Problemi per Suzuki e il Giappone: due traslochi a pochi giorni dai Mondiali, campi non all’altezza
Manca pochissimo al via della prossima Coppa del Mondo: dopo aver ospitato le edizioni del 1970 e del 1986, il Messico tornerà protagonista del torneo tra le migliori Nazionali al mondo, e lo farà insieme a Canada e Stati Uniti d’America: il primo Mondiale a 48 squadre sarà spalmato su tre paesi diversi, con le diverse selezioni che hanno scelto dei campi base con un occhio anche a fattori extra-campo, come altitudine, posizione geografica rispetto ai match e clima.
Il Giappone, che è inserito nel Gruppo F insieme a Olanda, Tunisia e Svezia, scenderà in campo tra Arlington, Texas, e Guadalupe, Messico. Per prepararsi al meglio alle temperature ostili, i Samurai Blue di Zion Suzuki (portiere del Parma convocato per difendere i pali nipponici) avevano in programma di allenarsi al campo di allenamento del Tigres, squadra con sede vicino a Guadalupe. Come però ricostruito da Zona Mista e Cronache di Spogliatoio, una volta arrivati sui campi del Tigres i nipponici hanno considerato troppo deteriorata il manto erboso, spostandosi quindi in un centro universitario. Questo trasloco non è stato l’ultimo per Suzuki e compagni, che si sono stabiliti dopo un secondo spostamento nel centro del Monterrey, squadra dell’omonima città e confinante con Guadalupe. Un inizio di avventura travagliato per il Giappone, che punta però a stupire e cercare i quarti di finale, impresa spesso sfiorata ma mai centrata.


