PL - Colomba: “Pellè è un riferimento importante, ma serve infilare una serie di vittorie”

04.04.2021 17:10 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL - Colomba: “Pellè è un riferimento importante, ma serve infilare una serie di vittorie”
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca

E’ stato a Parma dal 2011 al 2012, per due stagioni sulla panchina emiliana. Franco Colomba rappresenta una fetta breve ma significativa della storia degli ultimi anni dei ducali in Serie A. Subentrato a Marino dopo un ko interno rimediato contro il Bari, nella stagione successiva venne esonerato dalla società dell’epoca nel mese di gennaio. Per questo la sua esperienza può definirsi senza dubbio agrodolce. Oggi come allora c’è Pellé, ma la situazione di classifica e gli obiettivi sono cambiati. Come vede i ducali attualmente l’ex allenatore gialloblù? Ecco cosa ci ha raccontato ai microfoni di ParmaLive.com.

Come giudica il campionato del Parma? Sin qui è stata una stagione particolare, anche con un cambio in panchina. 
“Certamente al di sotto delle aspettative. C’è stato anche il cambio dell’allenatore, per dare una sterzata. Tuttavia c’è ancora qualche possibilità di salvarsi, a patto di non sbagliare più nulla. Non si pensava che il Parma potesse trovarsi in questa situazione”. 

Il Parma rimanda ancora l'obiettivo con la vittoria in uno scontro diretto: salvezza possibile?
“Non saprei. Se teniamo conto che il Torino ha singoli importanti e che il Cagliari ha perso contro il Verona…ma tutto è relativo. Tutto è ancora possibile, si vedrà”.

I calciatori di qualità, comunque, non mancano. 
“Più che guardare il calciatore solo, guardo il collettivo. Di sicuro, a tratti, credo che Hernani e Brugman abbiano fatto ottime cose. Pellé invece è un riferimento importante. Lo ebbi a Parma nella mia esperienza, sa tirare su la squadra e sa farla salire. E poi ci sono Gervinho e Karamoh. Serve infilare una serve di vittorie adesso”. 

Krause sarà l’uomo giusto del Parma? 
“Non sono in grado di dare un giudizio. Le possibilità di una squadra, molte volte, sono legate a quelle di una società. C’è sicuramente la possibilità di prendere parte ad un progetto importante. Non sarà facile. Ai miei tempi ero nel Parma di Ghirardi, quando le cose iniziano a non funzionare sul piano societario inizi ad intravedere anche dei segnali. La presenza economica è importante, sempre”. 

Quali i ricordi di Parma? 
“Ne ho due, per la verità. Il primo anno fu bellissimo, riuscimmo a salvarci in scioltezza. La squadra era in un momento difficile di classifica e psicologico. Il secondo è amaro, perché fui esonerato immeritatamente da una società che già da allora era allo sbando e che era alle prese con altri tipi di problemi. Non era in grado di sostenere né me e neppure altre persone. Mi è rimasto il colpo in canna. Sapevo ci sarebbe stato il fallimento, cosa che poi poco dopo è avvenuta”. 

La partita più bella della sua esperienza in Emilia? 
“Nell’anno della salvezza, la seconda della mia gestione contro l’Inter grazie alle reti di Giovinco e Amauri. Fu la gara della svolta, capimmo lì che avevamo tutte le carte in regola per salvarci. E poi l’anno dopo ci riuscimmo. Purtroppo tutto questo non fu apprezzato da chi era a capo della società".

@ESCLUSIVA PARMALIVE - RIPRODUZIONE RISERVATA