Perrone (COO Parma) sulla sostenibilità crociata: “E’ iniziato tutto dagli uffici, i calciatori ci hanno aiutato”
Intervenuto a Ricicla.tv, il Chief Operating Officer del Parma Stefano Perrone ha parlato del grosso impegno dei crociati riguardo alla sostenibilità. Dall’inizio del processo, con l’installazione di isole di raccolta differenziata negli uffici, fino all’impegno sullo spreco alimentare, queste le parole di Perrone.
Sul processo sostenibile: “E’ un percorso che ha avuto inizio quasi tre anni fa, noi avevamo già iniziato ad attuare buone pratiche, poi abbiamo capito che queste azioni potevano portare a qualcosa di più. Abbiamo trasportato all’esterno, nei corridoi, delle piccole isole di raccolta differenziata di carta, plastica e indifferenziato, obbligando tutti i colleghi ad uscire dall’ufficio per differenziare. Questa scelta ha eliminato il “refugium peccatorum” dell’ufficio: il cestino in cui finiva di tutto senza distinzione. Da lì, abbiamo iniziato a portare queste buone pratiche anche all’esterno, ovvero verso lo stadio e verso i nostri stakeholder, ed è stato un processo complesso. Siamo passati da Collecchio allo stadio, e siamo passati dalla politica dell’eliminazione del cestino a quello che è addirittura un Rentri, e cioè alla modulistica sulla raccolta dell’immondizia. I giocatori hanno recepito rapidamente alcuni principi base della sostenibilità, ovvero che siamo noi i primi attori. I calciatori hanno compreso come le piccole azioni quotidiane portano vantaggi e servono al raggiungimento dell’obiettivo. Se oggi qualcuno entra negli spogliatoi del Parma post partita vedrà che tutto il materiale utilizzato, tutti i rifiuti prodotti, sono raccolti e differenziati, non solo nelle partite casalinghe nel nostro stadio, ma anche quando siamo ospiti”.
Sull’impegno contro lo spreco alimentare: “Ogni partita al Tardini comporta la distribuzione di oltre mille pasti agli ospiti. Questi mille pasti si trasformavano in fine serata in una marea di rifiuti alimentari. Grazie a un accordo con la società di catering e con l’associazione Parma non spreca, il cibo non utilizzato viene invece recuperato ed entra in un circuito di solidarietà. Quando si spengono le luci dello stadio, la partita è finita. Noi accendiamo un po’ di colore nei frigoriferi. A rotazione ogni post partita 70 famiglie possono avere quel cibo in più, quel colore in più”.
Sul modello Parma: “Il modello è assolutamente replicabile da altre società sportive, a patto di partire dalle buone pratiche quotidiane e di accettare che diventino, con pazienza, abitudine. Deve diventare noioso, perché diventa consuetudine. Non c’è più sforzo. Noi abbiamo l’obiettivo di diventare dei promotori culturali, all’interno della nostra azienda, ma anche fuori, con i nostri tifosi”.
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