Piazzi: "Il settore giovanile cresce costantemente. Ci sono giocatori di prospettiva"

15.10.2019 17:47 di Giuseppe Emanuele Frisone   Vedi letture
Piazzi: "Il settore giovanile cresce costantemente. Ci sono giocatori di prospettiva"

Intervenuto ai microfoni di "Palla in Tribuna", programma in onda sulle frequenze di Radio Parma, il responsabile del settore giovanile crociato, Luca Piazzi, ha fatto il punto della situazione sul lavoro fin qui svolto in questa stagione: "Il settore giovanile sta crescendo costantemente, anno dopo anno, e questa è la cosa più importante. Non siamo ancora al livello dei top club, ma siamo tornati ad essere un buon settore giovanile. Ci stiamo togliendo belle soddisfazioni, abbiamo alcuni giocatori con delle possibilità di vederli in prima squadra in futuro, ma non voglio fare nomi. Giocatori di prospettiva però ce ne sono".

Quindi presto potremmo vedere un giovane del vivaio esordire in prima squadra:
"Sì, penso di sì. Ci siamo anche mossi molto sul mercato estero, quindi abbiamo anche Nazionali stranieri. Questo ci permette anche di essere competitivi e di avere giocatori diversi, con parametri che possono portarli ad ambire a giocare in Serie A".

C'è anche un interesse anche a livello nazionale, con l'istituzione di corsi speciali come responsabili dei settori giovanili:
"Sì, c'è questo indirizzo generale da parte della Federazione, che si è allineata alle normative europee. Si cercherà di far raggiungere questa qualifica che prima non era esistente, poi saranno istituiti dei corsi che permetteranno di intraprendere questa carriera. Penso che sia giusto legittimare questa figura, perché un responsabile del settore giovanile dovrebbe avere competenze diverse da quelle di un direttore sportivo. Specializzare la figura sarebbe importante".

Che obiettivi vi siete dati a inizio stagione?
"Sicuramente l'obiettivo è di strutturarci come club importante, per fare un settore giovanile ad alto livello. Abbiamo inserito altre figure, creato altre aree che ruotano intorno all'area tecnica, abbiamo cercato di migliorare l'aspetto ambientale per i ragazzi. Penso che la conseguenza sarà di riuscire a formare dei giocatori in modo più efficace, creando un percorso formativo dell'atleta più completo, con maggiori possibilità di portare giocatori in prima squadra. Le grosse aree di miglioramento sono dal punto di vista mentale, per cui dobbiamo prepararli a confrontarsi con quello che sarà nella loro carriera, quindi di scontrarsi con certe pressioni, di avere continuità e personalità per gestire le pressioni del calcio".

Spesso in Italia si esaspera il calcio giovanile:
"Sì è vero, ma questo è un problema diffuso nel nostro Paese. Spesso il ruolo del genitore viene interpretato male, ma è fondamentale nella crescita dell'atleta. Dovrebbe essere il genitore a gestire con meno aspettative possibili, perché spesso si creano solo ulteriori pressioni. Da parte nostra non c'è mai stata l'idea di esagerare, anzi, cerchiamo sempre di tenere un profilo basso. L'importante è migliorarsi giorno dopo giorno, mentre a volte ci sono altri indicatori che tolgono fiducia ai giocatori. Il focus dovrebbe essere sulla crescita, sulla squadra e meno individuale. Spesso lo viviamo come uno sport individuale, invece è uno sport di squadra".