PL - Piazzi: "Con Krause è cambiato tanto: guardiamo ad un modello Atalanta ma più internazionale"

11.11.2020 10:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
PL - Piazzi: "Con Krause è cambiato tanto: guardiamo ad un modello Atalanta ma più internazionale"
© foto di ParmaLive.com

Sono mesi difficili quelli che stanno vivendo tutti i settori giovanili italiani, con il calcio dei giovani bloccato dalla pandemia, senza possibilità di scendere in campo per i campionati nazionali. Ma in questo difficile periodo il vivaio del Parma ha di che sorridere, con una Primavera che prima dello stop stava facendo vedere ottime cose e con i suoi ragazzi, tra contratti da professionisti ed esordi con mister Liverani, che iniziano ad entrare sempre di più a contatto con il calcio dei grandi. In più, da quest'estate, è arrivato un presidente come Kyle Krause, che punta tantissimo sui giovani e che vuole sviluppare il vivaio per creare un asset importante per la società, in modo da poter creare un auto-finanziamento che possa permettere al club di crescere e competere sempre più in alto. Un po' modello Atalanta, un po' modello Ajax, tutto molto internazionale. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con il responsabile del settore giovanile crociato Luca Piazzi, in un'intervista concessaci in esclusiva. 

Quanto è difficile per i ragazzi stare fermi e vedere bloccato il loro percorso di crescita?
“Penso che sicuramente sia difficile, chiaro che poi dipende molto anche da noi, per fargli capire che la crescita ci può essere ugualmente. Per ora possiamo svolgere un po’ di attività e credo che sia già un grande risultato. Se dovessero fermarci speriamo non lo facciano per molto tempo perché sarebbe un problema. In questo momento qua non avere la competizione, che per i ragazzi è certamente importante, pesa. Manca la routine che ti dà il campionato, che per i ragazzi è importante. Penso che per adesso, per come ci siamo organizzati, almeno lo sviluppo dell’attività agonistica sia formativo e sia anche per la loro crescita qualcosa che possa incidere e che continuerà a svilupparli. Spero tanto che a gennaio si possa ricominciare a giocare e fare piccola attività agonistica, però non lo so e dobbiamo capire cosa succederà e seguire gli sviluppi”.

Il 3 dicembre ripartirà almeno il campionato Primavera?
“No, non credo”.

La Primavera, per quel poco che si è giocato, ha fatto vedere ottime cose: come sta vedendo questo inizio di stagione?
“Io penso che, anche in virtù del tipo di squadra che avevamo l’anno scorso, l’aver portato avanti un gruppo che lo scorso anno giocava sotto età, mentre quest’anno ha giocatori con un anno di più, abbia creato una formazione molto forte per il campionato. Abbiamo diversi nazionali, un gruppo su cui lavoriamo da due anni, abbiamo un target elevato anche se abbiamo portato Balogh e altri in prima squadra, e siamo molto orgogliosi che due giocatori della Primavera siano in prima squadra. Al di là di Balogh questa squadra penso sia iper competitiva”.

L’obiettivo può essere la promozione in Primavera 1?
“Sì, assolutamente, penso sia un obiettivo che possiamo e dobbiamo porci. Ho visto un po’ tutte le squadre e penso che ce la potremo giocare contro tutte, ma al di là del risultato di squadra penso che in Primavera abbiamo tanti giocatori che, se crescono, possono avere un futuro professionistico. Fino a due anni fa in Primavera avevamo pochi giocatori che potevano ambire ad un futuro da professionisti, mentre questa squadra qua ne ha molti”.

Sono tanti i ragazzi convocati in prima squadra, Bane, Radu, Artistico e Rinaldi che hanno avuto anche il contratto da professionisti: la strada è quella giusta.
“Per ora sì, poi sai, quanti potranno arrivare davvero in Serie A non lo so però già il fatto di avere tanti giocatori che possano ambire ad entrare nel circuito professionistico possa essere un buono step da parte nostra”.

Prima parlavamo di Balogh, che abbiamo visto esordire in A a San Siro: lei lo ha preso lo scorso anno in Ungheria, cosa l’aveva colpita?
“L’avevamo seguito soprattutto in nazionale, quindi più lì che nel club, ma il livello era già alto. Diciamo che ci colpiva per un paio di cose, primo per la struttura fisica, secondo per la dominanza: abbiamo visto un difensore centrale bravo a difendere in avanti, scappava poco, andava spesso a duello, era un profilo di giocatore che cercavamo per il nostro tipo di gioco. Queste cose ci hanno convinto ad andare su di lui”.

Quest’anno facendo da spola da prima squadra e Primavera può completare il suo percorso di crescita ed entrare stabilmente in un mondo professionistico?
“Sì, penso di sì visto il tipo di ragazzo che è, un ragazzo che vuole migliorarsi, che non si accontenta e allo stesso tempo che ha una personalità la quale già gli permette di stare tra i grandi. Tra due anni lo vedo come un giocatore stabilmente in prima squadra e potrebbe anche giocare con continuità”.

Quest’estate c'è stato un cambio in società con l’arrivo del presidente Krause, che punta molto sui giovani e sulla crescita del vivaio: cosa vi siete detti? Cosa le ha chiesto?
“Io mi trovavo molto bene anche prima, mi sono adeguato al fatto che la precedente proprietà abbia lavorato tantissimo per tornare stabilmente in Serie A, e mi sono sempre adeguato a parametri economici che erano limitati per il settore giovanile perché in quel momento il focus, giustamente, era rivolto ad ottenere un ranking tra le migliore squadre italiane, obiettivo poi raggiunto. Con l’arrivo di Krause sono cambiate tante cose, gli obiettivi della società sono quelli di ottenere un club che si auto-sostenga, e gli investimenti fatti mi sembra vadano in questa direzione qua. Sono arrivati tanti giovani che potrebbero garantire poi plusvalenze e far crescere il club. Sappiamo poi che la partita si gioca in due aspetti, plusvalenze e riduzione dei costi, e i giovani ti danno entrambe le cose. Penso che la scelta fatta, con questi investimenti, sia rivolta in questa direzione. Krause quando è arrivato ha avuto subito un approccio importante, ha dato a tutti i suoi obiettivi, sta cercando di portare una filosofia che porta allo sviluppo dei giovani, alla riqualificazione del settore giovanile e in tutto ciò che riguarda la prima squadra. Penso che dal mercato fatto quest’anno tutto ciò sia emerso e tutti i giocatori arrivati sono giovani che possono ambire a grandissimi palcoscenici. Chiaramente noi pensiamo di diventare un asset importante per il club e riuscire a portare più giocatori nei prossimi anni”.

Un progetto simil Ajax, o, per guardare in Italia, in linea con l’Atalanta:
“Sì, filosoficamente è quello, tecnicamente in questo momento la visione potrebbe essere più internazionale rispetto a quella dell’Atalanta, creare qualcosa che sia rivolto a club stranieri che stanno lavorando bene a livello di settore giovanile. Penso che gli esempi virtuosi non siano in Italia”.

Mi racconta l’acquisto di Maliszewski? Perché su di lui c’era veramente mezza Europa: Inter, Everton, Manchester United…
“E’ vero. Siamo stati un po’ favoriti dalla situazione Covid perché in altri momenti forse non saremmo riusciti ad arrivare su un profilo del genere. Abbiamo provato a fare un blitz, proprio mentre stava finendo la stagione in Italia e anche in virtù del fatto che eravamo proprio al termine dell’annata molte squadre non si erano mosse ancora e siamo riusciti a portarlo da noi. Credo che sia uno dei profili migliori che ci sono in Europa a livello di portieri, e penso che abbiamo fatto un’ottima operazione. Poi sarà il tempo a dirlo, ma sicuramente è un ragazzo interessante”.

Tra i nuovi chi l’ha sorpresa di più?
“Fare i nomi sui giocatori nuovi è sempre pericoloso, ma dopo il lockdown molti ragazzi mi hanno impressionato per come sono tornati, per la voglia, per la felicità di poter tornare a giocare a calcio. Dei nuovi ti posso fare un nome, quello dell’attaccante 2004 lettone Sits, uno che ha colpito tutti quanti: eravamo convinti di aver preso un buon giocatore ed è arrivato uno che ci ha fatto vedere una mentalità importante”.

Un anno fa quando abbiamo parlato mi disse che il prossimo da cui si aspettava un esordio con i grandi era Camara: il suo è stato un anno difficile fra infortuni e Covid, ora è tornato al gol in Primavera: a che punto siamo della sua crescita?
“Ha perso tanto tempo prezioso e non è ancora nella condizione ottimale, ma penso che a breve tornerà ai suoi livelli: rimango della mia idea, penso sia un ragazzo di ottima prospettiva, di grandi potenzialità, lo posso paragonare a Traoré del Sassuolo. Siamo fiduciosi sul suo percorso di crescita”.

Ultima domanda, chi sarà il prossimo ad esordire in prima squadra?
“Se dovessi puntare su qualcuno direi Camara, ma al di là del nome spero che ce ne siano tanti”.

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