Partite che hanno fatto la storia, 11 aprile 2015: il Parma fallito batte la Juventus

08.04.2020 19:04 di Giuseppe Emanuele Frisone   Vedi letture
Partite che hanno fatto la storia, 11 aprile 2015: il Parma fallito batte la Juventus

Continua il nostro appuntamento con le partite che hanno fatto la storia del Parma. Questa volta torniamo ad occuparci di passato molto recente, visto che andremo a parlare di ciò che è successo l'11 aprile 2015.

Abbiamo parlato nei giorni scorsi del ritorno (purtroppo solo temporaneo) del Parma in Europa. Proprio in quel momento iniziano i problemi che esploderanno in modo definitivo nella stagione successiva. Il Parma infatti si vede negata l'Europa per delle pendenze fiscali: ne risente in primis il calciomercato, sebbene i crociati riescano a trattenere il gioiello Antonio Cassano. Si capisce tuttavia che qualcosa non va: la squadra arranca e naviga nei bassifondi della graduatoria. A novembre il presidente Ghirardi annuncia problemi di liquidità e la volontà di passare la mano. Cominciano ad accadere cose strane: prima, il passaggio a una fantomatica cordata russo-cipriota gestito dall'avvocato Fabio Giordano, cordata che poi si rivelerà in realtà essere di proprietà dell'albanese Rezart Taci. Nonostante a gennaio arrivino anche nomi di un certo calibro internazionale (come il portoghese Silvestre Varela e il nazionale uruguayano Cristian Rodriguez), gli albanesi cedono nuovamente per la cifra simbolica di un euro: il Parma diventa di proprietà dell'ineffabile Giampietro Manenti, per quella che è la pagina più buia del club, almeno nella storia recente. Qui succede di tutto, con continue promesse di pagamento degli stipendi puntualmente disattese. "I soldi ci sono", una delle frasi ricorrenti di Manenti. Il 18 marzo il presidente viene anche arrestato, mentre il campionato deve continuare: i giocatori del Parma si stringono su se stessi, si cerca di concludere il campionato in un'atmosfera semplicemente irreale, mentre la classifica vede i crociati chiaramente ultimi, anche per le penalizzazioni accumulate a causa degli stipendi non corrisposti.

Si arriva così all'11 aprile 2015, con il Parma - ancora ultimo - che è atteso dalla sfida alla Juventus, ormai dominatrice incontrastata del campionato. I bianconeri pensano anche alla Champions, ma nulla lascia presagire a un possibile successo dei gialloblu. Anche perché, nella gara di andata, la Vecchia Signora era riuscita a infliggere al Parma la peggior sconfitta in Serie A della sua storia: 7-0 per i bianconeri. Difficile pensare ad un epilogo troppo differente.

Mister Donadoni, quel giorno, schiera il Parma con il 3-5-2: Mirante a presidio dei pali; difesa a tre con Santacroce, Pedro Mendes e Feddal; Varela e Gobbi stantuffi sulle fasce; il cileno Jorquera a dirigere il centrocampo, con José Mauri e l'ex di turno Nocerino a giostrare sulle mezzali; tandem d'attacco tutto nordafricano, con Ghezzal e Belfodil. Si parte con la Juventus a fare la partita, ma il primo brivido lo procura il Parma con Belfodil, che di sinistro non va lontano dai pali. Prova a svegliarsi la Juventus, in particolare con Vidal, poi nel finale di tempo è superlativo Mirante su Coman da pochi passi. Ma il parziale di 0-0 regge, almeno fino all'intervallo. Nella ripresa, i bianconeri appaiono svogliati e poco appariscenti, così ne approfitta il Parma: Belfodil si incunea sul settore di destra e serve l'accorrente Mauri, che arriva in corsa e di sinistro mette la palla all'incrocio. Contro tutti i pronostici, il Parma è in vantaggio. Allegri prova a correre ai ripari, inserendo Morata e Pepe, ma non sembra cambiare molto. Donadoni alza la saracinesca, inserendo Cassani e Prestia e poi anche l'albanese Lila. Ma in campo non succede più nulla: la Juventus non è capace di imbastire azioni offensive e il Parma si difende compatto, vincendo con merito. Ed è proprio questa vittoria, forse, l'unica gioia per i tifosi del Parma nell'annata più nera della storia del club crociata.