Zola: "A Parma il mio record di gol in A. Poi scelsi io di andare al Chelsea e la società mi assecondò"

11.09.2026 17:38 di  Arturo Tintinni   vedi letture
Zola: "A Parma il mio record di gol in A. Poi scelsi io di andare al Chelsea e la società mi assecondò"
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Ai microfoni del Guerin Sportivo l'ex fantasista del Parma e della Nazionale Gianfranco Zola ha così parlato dei campioni incontrati nel corso della carriera, come Stoickov a Parma o Maradona a Napoli: "Compagni scomodi? No, sei fuori strada: quei campioni non li ho mai visti come ostacoli, mi erano utili per confrontarmi con me stesso, per migliorare. Diego poi è stato un maestro, diceva che mi dovevo dare da fare perché secondo lui ero il suo “erede”. Aveva un grande cuore, oltre a doti tecniche irripetibili: un talento che avrebbe meritato di più, pur avendo ottenuto risultati eccezionali".

A Napoli sei “chiuso” da Maradona, poi lo sostituisci...
"L’ho detto: Diego mi ha aiutato tanto, indicava me come suo successore. Sapevo che nessuno poteva riuscire nell’impresa, ma ho dato il massimo. Passaggio non semplice, quindi, però la gente mi voleva bene...".

I tifosi partenopei ti accusarono di “tradimento”, quando passasti al Parma...
"Erano molto legati a me e io a loro, lì per lì pensarono a una fuga. La verità era ben diversa: il club navigava in cattive acque, così oltre a me cedette Ferrara, Fonseca e altri. Chiarì subito che non era stata una mia scelta e tornò il sereno: io amavo (amo) Napoli e Napoli continuò ad amare me".

Al Tardini diventi subito un idolo, poi arriva Ancelotti e tu - a trent’anni - ti trasferisci al Chelsea assieme a un certo Luca Vialli...
"Non è stato semplice, inserirsi in una realtà che funzionava alla grande: il Parma aveva vinto la Coppa delle Coppe, io arrivai per compiere un ulteriore salto di qualità. Quella squadra non prevedeva il fantasista, non giocavamo bene, ma dopo qualche tempo giocai più da attaccante con Asprilla, e le cose migliorarono: ero più vicino alla porta, segnai un sacco di gol toccando il mio record in A. Poi, dopo tre anni e mezzo, capitò l’opportunità di andare al Chelsea. Io ero reduce da un Europeo andato male, accettai questa nuova sfida e la società mi assecondò... Ripartire a 30 anni magari non è semplice, ma è solo una questione di stimoli. È in quei momenti che arrivi ad attingere risorse che non pensavi avere".

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