Pochi ma cattivi: il Parma colleziona cartellini nonostante i pochi falli
Nel calcio spesso si associa l'aggressività al numero di interventi irregolari. Tuttavia, i dati Opta della stagione in corso dipingono un quadro unico per il Parma, svelando un vero e proprio paradosso statistico: i crociati sono tra i più corretti per volume di gioco, ma tra i più puniti severamente. Nonostante la lotta per la salvezza richieda spesso un calcio fisico, la squadra di Cuesta si distingue per pulizia negli interventi. Il Parma commette infatti appena 10.8 falli a partita, un dato che lo colloca sul podio dei club più disciplinati della Serie A, preceduto soltanto da Milan, 9.8 falli a partita e Lazio, 10.5 falli a partita.
Il contrasto emerge guardando i provvedimenti disciplinari: il Parma ha accumulato ben 40 cartellini gialli e 4 cartellini rossi, una quota altissima se rapportata al numero totale di falli. A questo si aggiunge il dato individuale di Pellegrino, che guida la classifica dei falli commessi in Serie A. Questo suggerisce che, sebbene il Parma non ricorra sistematicamente al fallo tattico o sistematico, le infrazioni commesse siano spesso di alta intensità o collocate in zone di campo critiche, portando l'arbitro a estrarre il cartellino con una frequenza insolita. Per Cuesta, la sfida sarà trasformare questa pulizia statistica in una maggiore solidità difensiva, limitando quegli episodi isolati che stanno costando troppe espulsioni. La gestione dei cartellini diventa fondamentale per evitare che le diffide impediscano ai giocatori chiave di scendere in campo in match decisivi per la classifica. Anche domenica la questione disciplinare andrà monitorata con estrema attenzione: Britschgi, Circati, Delprato e Nicolussi Caviglia, essendo già sotto diffida, rischierebbero di saltare la trasferta contro il Milan a San Siro in caso di una nuova ammonizione.
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