Suzuki sull’infortunio: “È stato doloroso, ma non pensavo fosse una frattura. Mai avuto paura di non tornare”

02.04.2026 12:03 di  Edoardo Mammoli   vedi letture
Suzuki sull’infortunio: “È stato doloroso, ma non pensavo fosse una frattura. Mai avuto paura di non tornare”
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Il protagonista della seconda puntata della serie “Parma Roots” è stato Zion Suzuki, che si è raccontato a 360°, passando dal campo alla sua vita privata. In particolare il portiere giapponese si è soffermato anche sul brutto infortunio subito durante la gara contro il Milan: “Ricordo chiaramente il momento in cui mi sono infortunato. È stato molto doloroso. Ma non pensavo di aver subito una frattura o qualcosa del genere. Pensavo fosse solo un dolore passeggero. Per questo ho continuato a giocare. Inoltre non volevo uscire dal campo, perché io sono sempre in porta. Cerco di restare fedele alla mia vita. Quindi è per questo che ho continuato a giocare in campo fino alla fine della partita”.

Questo il commento di Pavarini: “Sul momento, quando ho preso il monitor in panchina, mi sono reso conto che c’era stato questo pestone. E infatti mi sono alzato per chiedergli se avesse la necessità del cambio. Lui non era troppo convinto, ma poi in un secondo momento ha detto che non voleva lasciare la squadra in difficoltà, per cui ha giocato gli ultimi 13-14 minuti con quel tipo di problema. Quando ha tolto il guanto, ho detto al dottore che era evidente che il dito fosse andato. Ho fatto l'ultima parata sulla palla che gli è sbucata. Quella palla gli ha rimbalzato due o tre volte. Non so quanti portieri sarebbero rimasti in campo, anche perché si sarebbero tuffati sul dolore per cercare di salvare quella dinamica. Questo è frutto della mentalità di un ragazzo che non vuole lasciare la squadra in un momento in cui c'è bisogno di soffrire. Da buon giapponese è voluto rimanere per dare il contributo fino alla fine, a costo di peggiorare la sua situazione”.

Conclude Suzuki: “Ho creduto di essere in grado di tornare. Non ne ho mai avuto paura. Poi ho fatto la riabilitazione in Giappone per un paio di mesi, poi sono tornato qui. Ma quando facevo riabilitazione in Giappone, il mio preparatore e il mio dottore mi hanno sempre aiutato molto. Per questo sono stato in grado di fare tutto quello che potevo”.

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