D'Aversa: "I numeri dicono che facciamo meglio fuori. Catenacciari? Nostro calcio bellissimo"

29.12.2018 18:10 di Sebastian Donzella   Vedi letture
D'Aversa: "I numeri dicono che facciamo meglio fuori. Catenacciari? Nostro calcio bellissimo"

Roberto D'Aversa, tecnico crociato, è stato protagonista della conferenza stampa dopo il Ko interno con la Roma.

Buon primo tempo e poi quell'angolo...
"Buon primo tempo e anche buon inizio del secondo nei quali la squadra ha interpretato bene la partita contro un team di valore. Se poi non si sfrutta l'occasione più clamorosa per passare in vantaggio diventa difficile far risultato contro club del genere così forti. Resta il rammarico di aver subìto gol su situazioni di calcio d'angolo, sapendo la fisicità e i centimetri degli avversari. Ci siamo allungati e la partita è finita lì".

Ti chiederai perché la squadra ha difficoltà a portare a casa dei punti...
"Strutturalmente prima o poi qualcosa devi concedere. Bastoni e Alves avevano i centimetri per competere sulle palle alte, non posso colpevolizzare chi va a marcare giocatori molto più al ti di loro. Siamo passati in svantaggio su palla inattiva senza aver concesso palle gol clamorose a una squadra forte come la Roma. Il calcio non è facile".

In avanti attacco leggero. Come mai?
"Quando si prepara una partita si pensa a tutte le situazioni che possono accadere. Se avessi fatto partire Ceravolo dall'inizio, trovandoci sotto non avrei potuto inserire un altro attaccante come invece ho potuto fare. Ho provato a sfruttare i giocatori di gamba, Biabiany e Gervinho, con Siligardi tra le linee, sapendo che la Roma è brava a portarti subito pressione magari concedendo qualcosa a livello di campo aperto. C'è stata una situazione clamorosa che non siamo stati bravi a sfruttare ma ci sono state anche altre possibilità in cui siamo stati sporchi nel passaggio in verticale".

La mancanza di Scozzarella si è sentita parecchio.
"Inutile parlare degli assenti. Regalare gente come Inglese e Scozzarella ti porta a perdere qualcosa. Stulac ha caratteristiche diverse, è molto più bravo in fase difensiva, ha fatto un ottimo lavoro. Poi devi esser bravo a portare a casa gli episodi, da tre partite in casa abbiamo la possibilità di passare in vantaggio e non l'abbiamo sfruttata. Poi siamo sempre stati abituati a lavorare con gli assenti".

Può esserci stato un momento di appagamento dopo la vittoria con la Fiorentina?
"Per 60 minuti la partita è stata interpretata nella giusta maniera. Dopo il gol subìto subentra la problematica che di fronte ti ritrovi una squadra forte come la Roma e devi ribaltare il risultato. Bisogna considerare i valori delle squadre, avere la giusta forza mentale e la personalità, che forse oggi in quei frangenti ci sono mancate. Poi la Roma passa in vantaggio, ci sono più spazi e diventa semplicemente devastante".

Qual è l'immagine più bella del 2018?
"Al momento c'è la rabbia di non aver regalato ai tifosi un risultato positivo tra le mura amiche nell'ultima gara dell'anno. Come detto ieri in conferenza stampa, questi ragazzi nel 2018 hanno fatto qualcosa di straordinario. Ora però non devono sentirsi appagati, godersi le vacanze e tornare belli carichi perché la A nasconde insidie allucinanti".

Quello difensivo può essere l'unico modo di far calcio del Parma?
"Oggi sinceramente mancando un centravanti di ruolo è normale interpretarla in questo modo. Vedi la Roma che, a differenza nostra, nei momenti di difficoltà, dava palla a Dzeko. Per quanto riguarda tutta la stagione ormai c'è stata affibbiata questa etichetta perché in Italia ci piace etichettare. Non mi pare che con la Juventus, con il Torino e in altre gare abbiamo giocato di rimessa. Ma abbiamo l'etichetta del catenacciaro, gli altri quella del bel calcio. Io penso di interpretare le gare in base ai ragazzi che ho e alle loro forze. E se si pensa che a una settimana dall'inizio del campionato non si sapeva se avessimo giocato in A o in B, con tutte le difficoltà che ne sono derivate anche sul mercato, avere oggi 25 punti vuol dire che il nostro calcio è bellissimo. Il Sassuolo con la Roma se l'è giocata a viso aperto? Vi chiedo quanti giocatori del Sassuolo l'anno scorso facevano la Serie B?".

Non t'abbiamo mai visto così arrabbiato dopo una sconfitta.
"Perché ci tenevamo a portare a casa un risultato positivo, noi non abbiamo un rapporto bello con la sconfitta. E per quanto fatto oggi i ragazzi avrebbero meritato ben altro risultato. Deve rimanerci dentro la soddisfazione per quello che si è fatto ma anche l'insoddisfazione per il modo in cui si è perso".

Più punti in trasferta che in casa. Vi esprimete meglio lontani dal "Tardini"?
"I numeri dicono questo. Pesano molto le mancate vittorie nelle ultime partite casalinghe, anche se con Chievo e Roma non abbiam sfruttato grandi occasioni mentre a Firenze è stato il contrario".

Inglese? Una settimana non semplice.
"Contro la Fiorentina già nell'intervallo si pensava a sostituirlo. E' stato bravo a stringere i denti facendo anche meglio nella ripresa. Poi è rimasto fermo per un problema all'adduttore nel giorno defaticante, poi nuovamente lo stesso problema più l'influenza. Quindi non l'ho convocato ma oggi era in tribuna: l'influenza per fortuna non era così grave".