La storia di Francesco, abbonato al Parma da oltre 30 anni: "Un derby mi ha salvato la vita"
È uscito da pochi minuti un video sui canali social del Parma Calcio che racconta la storia di Francesco, un tifoso gialloblu abbonato da oltre trent'anni al Tardini. Di seguito le parole di Francesco, che spiega il suo legame con la squadra ducale: "Mi chiamo Francesco Mannella, sono l'abbonato numero uno, abbonato alle ore 15.01, del Parma. Da quanti anni sono abbonato? Gli anni non li so, più che altro da quando c'erano ancora gli abbonamenti di carta, quindi andiamo indietro di tanti anni. Avevo una decina d'anni, ora 42, insomma una trentina d'anni che sono abbonato. Inizialmente in Curva Sud, quando ancora la Curva Sud era una curva potente, nel senso che era ancora una curva con attaccato il settore ospiti. È stato divertente, soprattutto in occasione di alcune partite come Derby con la Reggiana, è stato divertente. Dopo la Curva Sud sono passato alla Curva Nord, perché ovviamente piaceva mi la Nord, poi sono passato alla Tribuna per motivi fisici.
La prima partita del Parma che ho visto al Tardini non me le ricordo, mi ricordo la prima trasferta perché è stata la più bella, nel senso che la partita legata alla finale di Coppa UEFA contro la Juventus a Milano. Avevo undici anni, andavo alle elementari ed è stata una bella emozione, sia come partita, sia come partenza proprio di pullman, l'attesa di arrivare al biglietto, è stata bella. Ricordo quando andavo da piccolo con mio nonno, che mi portava allo stadio, perché anche lui era diventato tifoso del Parma. Questi ricordi forse sono più belli di tutte le partite. Le partite le puoi rivedere ancora, quei ricordi no.
Un ricordo particolare è legato al derby del dicembre 2016, che si giocò a Reggio. Derby che non ho visto, nel senso che non ero a Reggio, però questo derby mi ha salvato la vita. Io ero a Berlino e fu l'anno dell'attentato al mercatino. Il mercatino era a dieci metri dall'hotel dove ero io e l'idea all'inizio era quella di cenare in un ristorante in quella zona. Poi all'ultimo abbiamo deciso con la mia compagna di, siccome era l'ultima sera, guardare la partita cenando nel ristorante che era sotto l'hotel. il tempo di prendere una tazza, arrivare in hotel, sedersi e arrivò la notizia dell'attentato. Avremmo dovuto cenare in un punto proprio dove è passato il camion, quindi ci siamo salvati. Non so in quanti possono dire di avere avuto la vita salvata da un derby".
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