Tarozzi torna a guidare il Parma, un anno dopo: il silenzio sarà lo stesso

12.03.2021 15:35 di Rocco Azzali   Vedi letture
Tarozzi torna a guidare il Parma, un anno dopo: il silenzio sarà lo stesso
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© foto di Federico De Luca

Spesso il ruolo di vice allenatore può anche stare stretto a chi vorrebbe sin da subito avere pieni poteri al comando nonchè la possibilità di gestire in prima persona un gruppo e le telecamere, con annesse attenzioni e pressioni che ne derivano. Talvolta però, e molti esempi possono confermarlo, qualche anno di gavetta e di affiancamento a chi ha già potuto vivere certe situazioni, anche per motivi di natura anagrafica, è uno step che va fatto e che risulta fondamentale nel processo di crescita della propria figura professionale. Questo approccio, Andrea Tarozzi, pare condividerlo, e per il sesto anno di fila si appresta a concludere un’altra stagione al fianco di Roberto D’Aversa sulla panchina del Parma.

LA CARRIERA: UN BUON DIFENSORE - Inizia la propria carriera da difensore nelle giovanili del Sasso Marconi prima di vestire le maglie di Bologna, Fiorentina, Ternana, Como e Padova, concludendo la sua avventura con la promozione del Sassuolo in Serie B nel 2008. Subito dopo aver appeso gli scarpini al chiodo non perde tempo e decide che il mondo del calcio deve rimanere a far parte della sua quotidianità: gli viene offerto il ruolo da team manager proprio nei neroverdi, dove ricoprirà l’incarico fino al 2011 e nella stagione successiva si rimette la tuta sportiva, diventando a tutti gli effetti il vice dell’allora allenatore della prima squadra, Fulvio Pea. Proprio a quest’ultimo si lega e lo segue nella duplice esperienza di Padova, inframezzata da un esonero ed un successivo richiamo, ed alla Juve Stabia, fino a che non arriva la proposta di Roberto D’Aversa nell’affrontare insieme la sfida di Lanciano, che durerà fino al gennaio del 2016.

IL RAPPORTO CON D'AVERSA - Complice la separazione con la Virtus, i due rimangono fermi per quasi un anno solare, fino a che il 3 dicembre 2016 arriva la chiamata del Parma, la cui panchina era rimasta libera dopo il sollevamento di Apolloni ed insieme compiono l’impresa del triplo salto di categoria, dalla Lega Pro alla Serie A in due stagioni. In seguito a due salvezze ottenute senza patemi la coppia termina il matrimonio con i gialloblu nell’estate 2020, non prima però di essersi potuto sedere almeno per una volta come unico condottiero sulla panchina ducale: causa le 5 ammonizioni di D’Aversa, galeotta l’ultima ricevuta nella vittoria di Sassuolo, l’8 marzo scorso si giocava Parma-Spal, l’ultima partita prima del lockdown generale che tutto fece interrompere. Una sfida che aveva del surreale per com’era cominciata, con la decisione del rinvio a pochi minuti dal fischio d’inizio, poi ritrattata, poi ancora messa in dubbio. Alla fine si giocò ed il precedente che Tarozzi porta in dote non è dei migliori: nel silenzio del Tardini la Spal vince 1-0.

Domenica toccherà ancora a lui sostituire il collega, squalificato dall’arbitro Abisso agli sgoccioli del match del Franchi: ci si augura un esito migliore, ma il silenzio che si udirà sarà lo stesso dell’anno scorso.