Il direttore tecnico dell'AIA Domenico Messina: "La critica fa parte del gioco ma pretendiamo rispetto"
Nel corso della conferenza stampa dell’Associazione Italiana Arbitri, ha parlato il direttore tecnico dell’AIA Domenico Messina su tanti temi. Queste le dichiarazioni riportate da TMW: "Io parto innanzitutto dal ringraziare l’ex presidente Gravina che per primo ha avuto l’idea di contattarmi, io stavo benissimo in un paese non semplice come la Serbia. Non avevo intenzione di tornare, poi il richiamo della patria è stato molto forte e parlandone successivamente all’elezione col presidente Malagò mi è sembrato giusto iniziare un progetto nuovo.
Il direttore tecnico non è mai esistito, è un libro bianco da scrivere giorno dopo giorno. Abbiamo seguito linee guida semplici e nette, l’obiettivo principale è la qualità e a questa abbiamo aggiunto il futuro. Abbiamo scelto elementi con un trascorso di un certo livello per trasmettere alle nuove generazioni quella qualità. Poi abbiamo il dovere di pensare al futuro e per questo dobbiamo inserire persone che possano garantire il futuro. Abbiamo effettuato un discreto ricambio, ben 34 persone sono nuove e le abbiamo pescate nei Comitati Regionali, con persone che avevano un curriculum ma erano state accantonate per vari motivi
Qual è il punto fermo dal quale partire?
"Una linea tecnica comune. Ci riuniremo nei prossimi giorni, il 22 luglio sarò a Nyon alla UEFA dove ci sarà una riunione con le cinque Federazioni più importanti d’Europa per capire le linee guida di applicazione delle nuove regole. Sulla base di questo tracceremo delle linee guida tecniche e faremo in modo che gli arbitri parlino la stessa lingua dalla Serie A all’ultimo arbitro del settore giovanile. Non è negoziabile l’indipendenza di giudizio degli arbitri e il rispetto che tutti devono avere per gli arbitri, gli arbitri devono avere rispetto per il calcio e le istituzioni. Non chiediamo però di non essere criticati, la critica fa parte del gioco e rientra nei compiti istituzionali. Ciò che chiediamo è rispetto, la mancanza di educazione e rispetto non è negoziabile".


