attribuiti anche al condottiero di questo gruppo, mister Mattia Bernardi, che ai microfoni di ParmaLive.com ci ha raccontato qualcosa di più sul lavoro che c’è attorno alla crescita di questi ragazzi, partendo da una presentazione di se stesso: “Il mio percorso da allenatore è partito anni fa con i giovani e mi ha portato fino alla prima squadra del Colorno. Quando sentivo di aver bisogno di nuovi stimoli è arrivata la chiamata di Notari e per me è stata un onore: vivendo alle porte di Parma, sapere che la società del territorio ti chiama è comunque un qualcosa di importante, io ho risposto subito positivamente ad occhi chiusi, anche perché il progetto che mi ha presentato era ambizioso e mi ha trasmesso molta energia e positività. Ho detto subito di sì, poi abbiamo stabilito la categoria successivamente”.

Come sono avvenuti i primi contatti e quali sono stati i punti fondamentali che hanno dato inizio a questo rapporto lavorativo?
“Già a Colorno lavoravo con una squadra abbastanza giovane, tanti ragazzi che ho allenato nelle giovanili poi li ho portati in prima squadra. L’obiettivo del Parma è quello di crescere dei giocatori in funzione della Prima Squadra ed è un’intenzione che entrambi abbiamo condiviso, questo è stato sicuramente un punto di incontro. È una cosa che avevo già fatto, ho avuto la mia esperienza con gli adulti, poi ho fatto un piccolo passo indietro dal punto di vista dell’età, ma che essendo arrivato in questa realtà vale come dieci passi avanti”.

Per quanto questi ragazzi abbiano alle spalle un’organizzazione da professionisti, devono ancora crescere sia come calciatori che come uomini. Questo cosa comporta per un allenatore e quali sono i dettagli in più su cui è necessario prestare attenzione?
“La difficoltà maggiore nel lavorare con i ragazzi è riuscire a entrare nelle loro teste e capirli, anche a livello psicologico e non solo sul campo ma anche e soprattutto per tutto ciò che ruota attorno alle loro vite. Se trovi la chiave di lettura, questi ragazzi ti danno tutto e per questo motivo dedico tanto tempo a questo aspetto, cercando di comprendere le varie dinamiche e tutto quello che è il contorno e la parte extra campo. La società è molto attenta a questo. Quando riesci a entrare in queste dinamiche poi tutto quello che si fa anche in campo diventa molto più facile”.

C’è tanta collaborazione con le altre annate, con tanti giocatori che fanno da spola tra i vari gruppi. Com’è strutturato il rapporto di lavoro internamente con mister Beggi e mister Castorina, allenatori della Primavera e dell’Under 18?
“Questo è un punto di forza secondo me che ha il Parma Calcio: il bellissimo rapporto che si è creato tra gli allenatori e gli staff, soprattutto tra Under 17, Under 18 e Primavera, che siamo tutti qua a Collecchio. Abbiamo un rapporto di collaborazione costante, tutti i giorni ci sono ragazzi dell’Under 18 che vanno in Primavera e Under 17 che vanno in Under 18 e questo perché al centro del progetto c’è la crescita dei ragazzi. Abbiamo un bel rapporto dentro e fuori dal campo, io ho enorme stima sia di Beggi che di Castorina, sono più giovane di loro e posso solo che imparare. L’obiettivo comune è quello di crescere giocatori in funzione della prima squadra, noi siamo qua e viviamo insieme il campo e tutto quello che c’è attorno. Con l’Under 18 condividiamo anche l’ufficio e ogni giorno ci ritroviamo per condividere i percorsi e discutere delle dinamiche di ogni singolo ragazzo, specialmente i casi particolari di quei giocatori che magari si trovano più spesso a giocare tra un annata e l’altra. La società ci mette a disposizione varie aree metodologiche, dalla performance fino alla nutrizione, curando a 360° tutti i dettagli. Noi ci affidiamo a queste per far crescere al meglio i nostri ragazzi”.

Parlando più di un tema tattico, qual è la sua idea di calcio?
“Con tutto lo staff lavoriamo ad un’idea di calcio molto propositivo, che renda protagoniste le qualità dei ragazzi. Vogliamo possibilmente sempre avere in mano la gara e il possesso del pallone, un calcio offensivo: il nostro obiettivo è portare più uomini possibile in zona gol, così aumentano le probabilità di segnare. La squadra è sempre molto aperta, molto propositiva e di spinta, portiamo sempre cinque-sei giocatori pronti a far gol quando arriva un cross e, in caso di perdita del possesso, siamo pronti ad aggredire per riconquistare palla. Propositività e intensità sono le parole chiave”.

Passiamo al gruppo di ragazzi che ha a disposizione quest’anno. Un rullino di marcia sorprendente finora, cosa hanno di speciale questi ragazzi?
“Sicuramente tanta umiltà e uno spirito di sacrificio e di abnegazione clamorosi. Parlo di questi aspetti perché sono quelli che nel gruppo hanno fatto la differenza. Sono tutti a disposizione, sanno che il loro contributo che sia di cinque minuti o di novanta è prezioso uguale, perché poi la crescita è settimanale e in settimana c’è bisogno di tutti. Poi sicuramente il mix di qualità tecnico-tattiche e fisiche dei vari giocatori rende questo un buon gruppo e l’altra arma fondamentale è lo staff, perché ho al mio fianco dei ragazzi fantastici che sono sempre qua, tutti concentrati per un unico obiettivo che è quello fondamentalmente di mettersi a disposizione dei ragazzi e farli crescere, trasmettendogli tutto quello che possiamo. I risultati che arrivano sono frutto di tutto questo lavoro, nessuno di noi pensava che saremmo potuti arrivare a questo punto della stagione con questa classifica, con questi punti e con queste prestazioni. Però adesso è realtà e non possiamo nasconderci, stiamo facendo una bellissima annata. Le partite più difficili arrivano adesso, contro squadre che tecnicamente sulla carta hanno valori molto importanti, valori da nazionali, e praticano una selezione molto spietata, ma noi sicuramente son convinto daremo del filo da torcere a tutti fino all’ultima gara”.

Umiltà e spirito di sacrificio: caratteristiche che abbiamo visto anche nell’ultima trasferta vittoriosa a Torino e che hanno permesso di conquistare i tre punti nonostante qualche acciacco e qualche difficoltà all’interno del gruppo. Queste qualità dipendono dalla mentalità del singolo o si possono insegnare?
“Si devono insegnare, sono la base. Il gruppo è formato da 25/26 giocatori di varie nazionalità, vari strati sociali, che si mettono insieme e non possono sicuramente avere lo stesso pensiero e la stessa mentalità. C’è chi è più predisposto e chi meno, però tutti si son fatti trascinare dal gruppo e ciascuno con i suoi tempi si è arrivati ad un obiettivo perché ora tutti lavorano in funzione della squadra. Non si nasce tutti umili, ma bisogna diventarlo per essere grandi giocatori e grandi persone. Per me è un valore fondamentale, che ho cercato di trasmettere fin dal primo giorno. La prima settimana di ritiro ho fatto pulire gli spogliatoi tutte le sere a tutti i ragazzi, anche per cercare di trasmettergli che dalle piccole cose si può diventare grandi”.

Dalla trasferta di Torino però portiamo a casa anche una pessima notizia: l’infortunio di Arcucci…
“Sì, purtroppo anche quest’anno è stato molto sfortunato e non sarà a disposizione per le prossime gare. Mi dispiace moltissimo, lui è l’incarnazione di tutte le qualità che ho descritto in precedenza, aveva solo bisogno di tornare a giocare con continuità da protagonista. So che ci avrebbe dato un'enorme mano in questo finale di stagione, per noi è una grave perdita”.

Possiamo quindi dirlo chiaramente: primato in classifica e +4 sulle inseguitrici, ora l’obiettivo è arrivare tra le prime due per andare a giocarsi i playoff partendo dai quarti di finale?
“Noi ci siamo sempre dati un obiettivo a medio-breve termine, poi i risultati ci hanno portato a credere in qualcosa di importante e quindi ci siamo dati l’obiettivo spareggio playoff. Mancano pochi punti alla qualificazione matematica, partita dopo partita dobbiamo arrivare a questo. Se verrà qualcosa di più sarà qualcosa di magico e sarà merito dei ragazzi che han fatto qualcosa di speciale, sulla carta siamo già andati ben oltre alle aspettative, l’obiettivo ora sono i playoff”.

Non si può parlare di obiettivo scudetto, ma viste le qualità di questi ragazzi sognare è lecito?
“Assolutamente. Intanto pensiamo ai playoff, perché non sarà facile, oltre si vedrà”.

Come abbiamo detto la forza di questa squadra sta nella compattezza del gruppo, ma ci vorremmo comunque soffermare su un paio di ragazzi, partendo da Sartori, autore finora di un’ottima stagione. Le chiedo un commento sulle qualità del ragazzo…
“Un Sartori senza quello che gli gira attorno non sarebbe il Sartori che è quest’anno, e così vale per tutti. Lui è uno dei tanti protagonisti di questo campionato, ha caratteristiche diverse dagli altri attaccanti che abbiamo, quando è stato impiegato le sue qualità le ha tirate fuori sempre a favore della squadra e questo è il passo avanti che ha fatto lui quest’anno. Il gruppo lavora per cercare di aiutare lui e tutto il reparto offensivo, non sarebbe giusto non citare tutti i 25 perché se non ci fosse questo spirito di gruppo non saremmo qua oggi”.

Guardando le statistiche, un altro giocatore che sta rendendo è Nwajei. Un ragazzo molto duttile, quali sono le sue caratteristiche?
“Può giocare da esterno basso o alto indistintamente, in base anche alle esigenze della squadra. La sua forza è che si è messo a disposizione per imparare bene tutte e due le fasi. Non voglio cadere nella banalità, però le sue qualità spiccano perché lavora in una catena di destra che lo può esaltare. Potrei citare tantissimi altri giocatori che presi individualmente magari da fuori spiccano meno di Nwajei o Sartori, ma sono fondamentali. Questi ragazzi stanno facendo bene grazie al lavoro di tutta la squadra, quindi penso ci sia da fare un plauso a tutto il gruppo”.

Loro due come gli altri ragazzi in rosa, pensa che possano in futuro fare le fortune anche della prima squadra?
“Mi sembra prematuro parlare di dinamiche future che io personalmente non sono tenuto a sapere. Credo che rispetto ad Agosto i due ragazzi come l’intero gruppo siano cresciuti in maniera esponenziale. Si parla sempre del collettivo per non entrare nello specifico di ogni singolo giocatore, ma la crescita è stata enorme a livello individuale per tutti i ragazzi. Rispetto ad inizio anno, penso che in questo momento questi ragazzi meritino qualcosa di grande, diversi meritano la nazionale e mi auguro che i loro sacrifici possano essere ripagati da grandi soddisfazioni”.

Una domanda più generale sul movimento giovanile. Si discute spesso del fatto che la ricerca del risultato all’interno dei settori giovanili vada a condizionare in negativo la crescita dei ragazzi. Da allenatore di un gruppo finora vincente, cosa ne pensa?
“I nostri risultati sono inaspettati proprio perché non erano un nostro obiettivo, quello dei playoff è arrivato dopo perché ci siamo ritrovati in prima posizione e con tutte le carte in regola per raggiungerli. Il fulcro del progetto però deve rimanere sempre la crescita di ogni singolo ragazzo, il risultato è solo la conseguenza di prestazioni positive e perché lo siano devi lavorare sul giocatore. Qua al Parma c’è una cura meticolosa del particolare su ogni ragazzo, tanto da esserci un’area Individual, formata da Zé Maria e Paolo Zirafa, che insieme agli staff tecnici vanno a destrutturare ogni singola gara e a studiarla, per poi tracciare un lavoro personalizzato per ogni ragazzo. Tutte le settimane abbiamo momenti dedicati all’analisi video individuale, che poi si traduce in un lavoro mirato sul campo. Questo per capire che al di là del collettivo, qua si vuole crescere il giocatore e il lavoro e l’amalgama degli staff Under 17, Under 18, Primavera e area Individual testimoniano proprio questo”.

@ESCLUSIVA PARMALIVE - RIPRODUZIONE RISERVATA