"Uno, Nessuno, Manenti": fuori il documentario di DAZN sul fallimento del Parma
Undici anni dopo, si torna a parlare di Giampietro Manenti e dell'anno da incubo del fallimento del Parma. Questa mattina alle ore 10 presso il ridotto del Teatro Regio, DAZN ha presentato il documentario "Uno, Nessuno, Manenti", a cura Michele Dallai e scritto da Franco Vanni e Guido Cenci. Manenti torna a raccontare quella grottesca avventura a Parma, dall'acquisto a un euro della società fino agli incontri ravvicinati con i tifosi nel centro città. Il documentario racconta il fallimento del Parma FC attraverso i ricordi di Manenti e la partecipazione di ospiti che hanno vissuto da vicino la vicenda: dal capitano Lucarelli, passando per Paolo Nori e Gerevini, giornalista divenuto celebre per i confronti con Manenti.
Questo il messsaggio di Michele Dallai, ideatore del documentario disponibile sull'app di DAZN: "È il mio primo documentario e c’è una lista infinita di ringraziamenti da fare, i due più grandi a Franco Vanni e Maurizio Vassallo per aver pensato, scritto e prodotto con me questo viaggio in uno degli episodi più surreali della storia dello sport italiano. Grazie a Dazn per aver supportato il progetto e a Marco Mazzetti e Danilo Sorrentino per la cura e l’amore che ci hanno messo. Grazie a Guido Guenci per aver riempito la storia di qualità e snodi diversi. E grazie a Giampietro Manenti. Davvero. Che sia follia, inconsapevolezza, senso dello spettacolo, imprudenza, malafede o arte del raggiro, senza la sua stralunata e improvvisa entrata in scena nel 2015 questo lavoro non esisterebbe. Ci sono tanti modi di raccontare le storie, a volte tragico e comico combaciano alla perfezione e si cammina in equilibrio tra le conseguenze tremende che imprese come quella di Manenti provocano e il fascino ipnotico di una corsa a perdifiato verso il baratro. Come una specie di Tiger King di pianura, Manenti ci ha raccontato tutto e il contrario di tutto e noi abbiamo ascoltato, siamo risaliti alle fonti, abbiamo messo in fila i fatti per quelli che erano. Il risultato è questa ora di documentario. Ah, grazie anche a Paolo Nori per un cameo delicato e prezioso".
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