Abodi: "Serie A a 18 squadre verrà valutata, è un problema di calendari"
Il ministro Andrea Abodi, a Sky ha parlato dei temi più caldi riguardanti il calcio italiano, come le riforme da adottare, la Serie A a 18 squadre e l'elezione del presidente della FIGC. Queste le dichiarazioni riportate da TMW: "Riforme? Intanto, il tema dei controlli finanziari l’abbiamo risolto con qualche pregiudizio, anzi con molti pregiudizi, con la Commissione indipendente che sta facendo il suo lavoro in modo discreto e impenetrabile. Farà anche proposte di avanzamento degli indicatori per l’iscrizione al campionato".
Che pensa della possibile riduzione della Serie A a 18?
"Lo valuteranno in relazione non solo ai costi dei club professionistici, che poi è sempre questione di scelte, perché non è che ci sia il vincolo di indebitarsi, ma è anche un tema di calendario. La questione non è che si giochi troppo, all’estero si gioca anche di più. Però i calendari domestici e internazionali devono trovare una sintesi, altrimenti i secondi soffocano i primi. Io credo che serva una scelta di fondo: infrasettimanale per le partite internazionali e fine settimana per i campionati nazionali. Credo che sarebbe il caso, a livello europeo, di avere una disciplina comune almeno tra i cinque grandi campionati. Questo si assocerebbe a un discorso legato a promozioni e retrocessioni, soprattutto tra A e B. In B ogni anno cambia più del 30% di squadre: c’era un vecchio accordo di tanti anni fa, disatteso, per una simmetria tra promozioni e retrocessioni. Sono piccoli accorgimenti che si potevano fare".
Malagò è in vantaggio, sarebbe una scelta corretta?
"Ogni scelta è corretta. Quello che determina la correttezza della scelta è l’efficacia dell’azione. Non è una questione di nome: ogni nome si porta il suo vissuto, la sua storia. Sia Giovanni Malagò sia Giancarlo Abete hanno storie nel calcio, ma sono differenti".
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