PL - Pisanu: “Ora 10 finali, con un atteggiamento positivo nulla è precluso”

28.03.2021 10:05 di Donatella Todisco   Vedi letture
PL - Pisanu: “Ora 10 finali, con un atteggiamento positivo nulla è precluso”
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Ottantadue presenze ed 8 reti per lui, dal 2004 al 2010. Un periodo intenso e felice per Andrea Pisanu a Parma: dalla Coppa UEFA alla B, fino all’immediato ritorno in A con annessa salvezza tranquilla. Da Pioli a Guidolin, passando per i primi anni della presidenza Ghirardi. L’ex centrocampista sardo classe 1982 ha lasciato in Emilia sicuramente un pezzo di cuore. E ora, che ne sarà del Parma attuale a caccia di punti pesanti per la salvezza? Pisanu prova a dire la sua ai microfoni di Parmalive.com.

Mancano 10 giornate alla fine del campionato di A. Per il Parma sono finali. 
“Sono 10 finali, partite importanti dove ogni punto sarà fondamentale fino alla fine e potrà fare la differenza. Il Parma deve cercare di prendere il massimo da ogni partita, senza fare calcoli. Bisogna vincere il numero più alto di partite possibili”.

La salvezza è possibile? Quale percentuale di riuscita darebbe ai ducali?
“Ci sono ancora trenta punti in palio, si può fare. Di certo vanno accorciate le distanze, non bisogna sprecare le occasioni. Penso anche a quelle giornate dove si stava vincendo. Bisogna cercare di non fare calcoli”.

Graziano Pellè, un ritorno gradito per il calcio italiano oppure no?
“Sicuramente sì, anche col Genoa ha dimostrato, pur non essendo in condizione ottimale, di poter dare tranquillamente il suo contributo. Quello che mi sento di dire è che è normale in questa fase dover essere più intraprendenti. Ora non è più come prima, non serve fare strategia. Serve vincere e serve soprattutto un piglio diverso. Contano solo i punti”.

Mihaila e Man sono le rivelazioni di questo Parma?
“Sono due giovani veramente interessanti. Lo dico da un po’ di tempo, il Parma con la nuova proprietà si sta muovendo a lungo termine. C’è una categoria da difendere, ma penso che la società si stia dando da fare. Ho seguito il presidente in qualche discorso, ritengo sia una persona in gamba, con idee forti e giuste”.

In caso di B su chi bisognerebbe ripartire?
“Dipenderà da cosa vorranno fare in società, anche se ora è presto. I giovani puntano ad un futuro garantito e ad avere i cambi. E se cosi non fosse, bisogna competere per la promozione e rinnovarsi. Non tutto, a prescindere da come andranno le cose, è da buttare quest’anno”.

Quale la delusione di quest'anno sin qui? Inglese e Cornelius non si stanno ripetendo come in passato. 
“Sicuramente sono mancati, guardando i numeri. Agli attaccanti si nota di più questo. Servono persone capaci di andare in doppia cifra, la squadra ne risente. Per una squadra che si deve salvare è molto difficile, è stato anche un anno diverso per il Parma. Poi è arrivato un periodo buio, come tutti sappiamo. Ora lo scatto d’orgoglio. Nel calcio una retrocessione ci può stare, ma dipende da come essa si materializza”.

Da Liverani a D'Aversa: un cambio utile?
“Lo dirà il campionato, quello che il Parma sarà in grado di raccogliere. Scegliendo Liverani si era preferito puntare su un tecnico giovane ed emergente, che avrebbe voluto determinate pedine per esprimere il suo gioco. Il cambio tecnico, spesso, è uno shock. Ma sono tanti i fattori che in questo caso interagiscono. Il cambio c’è stato, l’ambiente aveva bisogno di uno shock. Vanno tolti tutti gli alibi ai calciatori. Il fatto di essere ancora in basso in classifica deve sicuramente far riflettere. Non ci sono stati solo errori gestionali”.

Krause sta mostrando entusiasmo, nonostante tutto. Prime impressioni a caldo sul nuovo corso societario.
“A me piace molto, come ho detto già prima. Mi piace la sua figura, il suo entusiasmo. Trasmette positività, inoltre è sempre molto presente. Anche il progetto dello stadio è importante, sta portando grosse idee. Mi piace l’idea di un piano a medio-lungo termine. E’ una fortuna per Parma ed il Parma”.

Che ricordi ha della piazza di Parma?
“A Parma ho soltanto ricordi belli, perché qui ho passato la maggior parte della mia carriera. In molti si ricordano della mia persona, ci sono ricordi indelebili di vittorie, salvezze e retrocessioni. Questa città sarà sempre parte di me”.

Sogna un ritorno a Parma in altre vesti?
“Certamente. La vita è lunga, non si sa mai. Se un giorno dovesse mai capitare, sarei orgoglioso di poter cogliere questa opportunità. Parma, lo ripeto, è speciale per me”.

La partita o il gol più bello?
“Ce ne sono stati tanti. Ricordo le partite di Coppa UEFA, o uno segnato contro il Milan. Direi però tutte le volte che siamo riusciti a festeggiare con la gente salvezze in A o promozioni nella massima serie. Festeggiare con il tuo popolo è la cosa migliore che ti possa capitare”.

Quanto le nazionali possono incidere sui crociati ora?
“Speriamo possano incidere in modo positivo. E’ un motivo d’orgoglio, oltre che di responsabilità. Credo che il Parma debba lavorare molto sul fatto di portare positività. Bisogna credere sia possibile vincere più partite ed aprire una risposta positiva. L’importante è la nobiltà di come si affronta una situazione difficile, cioè sempre a testa alta e con lo spirito giusto”.

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