Piazzi: "Contatti con Inter e Juve ma ho scelto l'affascinante progetto Parma"

 di Sebastian Donzella  articolo letto 694 volte
Piazzi: "Contatti con Inter e Juve ma ho scelto l'affascinante progetto Parma"

Luca Piazzi, responsabile del settore giovanile crociato, ha rilasciato ieri una lunga intervista a Teleducato. Tanti gli argomenti trattati, a cominciare dalla sua persona: "Sono arrivato nel calcio in una maniera un po’ strana, diversa dal solito. Vengo da Cavalese, una zona assolutamente non calcistica, ma più sciistica, ma la passione per il calcio mi ha portato prima a giocare a livelli bassi, poi ad allenare ed infine ad intraprendere la carriera da dirigente, lavorando per dieci anni nel Mezzocorona e poi per otto a Bolzano nel Sudtirol, dove lavoravo non solo per la prima squadra, ma siccome era un club di dimensioni abbastanza piccole, curavo anche il Settore Giovanile, occupandomi di metodologia, della parte organizzativa, della parte puramente tecnica e dello staff. Ho sempre avuto questa passione per il calcio calcio più che per il management, quindi mi occupavo anche dei più piccoli. Nonostante la scorsa estate avessi avuto contatti con l’Inter e con la Juventus, il Parma, per me, era l’opportunità più concreta, e quella che mi affascinava di più, perché ero convinto che avrei avuto più spazio e più possibilità di mettere in pratica le mie idee e un programma formativo unico per il club. Inoltre, avevo un buon rapporto con il direttore sportivo Faggiano e quando ho incontrato la Società mi ha dato l’impressione di una squadra in ascesa, che stava scalando le categorie del calcio che conta dopo il fallimento e mi è sembrato affascinante il progetto Parma, come mi sembra tuttora. Il direttore sportivo Faggiano mi ha chiesto se fossi interessato al Settore Giovanile e la cosa mi è piaciuta subito, ma nel frattempo noi del Sudtirol abbiamo giocato con la vostra prima squadra a Parma e abbiamo vinto. Pensavo di avere un po’ incrinato il rapporto (sorride, nda…), invece le cose sono andate bene e si sono concretizzate. L’approccio è stato ottimo. Qualsiasi persona può avere timore quando arriva al Parma, trattandosi di un club importante, che ha fatto la seria A e ha vinto coppe internazionali; la paura è quella di portare idee che possano non entusiasmare la società. Io invece mi sono sorpreso della disponibilità di tutti nell’avviare un progetto e nell’instaurare un certo rapporto che va a valorizzare le idee di un gruppo di lavoro. Difficilmente mi focalizzo sulle cose belle perché penso sempre a cosa è andato male, per poi migliorare e rifinire e questo mi ha portato a tante soddisfazioni che non avrei mai pensato di vivere. Sono cresciuto con il virus del calcio e l’ho portato avanti da quando avevo 15 anni...".