Prandelli: "Fiorentina-Parma una partita del cuore per me. Pellegrino è attaccante vero"

02.03.2026 16:33 di  Riccardo Civa   vedi letture
Prandelli: "Fiorentina-Parma una partita del cuore per me. Pellegrino è attaccante vero"
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© foto di Federico De Luca

L'ex allenatore di Parma e Fiorentina Cesare Prandelli, ha parlato alla Gazzetta di Parma. Tanti i temi, di seguito le dichiarazioni: "Fiorentina-Parma proprio una partita del cuore per me, Nessuno si aspettava una Fiorentina in quelle posizioni, in queste ultime settimane sta recuperando anche se secondo me deve comunque stare molto attenta lo stesso, perché non è facile recuperare e avere continuità. Aspettiamo la partita con l'Udinese, poi vedremo. No, non avrei mai pensato davvero una situazione cosi. Di solito quando c'è Fiorentina-Parma, questa partita non la guardo. Eh sì, perché io ho fatto due anni meravigliosi a Parma, ho lasciato degli amici indimenticabili. Però vivo a Firenze e sono diventato tifoso della Fiorentina e quindi il cuore e la  ragione, come hai detto tu, vanno insieme. Però cuore e ragione possono andar d'accordo, senza pensarci troppo".

Parliamo un po' di calcio giocato, di questa stagione dove la tattica sembra aver soppiantato la tecnica. E la qualità del gioco e dei giocatori sembra essersi appiattita.
"Siamo vittima del nostro progresso. Dal punto di vista diciamo tattico e quindi in questo momento la tattica è predominante, a tutti i livelli dalla serie A a quelli più piccoli. E quindi, i talenti fanno fatica ad uscire, l'imprevedibilità della giocata non c'è a parte due tre giocatori. Una volta avevamo tutti i due attaccanti, le mezze punte l'esterno che puntava. Adesso i registi sono davanti alla difesa, con due punte non gioca più nessuno e quindi si compatta sempre tutto. Eh però, io dico sempre questo: il calcio ha un'alchimia, una magia che va al di là di qualsiasi criticità nel senso che quando c'è la partita, ci mettiamo tutti li, sperando di vedere un gran calcio e divertirci e di avere sempre entusiasmo a vedere il calcio, poi magari lo criticheremo però siamo sempre lì, quindi è una malattia viscerale".

Giochisti e risultatisti, l'altro grande tema di questa stagione: cosa ne pensi?
"Nelle dichiarazioni sono sempre tutti uguali, nel senso che vorrebbero avere predominio del gioco, tutti vorrebbero avere la superiorità numerica, tutti vorrebbero avere la palla però le squadre sono due quindi sono dei duelli che devi fare comunque e chi ha più capacità tecnica, chi ha più personalità riesce a sovvertire qualsiasi pronostico quindi non credo nei giochisti e non credo nei risultatisti, tutti vogliono arrivare al risultato. Ovviamente positivo. Tutti abbiamo cercato di arrivarci attraverso un gioco corale, un gioco piacevole. Poi anche li vai in un terreno minato dove cosa vuol dire giocare bene? E quindi diventa tutto un po' complicato però non mi schiero perché secondo me non bisogna schierarsi ma bisogna cercare di capire come far crescere i nostri ragazzi in modo tale che sono loro che fanno la squadra, in modo tale che sono loro che ti danno la qualità che un allenatore cerca, invece non avendo la qualità, l'allenatore cerca la perfezione dal punto di vista tattico".

Si dice che il Parma sia bravo a far giocare male gli o a far giocare male gn avversari. Come vedi la squadra di Cuesta?
"L'ho vista giocare a Bologna, era rimasto con un giocatore in più, non ha fatto giocare il Bologna, ma non ha mai tirato in porta. Poi, non so, negli ultimi minuti ha fatto i cambi, sono entrati giocatori di qualità. Davanti è riuscita due o tre volte ad avere occasioni da gol. Posso soltanto dire che tutte le volte che il Parma trova la profondità e riesce a mettere la palla dentro, si vede che ha l'attaccante forte. Pellegrino è un giocatore veramente forte, ha delle potenzialità enormi, è un attaccante vero. Non solo dal punto di vista fisico ma anche tecnico: difende bene la palla e poi in acrobazia è forte, la palla la va a cercare".

Il Parma è a un passo dalla salvezza. Una volta arrivati al traguardo cosa dovrà fare? Magari testare quei giocatori che hanno giocato meno oppure proseguire nel cammino intrapreso da inizio stagione?
"Le idee quando riesci a più giornate dalla fine ad essere tra virgolette tranquillo, anche se secondo me 2-3 punti in più vanno fatti velocemente, possono essere tante. Chiaro che dopo devi dare una continuità al tuo progetto. Il tuo progetto qual è? Valorizzare i giovani? Riconfermare in toto quasi tutti quelli che hai magari mettendo due giocatori di qualità? Allora lì è l'allenatore che deve essere bravo nel dare una certezza ai giocatori che rimarranno, si inizierà a lavorare così per il futuro. E questo sarebbe un grande vantaggio per l'allenatore e per il club".

Allenatori stranieri. non solo Cuesta. Anche Como e Udinese se li coccolano.
"L'allenatore dell'Udinese e arrivato in un contesto molto organizzato, sotto tanti punti di vista e man mano che sono passati i mesi lo abbiamo italianizzato molto nel senso che è una squadra che pressa molto anche alta e molto organizzata, ma ha anche dei giocatori a livello difensivo molto interessanti. Secondo me comunque in questo momento, il migliore è Fabregas perché è riuscito a trasmettere il suo modo di pensare e di far calcio. Hanno fatto un gruppo pulito con il direttore sportivo, direttore generale e con la società stessa che pur essendo lontana viene gestita in maniera perfetta dal punto di vista della comunicazione e dal punto della strategia e lui è bravo. Con tanta superficialità i critici dicono è possesso palla, no lui il possesso palla lo fa nella metà campo avversaria quando è in vantaggio. Il Como non fa mai possesso palla quando non è in vantaggio, il Como va direttamente verso la porta verticalizza molto veloce, quindi è un modo diverso di interpretare la partita. Loro la interpretano sempre nel miglior modo possibile su qualsiasi campo".

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