Ripartenze veloci e pressing: con la Roma sprazzi del Parma che verrà?

13.05.2026 11:12 di  Riccardo Civa   vedi letture
Ripartenze veloci e pressing: con la Roma sprazzi del Parma che verrà?

In tutta questa stagione, media e giornalisti hanno sempre etichettato il Parma come una squadra difensiva e catenacciara. Alcuni, si sono spinti oltre arrivando addirittura a definire la filosofia crociata "Anticalcio". Beh, questi epiteti non hanno fatto altro che spostare il focus dal lavoro svolto da Cuesta e staff, per dare adito a polemiche eccessive. E' giusto affermare e dire che spesso il Parma ha avuto difficoltà nel creare pericoli agli avversari, ma è anche onesto ammettere che da diverse settimane i crociati hanno cambiato volto. O meglio, l'idea rimane sempre la solidità difensiva e l'efficacia sui calci piazzati, ma la verticalità di queste ultime partite non si era vista prima. Nella gara persa con la Roma, forse la migliore disputata dai ragazzi di Cuesta per intensità e carattere, le tante ripartenze andate a buon fine sono l'emblema della crescita offensiva. Il pressing alto, ha permesso al Parma di fare l'1-1 con Strefezza, dopo che la difesa della Roma è stata indotta all'errore da una pressione di diversi elementi. Dunque, il Parma non è più solo catenaccio come direbbero alcuni, ma con il tempo è diventata una squadra completa e che si sa adattare.

A salvezza raggiunta, è lecito guardare avanti, anche se è difficile ad oggi immaginare quale possa essere l'idea del Parma dell'anno prossimo. Prima di tutto, non è certa al 100% la permanenza di Cuesta, e nel caso rimanesse, sarà curioso vedere nuovi accorgimenti tattici o nuovi dictat, che giustamente in questa stagione sono stati messi in secondo piano rispetto all'obiettivo principale. La partita con la Roma potrebbe essere uno spunto per il Parma che verrà e che sarà, con magari qualche innesto dal mercato adatto più ad un gioco verticale e di contropiede. Quest'anno difatti, Oristanio e Ondrejka non si sono mai espressi al massimo, dunque è stato difficile creare imprevedibilità con difese spesso chiuse. Nicolussi e Strefezza però, hanno dato una spinta notevole alla manovra, ma anche Elphege si è dimostrata un'arma importante: chissà che l'attacco a due non possa essere anch'esso un preludio.

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