Femminile, Uffren: “A Parma facciamo più chilometri che in Francia, mi fermai per le ingiustizie”
Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, la centrocampista del Parma Women Manon Uffren ha commentato il suo passaggio dal Nantes ai crociati e le sue avventure extra-campo, come quella del ritiro a fine 2022 e il successivo ritorno. Queste le sue parole.
Quanto è cambiato il suo modo di allenarsi rispetto alla Francia?
“Non ci sono grandissime differenze rispetto a Nantes, la mia ultima esperienza prima del trasferimento nel vostro Paese. Anche lì si lavorava molto con il pallone e con esercizi mirati sulla forza. Qui a Parma, però, maciniamo sicuramente più chilometri ogni giorno in allenamento”.
Nel suo ruolo quanto conta la testa rispetto al fisico?
“Entrambi sono fondamentali. Per esperienza personale, tuttavia, posso dire che la testa svolge il 70% del lavoro. Con la determinazione si superano tante difficoltà. Anche alcuni piccoli problemi fisici si sentono meno”.
C’è stato un momento, alla fine del 2022, in cui ha deciso di chiudere l’esperienza sportiva. Perché?
“Ho scelto di fermarmi perché vedevo troppe ingiustizie nel calcio femminile. Le donne non ottenevano quello che meritavano: non mi piaceva quello che stavo vivendo. Sono stata lontana dal calcio per un anno e mezzo. Poi il richiamo del gioco è stato troppo forte”.
È stato complicato riprendere?
“Tornare non è stato facile, soprattutto dal punto di vista atletico. Tuttavia grazie a professionisti capaci e alla mia determinazione sono riuscita a ritrovare un livello adeguato per essere competitiva nella principale lega francese. Se ci sono riuscita è perché sono stata io la prima persona a crederci. L’ho già detto ma lo ripeto volentieri: la mentalità fa tutto”.
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