Amelia: "Corvi ha sempre dimostrato anche in B. Cuesta da subito ha capito la Serie A"

20.01.2026 11:13 di  Riccardo Civa   vedi letture
Amelia: "Corvi ha sempre dimostrato anche in B. Cuesta da subito ha capito la Serie A"
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

L'ex giocatore del Parma Marco Amelia, ha parlato a Tv Parma nella trasmissione "Bar Sport". Tra i temi trattati il rendimento dei crociati e dei portieri Corvi e Rinaldi. Queste le dichiarazioni: "Corvi e Rinaldi hanno fatto dei percorsi e si stanno togliendo soddisfazioni, ma non sono gli unici in Italia. Edoardo è stato battezzato da grande, sappiamo tutti che è un figlioccio di Buffon che negli ultimi anni di carriera lo ha visto crescere. Ha questa voglia di dimostrare e di mettersi in mostra, questa può essere l'occasione giusta per far vedere il suo valore. Ha sempre dimostrato anche quando era in Serie B".

Su Cuesta:
"Gli italianizzati portano risultati a livello internazionale, quindi credo che Carlos abbia capito subito il nostro campionato e quello che deve fare il Parma. Ha giocatori forti tecnicamente ma cerca di portare in campo un'identità che porti subito al risultato. Non dimentichiamoci che il Parma deve stabilizzarsi per poi magari tornare ai livelli di anni fa. Ho un giudizio positivo su di lui, ha lavorato con Arteta e sto vedendo che è flessibile. Si adatta ed è moderno, con una squadra diversa potrebbe far vedere cose differenti, lui sta seguendo la linea giusta per salvarsi".

Le candidate a scendere?
"Dal Sassuolo in giù tutte. Con tre partite cambiano le cose e il campionato sorprende a volte. Penso che i nove punti che dividono Sassuolo ed Hellas mettano in gioco tutte. Pisa e Verona sono le più in difficoltà, mentre la Fiorentina è in risalita ma è fisiologico. Chi sta più su è avvantaggiato e può permettersi più passaggi a vuoto, ma è molto combattuta. Si vede una classifica spezzata in due, dal Sassuolo in giù tutte devono stare attente. Tutte devono fare un campionato costante e fare quel punticino quando non si può vincere, perché può essere importante alla fine".

Come avresti vissuto un allenatore più giovane?
"E' particolare, ma gli allenatori subito si fanno riconoscere e fanno capire che ne sanno. I calciatori lo riconoscono subito e non guardano l'età. Guardano se c'è conoscenza e se c'è la capacità di rapportarsi con i calciatori. Lo avrei supportato ed essendo uno dei più esperti lo avrei aiutato a maggior ragione".

Un ricordo di Parma?
"Quando mi chiamarono c'era il caos. E' stata un'esperienza bellissima ma ho visto una popolazione reagire e in crisi per la situazione che si era creata. Ho visto gente rimboccarsi le maniche per venirne fuori e questo ci ha trascinato per portare avanti il nostro percorso. Abbiamo rischiato di andare in Champions League con Prandelli, sono stati sei mesi meravigliosi che mi hanno fatto crescere. E' stata un'esperienza che è andata anche oltre al calcio".

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