Il tonfo di domenica deve insegnarci che la B è imprevedibile. Capitolo regista: Munari un buon esperimento, ma serve anche la qualità

 di Giuseppe Emanuele Frisone  articolo letto 407 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il tonfo di domenica deve insegnarci che la B è imprevedibile. Capitolo regista: Munari un buon esperimento, ma serve anche la qualità

La sconfitta con il Brescia fa ancora male e ha certamente abbassato un po' il morale in casa Parma, dove le due vittorie iniziali avevano dato grande fiducia. Chiaramente il tonfo di domenica non ha compromesso nulla, ma la delusione arriva dal fatto che l'avversario probabilmente era, sulla carta, il meno forte affrontato sin qui, anche a causa delle tante assenze. E' vero, la differenza tecnica è stata praticamente annullata dalle avverse condizioni meteo, però è anche vero che anche in quelle circostanze bisogna saperla buttare dentro e il Parma non c'è riuscito. Poco male, è la prima sconfitta di un lungo campionato e c'è tutto il tempo per rifarsi, dimenticando questo stop. Magari, proprio a partire dalla prossima trasferta di Perugia. Quello che deve insegnare questa sconfitta, però, è che la Serie B è un campionato imprevedibile: ad ogni turno ci sono risultati inopinati e impronosticabili, e questo deve far capire come non ci si possa mai permettere di sottovalutare l'avversario. D'altronde questo il Parma lo sa già, avendo la fortuna di avere una rosa con tanti giocatori che questo campionato lo conoscono benissimo, dunque non hanno bisogno di "calarsi nella mentalità" della categoria. 

Ma passiamo ad analizzare un aspetto tecnico che è stato un po' il filo conduttore di queste prime tre gare di campionato: l'intuizione di mettere Gianni Munari in posizione di regista. E' una scelta, quella di D'Aversa, sicuramente ponderata e arrivata anche perché il tecnico ex Lanciano vede i giocatori tutti i giorni e ha dimostrato di sapere quello che fa. Tuttavia, non tutti sono stati convinti da questa mossa. Premettendo che quello di allenatore è un mestiere complicato, che prevede scelte impopolari, e che quando le cose non funzionano in Italia diventiamo tutti allenatori, l'idea di un Munari frangiflutti davanti alla difesa secondo me funziona bene in fase di distruzione dell'azione avversaria. L'ex Cagliari è un giocatore che dà molta sostanza al centrocampo, e che già l'anno scorso ha dimostrato di poter reggere il reparto quasi da solo, anche grazie all'esperienza maturata in tante gare da professionista. Le sue caratteristiche non sono ovviamente quelle di un regista classico, infatti, in fase offensiva, i palloni pericolosi in zona centrale arrivano perlopiù dai piedi di Dezi. Talvolta, però, è utile assicurare più protezione alla difesa, e in questo caso la scelta di D'Aversa penso abbia funzionato, e l'aver subito un solo gol in tre partite può essere una positiva conseguenza di questa lettura del mister.

Va detto, tuttavia, che una squadra che intende vincere il campionato (anche se il Parma non l'ha mai dichiarato come obiettivo esplicito) ha bisogno di molta qualità a centrocampo: si può pensare che la scelta sia ricaduta su Munari anche in virtù di una situazione particolare, in quanto abbiamo visto che Scozzarella, l'anno scorso regista titolare, è reduce da un infortunio e dunque forse non ancora al top della condizione. Comunque, il campionato è ancora all'inizio e ci sarà certamente spazio anche per Scozzarella (e non dimentichiamoci di Corapi) nel prosieguo del torneo. Magari vedremo qualcosa di diverso già a Perugia in questo senso.